Buone e cattive notizie per i titolari di partita Iva e per i lavoratori autonomi, per i quali sono stati disposti degli interventi di sostegno da parte dello Stato per fronteggiare la crisi legata alla diffusione del coronavirus.

Partite Iva e autonomi: bonus da 600 euro anche ai professionisti

Con il decreto Cura Italia approvato a marzo, il Governo ha previsto per le partite Iva e i lavoratori autonomi un bonus di 600 euro che sarà riproposto anche ad aprile, quando è previsto un aumento a 800 euro.

La buona notizia è che questa indennità alla fine è stata riconosciuta anche ai professionisti, quindi a tutte quelle partite Iva iscritte alle casse previdenziali diverse dall'Inps.

Una categoria di lavoratori inizialmente esclusa, salvo poi essere stata inserita in extremis, con uno stanziamento ad essa destinato di 200 milioni di euro.

Bonus 600 euro: non ci sono più fondi per gli iscritti agli ordini

Una cifra che però, come era prevedibile accadesse, si è già rivelata insufficiente a coprire tutte le richieste.
Dall'1 aprile infatti, in meno di una settimana sono pervenute oltre 330mila istanze per il bonus da 600 euro, prosciugando così il plafond da 200 milioni di euro messo a disposizione dal decreto Cura Italia.

Secondo quanto riportato da Italia Oggi, la cassa cui è pervenuto il maggior numer di domande è quella forense, che fino al pomeriggio di ieri aveva registrato oltre 126mila richieste, un numero pari a più della metà degli avvocati iscritti che si attesta a 243mila.

Bonus 600 euro: il 40% dei professionisti resta a bocca asciutta?

Il Sole 24 ore già ieri indicava che il bonus da 600 euro spetta a più di un professionista su due e dovrebbe essere elargito a quasi il 60% degli oltre 550mila iscritti alla previdenza privata.

I 200 milioni di euro messi a disposizione dal Governo sono sufficienti a coprire poco più di 330mila richieste, per cui c'è il rischio che il 40% degli aventi diritto al bonus resti a bocca asciutta.

Bonus 600 euro: domani i dati al Ministero. A giorni il pagamento

Per domani è previsto intanto che il Ministero del Lavoro e quello dell'Economia ricevano un primo report con le domande processate e ammesse al bonus.

Per queste i pagamenti potrebbero arrivare nei prossimi giorni, a cavallo di Pasqua, mentre il futuro appare ben più incerto per quanti non riusciranno a rientrare in questa tornata di erogazione del bonus.

Se da una parte c'è tempo per presentare la domanda fino al 30 aprile, dall'altra bisogna fare i conti con l'assenza dei fondi che nell'arco di pochi giorni si sono già esauriti.

Più di qualcuno dunque è destinato a rimanere a bocca asciutta?

Bonus 600 euro: arriva l'apertura degli Enti previdenziali

E' lecito attendersi che tutte le domande saranno evase, visto che l'erogazione del bonus non è stata legata ad un criterio basato sulla data di presentazione dell'istanza.

L'indennità dunque dovrebbe essere garantita a tutti gli aventi diritto, alcuni dei quali però potrebbero trovarsi a dover fare i conti con tempi più lunghi.

Uno spiraglio è stato aperto intanto dall'Adepp, l'Associazione degli enti privati previdenziali, che per voce del suo presidente, Alberto Oliveti, ha palesato la disponibilità degli enti stessi ad anticipare le "eccedenze", a patto però che lo Stato dia loro garanzie sul "rapido ristoro" delle somme erogate.

Il presidente di Cassa forense, Nunzio Luciano, ha assicurato di "essere in grado di pagare in 24-28 ore, ma vorrei essere sicuro che anche nel caso in cui venisse superato il tetto, sia garantita una copertura totale".

Il numero uno dell'Adepp ha fatto sapere di avere ricevuto rassicurazioni in tal senso, ma bisognerà attendere e avere dettagli in merito per capire quale sarà il destino dei tanti professionisti che rischiano di non ricevere il bonus da 600 euro.