Come di recente, il week end ha portato in dote la  smentita alle indiscrezioni di Venerdì.

Non è che la Casa Bianca si sia impegnata granchè. Si sono limitati ad uno statement di un funzionario del Tesoro in cui si dichiara che "al momento" l’Amministrazione non sta considerando di bloccare la quotazione di aziende cinesi alla borsa USA. Sai che sforzo.

La timida ritrattazione di una parte delle illazioni del pezzo di Bloomberg ha evitato reazioni scomposte in Asia, ma a fine giornata solo Seul, Hong Kong e le "H" shares mostrano performance positive (queste ultime per la possibilità di vedersi spostare un po' di quanto quotato in US). Tokyo, Shanghai e le altre hanno perso, per quanto la possibile tracimazione della trade war sul mercato dei capitali possa non essere stato l'unico motivo.

In realtà, sul fronte macro, le notizie sono state discrete. L’inizio, domani, della settimana di festività in Cina, per i 70 anni della Fondazione, ha indotto l'Ufficio Statistico Nazionale ad anticipare ad oggi la pubblicazione dei  PMI ufficiali di Settembre. Anche Markit ha spostato di un giorno il PMI Manifatturiero, mentre l'uscita di quelli servizi e composite verrà posticipata all'8 ottobre.

Il report manifatturiero ufficiale resta in territorio di contrazione, ma batte le  stime di 0.2 e tra i sottoindici si fanno notare il rialzo della produzione (+0.4 a 52.5) e il ritorno dei nuovi ordini sopra la soglia di espansione (+0.8 a 50.5). Riguardo il settore non manifatturiero, la cui attività si è marginalmente assestata, ad un marcato  rallentamento delle costruzioni (-3.6 a 57.6) fa da contraltare una modesta accelerazione dei servizi (+0.5 a 52.5). Il PMI Markit vede l’indice generale recuperare ben un punto, marcando il massimo da febbraio 2018.