In seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n.104 del 14 agosto 2020, meglio conosciuto come Decreto Agosto, il Governo italiano ha deciso di confermare le proroghe  anche per i mesi successivi per numerosi bonus e sostegni economici che erano stati previsti con i Decreti Cura Italia e Decreto Rilancio. Con le nuove deroghe volte ad aiutare coloro che si trovano in situazioni di difficoltà a causa del diffondersi dell’emergenza sanitaria del Coronavirus,  sono aumentati quindi i pagamenti che dovrà effettuare l’INPS nei confronti di milioni di cittadini e di nuclei familiari che rispondono a determinati requisiti. 

È per questo che sono iniziati ad arrivare i primi pagamenti da parte dell’INPS per le mensilità di benefici economici e dei bonus relativi al mese di settembre 2020. Tra questi spuntano gli accrediti per la cassa integrazione e l’indennità di disoccupazione NASPI, il reddito di cittadinanza, il reddito di emergenza, i bonus bebè e bonus babysitter. Ecco quali sono tutte le scadenze previste per i pagamenti INPS del mese di settembre e quali sono le modalità di accredito o di ritiro dei soldi. 

Quando l’INPS pagherà la cassa integrazione

Con i 25 miliardi di euro che il Governo italiano ha stanziato al fine di attuare le nuove proroghe disposte con il Decreto Agosto, si intende aiutare in primo luogo tutti quei lavoratori italiani che a causa della chiusura degli esercizi commerciali, hanno subito una riduzione delle ore lavorative e dunque dello stipendio. Per questo motivo tra le misure prese dallo Stato per aiutare i cittadini, vi è anche una deroga della cassa integrazione. 

La proroga prevista per la cassa integrazione riguarda la possibilità per i dipendenti italiani di usufruire del beneficio per diciotto ulteriori settimane fino alla fine del 2020.  

La platea dei potenziali beneficiari della cassa integrazione è molto più ristretta rispetto ai requisiti che erano stati definiti con i precedenti decreti in materia di Coronavirus. In effetti:

Potranno usufruire della cassa integrazione esclusivamente quei lavoratori dipendenti italiani che ne hanno già potuto beneficiare durante il periodo precedente. Tuttavia, per poter accedere a questa nuova proroga, le aziende saranno tenute a pagare il 9% della retribuzione complessiva di ogni singolo dipendente, a condizione che il suo fatturato annuale abbia riscontrato un’effettiva e dimostrabile diminuzione di più del 20%. Invece quelle aziende italiane che non hanno subito una riduzione del fatturato, per poter far usufruire della cassa integrazione ai propri dipendenti, saranno tenuti a pagare il 18% della retribuzione totale.

In merito al pagamento da parte dell’INPS della cassa integrazione straordinaria prevista per i lavoratori che si trovano in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, questo avverrà attraverso tempistiche diverse sulla base alla tipologia di ammortizzatore sociale, alla sede territoriale di riferimento e all’iter amministrativo necessario per l’invio e la ricezione delle domande. 

Tuttavia, a discrezione dell’azienda e dei suoi titolari, potrebbe essere scelta una modalità di pagamento che potrebbe decisamente anticipare in busta paga gli importi di cui si fa carico l’INPS

Pagamenti per la NASPI

Il Decreto Agosto ha portato anche ad una nuova proroga per le indennità di disoccupazione Naspi e Discoll

In particolare i pagamenti da parte dell’INPS per la NASPI dipenderanno da diversi fattori: le caratteristiche del cittadino richiedente e le modalità di pagamento. Tuttavia, solitamente l’INPS effettua l’erogazione dell’importo entro il quindicesimo giorno del mese successivo rispetto a quello di competenza. 

In merito alle modalità di pagamento, il beneficiario può scegliere tra tre tipologie diverse l’accredito sul conto corrente bancario o postale, il libretto postale e il bonifico presso l’ufficio postale del luogo di residenza o di domicilio del richiedente. 

Per quanto riguarda gli importi a titolo di riduzione del titolo fiscale, secondo le modifiche apportate in sostituzione del Bonus Renzi, i pagamenti avverranno nei giorni compresi tra il 20 e il 30 settembre 2020. 

