Non accenna a diminuire il fenomeno degli anziani che decidono di trasferirsi all’estero per godersi la meritata pensione. Molti dei destinatari di un assegno da parte dell’INPS invece di rimanere in Italia ad accudire nipoti, lottare con la burocrazia, e con spese sempre in crescita decidono di cambiare vita. Le destinazioni sono molte. Alcune in Europa, scelte da chi non vuole cambiare completamente stile di vita, altre extra UE per chi è pronto a fare un salto nel buio.

Il fenomeno della fuga dei pensionati ha raggiunto dimensioni tali che oggi è piuttosto semplice fare i bagagli e trasferirsi: sono sorte anche numerose agenzie viaggi specializzate in questo tipo di trasferimento, che permettono di organizzare in tutta tranquillità la propria vita post pensione già da casa. Nelle principali località di destinazione, poi esistono gruppi e associazioni di italiani che aiutano i nuovi arrivati con la burocrazia locale e con i piccoli intoppi di tutti i giorni. Ambasciate e consolati poi, sono sempre a disposizione per necessità di tipo burocratico.

Cosa prevede la legge se si vuole andare in pensione all’estero

Attenzione a fare tutto per bene per evitare di pagare le tasse due volte: una in Italia e una nel paese di destinazione Il primo passo è quello di cancellarsi dall’anagrafe italiana e iscriversi all’AIRE: l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Poi ci si deve effettivamente trasferire e quindi soggiornare in Italia per non più di 183 giorni all’anno. È molto utile tenere traccia dei propri spostamenti, per dimostrare se richiesto che il requisito è stato rispettato.

Infine la legge dice che “non si devono mantenere in Italia il centro dei propri interessi vitali”. Qui l’interpretazione non è del tutto pacifica. Certo è che il pensionato deve avere all’estero almeno un’abitazione e una vita che sia tale, con relazioni sociali e contatti con la comunità locale. Discussione aperta invece sulla necessità di vendere anche tutte le proprietà in Italia, oppure mantenerle almeno come seconda casa. Ultimo passo aprire un conto corrente nella filiale più vicina alla nuova casa e inviare all’INPS tutta la documentazione per l'accredito dell’assegno.

Prima di trasferirsi attenzione anche al paese scelto. I benefici fiscali che ci promettono valgono solo se tra Italia e quel paese è stato firmato un accordobilaterale. Se l’accordo non c’è dovremo continuare a pagare l’Agenzia delle Entrate. Gli accordi valgono poi, solo per alcune categorie di pensione: verificare bene anche questo aspetto.

Le pensioni ex INDAP sono detassate solo in pochi paesi

In particolare molto polemiche sono sorte per il modo diverso di trattare i pensionati INPS da quelli che hanno lavorato per enti pubblici e che ricevono l’assegno dall’ex INDAP. Nella maggior parte delle convenzioni bilaterali, infatti sono esclusi e quindi continuano a pagare le tasse previste dalla legge italiana. Solo Australia, Cile, Senegal e Tunisia accolgono alle stesse condizioni anche questi ultimi pensionati. Destinazioni forse un po’ lontane e quindi non sempre gradite per trascorrere gli anni della pensione. Infatti tra queste è la Tunisia, quella più vicina a noi, che accoglie il maggior numero di connazionali. Qui si paga solo il 20% di tasse calcolato sul 20% totale della pensione. Se si considera anche il costo della vita particolarmente basso questo giustifica la folta presenza di italiani in numerosi centri turistici primo fra tutti Hammamet. Attenzione a verificare bene tutte le condizioni per accedere alla tassazione agevolata, come per esempio l’impegno a non lavorare in Tunisia.

Godersi la pensione alle Canarie

Continuano a essere un classico le isole spagnole di fronte al continente africano. Si stima che dovrebbero essere almeno 30.000 i connazionali che hanno trasferito la residenza su uno di questi atolli. Con un clima temperato per tutto l’anno, un ambiente di stampo esotico, ma un’amministrazione di stampo europeo costituiscono l’ideale per chi voglia allontanarsi dall’Italia, ma non troppo. 

