Alcuni dei gestori di GAM sull’eventualità dell’essere prossimi alla fine di un ciclo e sulle implicazioni per le asset class che seguono.

Adrian Owens, Investment Director, Global Macro & Currency Fixed Income di GAM, ritiene che il termine “fine ciclo” descrive bene l’economia britannica e statunitense. Adrian Owens non crede che si possa applicare anche all’Europa, al Giappone o alla Cina. Il Regno Unito e gli Stati Uniti si trovano molto probabilmente alla fine del ciclo, tuttavia le preoccupazioni per la Brexit e per gli scambi commerciali distorcono la situazione. Forse è più appropriato parlare di un QE tardivo. A mio giudizio, le banche centrali si stanno rendendo conto che gli effetti distorsivi del QE si fanno ora più rilevanti. Pertanto, secondo me, ci troviamo in una fase in cui il QE diminuirà e si farà maggiore affidamento alla politica fiscale e che, in tale contesto, emergeranno più opportunità che traineranno i mercati.

Swetha Ramachandran, Investment Manager, azioni del settore lusso di GAM, spiega che la fase del ciclo in cui ci troviamo non ha la stessa rilevanza per il settore del lusso poiché è caratterizzato da due forze contrastanti: la tematica strutturale, ovvero i consumi del ceto medio nei mercati emergenti, abbinata alle oscillazioni a breve termine del ciclo economico. In questo momento sembra che il primo sia il fattore ciclico prevalente. Le prospettive restano a nostro giudizio positive. Con questo non vogliamo dire che il settore del lusso sia immune al ciclo economico. Chiaramente nel 2009 c’è stata una brusca frenata di breve durata ma il settore ha recuperato velocemente. Oggi prestiamo particolare attenzione alle valutazioni. Riteniamo che gli utili restino sostenuti ma verifichiamo quale sarebbe il giusto prezzo da pagare.