La rimodulazione degli acconti dovuti dalle Partite Iva per la scadenza del 2 dicembre, prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra 2020, varrà non soltanto per imprese e lavoratori autonomi che esercitano attività a cui si applicano gli ISA (indici di affidabilità fiscale), ma anche per i contribuenti cosiddetti forfettari e i minimi

Partite IVA, acconto novembre. Agenzia delle Entrate chiarisce

Come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 93/E/2019, tali acconti vengono modificati per tutti i soggetti interessati in due rate di pari importo, vale a dire entrambe del 50% - anziché del 40 e del 60% -  "fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico”. 

In sostanza, la prossima rata prevista per la fine di questo mese, e che andrà pagata entro il 2 dicembre in quanto il 30 novembre cade quest'anno di sabato, sarà pari al 50% (e non al 60%) per i contribuenti che hanno versato per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 la prima rata del 40%. E la differenza sarà poi recuperata dal Fisco con gli acconti 2020: sempre entro il medesimo termine, chi non era tenuto a versare la prima rata effettuerà invece un unico versamento nella misura del 90%.