Ben ritrovati a tutto Voi dopo la pausa natalizia. Da qualche giorno sono rientrati sui desk i principali operatori, il tapering ormai è acquisito, Draghi ha detto che faremo ancora fatica ma non ha fatto capire granché di cosa ha in mente (o di quali “armi” non ha). In tutto ciò i dati macro escono a chiazze e con sorprese, tipo:
1. non farm payrolls completamente fuori previsioni, ma ci sta che debbano essere rivisti il mese prossimo a causa dell’impatto del clima gelido sui numeri;
2. produzione industriale europea, uscita alle 11 di martedì 14/1, assai superiore alle attese e ai valori precedenti, mentre in Italia la disoccupazione giovanile aumenta e il debito pubblico …pure.

Grande è la confusione sotto il cielo e la situazione è ottima, diceva un tale.

Quindi, che fare ?

Mentre si sprecano - come da prassi - le previsioni di analisti e gestori per il 2014, sarà bene che gli investitori non dimentichino che il lungo termine è fatto di tanti micro momenti di breve periodo.

Nei mercati attuali, che presentano grafici e movimenti ben diversi da quelli che abbiamo studiato sui libri di analisi tecnica più famosi, non sarà infrequente imbattersi in giornate ricche di capovolgimenti di fronte. Riteniamo che accadrà sul fronte azionario ma anche sul mercato dei cambi (seguire al riguardo il cambio sterlina-dollaro).

Anche nel 2014 è facile prevedere che le Banche Centrali svolgeranno un ruolo di estrema tutela della stabilità dei mercati. Gli interessi in gioco vanno ben al di là dei profitti delle potenti banche d’affari, che peraltro potranno continuare “di tanto in tanto” a manipolare il mercato suggerendo report orientativi ogni qual volta sarà il caso di alleggerire posizioni (vedi il sell su Sp500 lanciato il 13.1 da Goldman Sachs) o di incrementarle, per far in questo caso salire a bordo gli ultimi ritardatari.