Mercoledì 18 (In Italia sarà sera) la Fed farà sapere, in occasione dell’ultimo intervento come chairman da parte di Bernanke, cosa farà (e soprattutto come) sulla questione del Tapering. Una incognita che i mercati si sono trascinati sulle spalle per buona parte del 2013. La Fed, ovviamente, pur non avendo sempre avuto le idee chiare, di sicuro ha dato modo ai mercati di prendere le misure e, con la salita dei listini, di far anche emergere dati macro più decorosi del previsto (ad esempio, il buon risultato dello Zew tedesco di martedì 17) tali da suggerire che le economie possono provare a farcela anche senza la continua droga monetaria.

Insomma, è arrivato il momento di togliere le stampelle e provare a vedere che effetto fa camminare senza supporti. Ma non esageriamo: l’importante è cominciare, poi sarà il 2014 a dover irrobustire o meno la passeggiata.

Sinteticamente: certamente il percorso del prossimo anno non sarà dei più facili, ma d’altra parte le manovre espansive delle banche centrali non hanno fatto solo da calmiere sui mercati. La svalutazione dello yen e la ritrovata (mai abbandonata) forza dell’euro sono forse stati il male minore, ma hanno drogato i listini in modo eccessivo, e crediamo sia soprattutto questo il motivo per cui da alcune settimane il sentiment dei mercati ha girato in nervosismo.

La faccenda in gioco non è rappresentata dai 10 o 15 miliardi di acquisti di carta statale che la Fed non farà più, visto che comunque c’è Kuroda/Japan che ha da spendere e in ogni caso il duo Bernanke/Yellen non aumenterà i tassi.

Il problema è che nessuno è in grado di stimare cosa possono dare per il 2014 i mercati: tutti sanno che i guadagni del 2013, sia sulle borse che sui cambi – per non parlare dello short sull’oro – non saranno facilmente ripetibili. E chi sa stare sui mercati sa, o è bene che non dimentichi, che difficilmente avremo una volatilità media del Vix pari alla attuale, cioè zona 15.