In aggiunta il regime fiscale sia inteso come prelievo diretto sulla pensione sia come imposta sui consumi è molto più conveniente di quello italiano. In media la pensione netta che rimane in tasca ai residenti è del 10-15% superiore a quella percepita in Italia. Più accessibile il costo della vita, con un risparmio di circa il 20% su una spesa media al supermercato. Nettamente meno cari i farmaci e i costi per la benzina e per le tasse legate al possesso di un’auto, quasi assente il costo per il riscaldamento. La lingua ufficiale  è lo spagnolo, ma l’alto numero di italiani pensionati e non che vivono alle Canarie rende semplice il costituire dei legami sociali anche per chi se la cava poco con le lingue straniere.

Pensione meno dorata per i nuovi arrivi in Portogallo

Anche il Portogallo è una meta che a partire dal 2009 ha richiamato italiani in pensione a migliaia Le ragioni di questo interesse per lo stato iberico erano dovute principalmente al costo della vita più basso rispetto al nostro. Il governo, nel tentativo, ben riuscito di attrarre nuovi residenti, ha inoltre stabilito per i residenti di nazionalità straniera di essere completamente esentati dal pagamento delle tasse sul reddito da pensione per un periodo di dieci anni.  Inutile dire che gli stranieri hanno colto al volo l’occasione e si sono riversati in massa soprattutto a Lisbona, Porto e Algarve. L’unica altra condizione richiesta è quella di essere proprietario di un’abitazione, o avere un regolare contratto di locazione. 

Tensioni a livello europeo, la necessità di fare cassa, e questioni politiche interne stanno cambiando questo stato di grazia. Tutto dovrebbe rimanere immutato per chi già è residente e gode già dell’esenzione. Per i nuovi arrivi, invece il governo sta pensando sull’istituzione di una tassa pari al 10% della pensione, che comunque rimane sempre conveniente.

Per chi vuole incassare la pensione a Malta o Cipro

Altra isola che va per la maggiore è Malta. Qui la tassazione è del 15%. A prima vista sembra meno conveniente che in altri paesi. Il governo maltese, però ha messo in campo il Revirement Programme un programma a sostegno dei pensionati che ha lo scopo di rendere l’isola appetibile per i pensionati proveniente dall’Unione Europea e dalla Svizzera. Per accedervi è necessario trasferire tutta la propria pensione a Malta, avere una casa di residenza, anche in affitto sul territorio nazionale e avere un’assicurazione sanitaria valida in tutta l’Unione Europea.

Cipro promette una tassazione pari a zero per chi abbia una pensione lorda non superiore a 1.500 euro e quote progressivamente maggiori per gli assegni più consistenti. Scoperta già da anni dagli inglesi, negli ultimi anni è sempre più gradita anche dagli italiani. Vicinanza all’Italia, perenne aria vacanziera e costo della vita abbordabile sono le principali attrattive.

Pensione nei paesi più a est

Ci sono poi una serie di stati esteri, che forse sono un po’ complicati per gli italiani a causa della lingua, ma che sono comunque interessanti da valutare. La Grecia per esempio, nonostante i problemi di tipo economico che ha avuto in passato continua ad attrarre stranieri. In quest’ottica sta lavorando anche il governo che ha studiato regimi fiscali agevolati per i pensionati che si trasferiscano in pianta stabile, o comunque per un buon numero di anni.

A sorpresa anche la Bulgaria piace molto agli italiani, grazie a una flat tax al 10%, ma anche grazie a un costo della vita nettamente inferiore al nostro e a una qualità della vita meno frenetica e complicata. Si tratta poi di un paese che appartiene all’Unione Europea e che quindi offre tutte le garanzie del caso come quello di avere delle convenzioni sanitarie internazionali in caso di necessità gravi visto che il sistema sanitario nazionale non sempre è all’altezza di quello italiano. Il costo della vita in generale è un terzo di quello dello stivale.