Soldi in ritardo per il reddito di cittadinanza 

Il pagamento del reddito di cittadinanza questa volta sarà effettuato un po in ritardo rispetto ai mesi precedenti. In effetti, la prima data ufficiale per l’invio dei pagamenti del reddito di cittadinanza per coloro che hanno già usufruito in precedenza del beneficio è quella di lunedì 28 giugno. 

Diverso invece sarà il destino di coloro che hanno inviato la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza entro il giorno 31 agosto 2020. Per loro il primo accredito avverrà con parecchi giorni di anticipo: il 15 settembre, data in cui potranno andare a ritirare presso l’ufficio postale di riferimento la propria carta elettronica reddito di cittadinanza

Invece, per coloro che richiederanno il sussidio del reddito di cittadinanza nel mese di settembre, dovranno aspettare metà ottobre per ottenere il primo pagamento. 

Scadenza di ottobre per il reddito di emergenza 

È ancora tutto incerto invece sulle tempistiche dei pagamenti da parte dell’INPS destinati al reddito di emergenza. Al momento ciò di cui si è certamente a conoscenza riguarda le modalità di accredito dei pagamenti, i quali possono avvenire attraverso tradizionale bonifico bancario o postale, accredito sul libretto postale, o in alternativa, tramite bonifico domiciliato o con pagamento in contanti da ritirare presso l’ufficio postale di riferimento.

In attesa di una nuova comunicazione INPS in cui saranno descritti tutti i dettagli utili per gli accredito, al momento ciò che si conosce per certo è il termine ultimo da rispettare per coloro che intendono richiedere la quota aggiuntiva del reddito di emergenza, approvata dal nuovo Decreto Agosto. 

In effetti fino alla scadenza fissata per il 15 ottobre 2020, i cittadini italiani potranno richiedere la quota integrativa relativa al reddito di emergenza che varia dai 400 euro fino ai 800 euro sulla base del numero dei componenti che costituiscono il nucleo familiare. 

In arrivo il bonus bebè 

Il bonus bebè rappresenta uno dei tanti bonus messi in atto dai decreti Cura Italia e Rilancio per risollevare i cittadini italiani dall’enorme crisi economica in seguito al Coronavirus. Il nuovo Decreto Agosto ha provveduto alla proroga anche del bonus bebè, un contributo economico che sarà riconosciuto a tutti i genitori italiani che rispondono a determinati requisiti, per nascite, adozioni o affidamenti pre-adottivi che sono avvenuti durante l’intero anno 2020. 

Il pagamento da parte dell’INPS del bonus bebè sarà effettuato a partire dal 15 settembre fino al 20 settembre 2020, tramite diversi metodi di pagamento, ovvero: libretto postale, bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, o in alternativa, mediante l’accredito su carta elettronica prepagata (purché l’IBAN sia intestato al soggetto che ha richiesto il contributo). 

Bonus babysitter: come averlo ora  

Un altro bonus molto discusso e apprezzato dai cittadini italiani, introdotto già con il Decreto Cura Italia al fine di aiutare i genitori italiani con le spese da loro sostenute per le prestazioni di baby-sitting di cui hanno usufruito durante il periodo di chiusura di tutte le scuole. A tal proposito, saranno considerate esclusivamente le spese per i servizi di babysitter per i figli di un’età non superiore ai dodici anni.

L’INPS provvederà al pagamento dei rimborsi spese attraverso l’accredito direttamente sul Libretto di famiglia, che dovrà essere attivato dai cittadini beneficiari. 

Secondo quanto disposto dall’INPS, le date di invio dei pagamenti sul Libretto di famiglia dipendono dal giorno in cui il nucleo familiare ha provveduto alla comunicazione dei dati in merito alla prestazione di cui si è usufruito sulla piattaforma dedicata al lavoro occasionale

A tal proposito, i soldi per il bonus babysitter saranno accreditati entro il 15 settembre 2020, se i dati relativi alla prestazione sono stati trasmessi entro e non oltre il 3 settembre. Invece, dovranno aspettare il 15 ottobre coloro che hanno inviato i dati a partire dal 3 settembre in poi. 

Secondo quanto stabilito dal nuovo Decreto Rilancio, il bonus babysitter comprende anche i rimborsi per le spese sostenute nei confronti dei centri estivi o dei servizi per l’infanzia di cui i genitori italiani hanno usufruito per i propri figli. In questo caso, l’INPS riconoscerà la somma direttamente al beneficiario.