La girandola di timori, speranze e trimestrali ha sballottato ieri i mercati e rischia di fare altrettanto anche oggi.

A muovere le acque e ad intorbidirle non poco, in Europa, ci ha pensato il settore automobilistico, nel giorno in cui Sergio Marchionne ha lasciato questo mondo per andare forse ad amministrare qualche angolo di aldilà.

La trimestrale FCA ed anche quelle delle altre big del settore hanno deluso il mercato, nonostante che, proprio nel giorno della dipartita del suo artefice, Fiat abbia comunicato il raggiungimento del pareggio finanziario, l’obiettivo che Marchionne ha strenuamente lottato per lunghi anni per ottenere.

Ricavi sotto le attese e dubbi sulla possibilità di resistere alla guerra dei dazi che si aprisse tra USA ed Europa, hanno mandato a picco il titolo, che ha lasciato sul terreno di Piazzaffari -15,5%, perdendo in un solo giorno quasi 4 miliardi di capitalizzazione. Netta è stata la sensazione che il mercato stia considerando che il miglior asset della casa automobilistica, un tempo torinese, fosse proprio Sergio Marchionne e ieri ne ha scontato spietatamente la perdita. FCA ha trascinato giù, oltre a Ferrari ed Exor, anche l’intero Ftse-Mib (-1,43%), che è stato decisamente il peggior indice europeo, perdendo quasi il triplo rispetto al calo di mezzo punto di Eurostoxx50. Il settore auto ha comunque ceduto nel complesso e tenuto sotto pressione tutte le borse europee, che hanno temuto per l’incapacità di Juncker di convincere Trump a rinunciare ad imporre dazi sulle auto europee.

Invece, a borse europee già mestamente chiuse, ha cominciato a girare la notizia che il rapido incontro tra Trump e Juncker avrebbe potuto portare un accordo per aprire le trattative verso un progetto di annullamento di dazi e sussidi su tutti i settori dell’interscambio tra USA ed Europa, eccetto quello automobilistico. La borsa USA si è rianimata ed ha girato in positivo, per poi mettere a segno un rally finale quando i rumor hanno cominciato a trasformarsi in notizie credibili (sempre, ovviamente, tenendo conto che quando parliamo di credibilità ci stiamo riferendo a due personaggi noti per cambiare idea un attimo dopo aver solennemente dichiarato). SP500 ha così chiuso con +0,91% al nuovo record di 2.846 punti e il Nasdaq100 a +1,38% a 7.508 punti, in attesa della trimestrale di Facebook che sarebbe stata presentata dopo la chiusura del mercato.