La crisi innescata dal coronavirus che ha messo in ginocchio ormai da mesi l'economia dell'Italia e non solo, continua a mordere con non poco ferocia.

Diversi sono gli aiuti messi in campo dal Governo per fornire un sostegno alle famiglie, alle imprese e ai lavoratori in generale, ma spesso questi interventi si rivelano insufficienti.

Alcune Regioni hanno pensato così di attivarsi per offrire un aiuto extra e l'ultima novità in ordine di arrivo è quella della Lombardia.

Partita Iva e microimprese: Regione Lombardia corre in aiuto

Ieri sono state annunciate diverse misure rivolte in particolare ai titolari di partita Iva e alle micro imprese, ma tra i beneficiari rientrano anche altri soggetti come vedremo a breve.

La Regione guidata da Attilio Fontana ha stanziato complessivamente 167 milioni di euro per dare "un aiuto a chi si trova in difficoltà a causa della pandemia, liquidità che viene immessa subito nel sistema".

Sono queste le parole del Governatore lombardo, il quale ha spiegato che seguendo la logica integrativa dei ristori statali, "l'unico fine è di non lasciare indietro nessuno".

Partita Iva e microimprese: bonus da 1.000 a 2.000. I beneficiari

Nell'ambito dei 167 milioni di euro stanziati complessivamente, 54,5 milioni sono destinato al piano "Si! Lombardia - Sostegno Impresa Lombardia".

Si tratta di contributi a fondo perduto di cui 40,5 milioni riservati alle microimprese e 14 milioni ai lavoratori autonomi con partita Iva individuale.

Per questi ultimi è previsto un indennizzo di 1.000 euro, mentre per le microimprese è variabile da 1.000 a 2.000 euro a seconda della categoria di appartenenza.

I contributi a fondo perduto saranno erogati in favore di alcune attività del commercio al dettaglio, includendo anche gli ambulanti.

Nello specifico si tratta di imprese e lavoratori impegnati nel trasporto di persone, ma hanno diritto al bonus anche artigiani, sport, operatori turistici, attività culturali e categorie limitate dalle ordinanze regionali che non hanno avuto alcun aiuto.

Il contributo variabile da 1.000 a 2.000 euro sarà erogato una tantum e non prevede vincolo di rendicontazione e di spese connesse.

Partita Iva e microimprese: i requisiti per l'accesso al bonus

Per avere accesso al bonus da 1.000 a 2.000 euro, tanto i titolari di partita Iva quando le microimprese devono possedere dei requisiti reddituali ben precisi.

In particolare, entrambe le categorie devono aver subito un calo del fatturato di almeno un terzo nel periodo marzo-ottobre 2020 rispetto allo stesso intervallo di tempo dello scorso anno.

Questo requisito non è richiesto ai lavoratori autonomi e alle imprese che hanno avviato la loro attività dall'1 gennaio 2019.

Partita Iva e microimprese: dove e quando presentare domanda per il bonus

Le domande per il bonus da 1.000 a 2.000 euro devono essere presentate online sul sito della Regione Lombardia e seguiranno un differente calendario per le partita Iva e le microimprese.

A partire prima saranno proprio le microimprese che potranno presentare la richiesta dal 23 al 27 novembre, seguendo 7 finestre temporali a seconda del proprio Codice Ateco.

La Regione Lombardia ha spiegato che il bonus sarà erogato in automatico ai beneficiari in possesso dei requisiti, seguendo l'ordine cronologico di invio telematico della domanda, e in ogni caso il bonifico arriverà sul conto corrente entro fine dicembre 2020.

Le partite Iva invece potranno inviare la richiesta del bonus a partire dall'11 gennaio e fino al 15 gennaio 2021, con pagamento previsto entro il 24 gennaio 2021.

Bonus anche per gli autonomi senza Partita Iva

Da segnalare che la Regione Lombardia ha previsto anche un contributo per i lavoratori autonomi senza partita Iva che non hanno alcuna forma di sostegno del reddito e che sono rimasti tagliati fuori dai decreti Ristoro del Governo.

A questi soggetti sarà erogato un bonus di 1.000 euro attraverso la partecipazione al sistema di politiche attive regionali della Dote Unica Lavoro.