Patrimoniale sì, patrimoniale no. Alla fine, uno dei peggiori spettri per il cittadino, l’aggressione al suo patrimonio da parte dello Stato, è svanito nell’aria che profuma d’estate.

È di poche ore fa l’annuncio di Giuseppe Conte, nella seconda giornata di lavori agli Stati Generali, che la patrimoniale non ci sarà. "Il risparmio privato è una forza del nostro Paese, ma non in termini di una tassa patrimoniale ma di coinvolgimento in progetti", ha dichiarato il Presidente del Consiglio.

Non si può escludere che si stia parlando soltanto di una posticipazione di una misura che prima o poi verrà applicata per salvare il destino dello Stato. Come avvenne nel 1992, quando il Governo Amato attivò una delle più impopolari delle patrimoniali, quella del 6 per mille sui conti correnti.

Lo scampato pericolo di un prelievo forzoso, tuttavia, non è una buona motivazione per non pensare a come evitare una patrimoniale in maniera legale, o comunque attenuarne gli effetti, qualora si presentasse all’orizzonte in un prossimo futuro.

Cos’è la patrimoniale e come evitarla

È un’imposta che va a colpire il patrimonio mobiliare e immobiliare del contribuente. Colpisce sia persone fisiche che giuridiche e può essere variabile o fissa, ovvero modulata in funzione dello stesso patrimonio. I beni aggrediti fanno parte dell’insieme del capitale detenuto sia in Italia che all’estero: immobili, denaro, titoli e valori preziosi.

Si possono mettere tuttavia in pratica alcuni accorgimenti legali in grado di attenuare gli effetti di un’eventuale imposta sul nostro patrimonio. In altri termini dovremo rivolgere la nostra attenzione ai cosiddetti beni rifugio, che per le loro intrinseche caratteristiche possono sfuggire a qualunque tipo di aggressione fiscale, in quanto al portatore, esenti da tassazione, ovvero beni anonimi detenuti senza obbligo di dichiarazioni.

Stiamo parlando di convertire il nostro capitale, o parte di esso in:

  • Monete d’oro
  • Diamanti
  • Soldi contanti
  • Orologi
  • Auto d’epoca

Evitare la patrimoniale con le monete d’oro

L’oro è sicuramente uno dei beni rifugio per eccellenza. Le monete d’oro possiedono la duplice valenza: il valore intrinseco legato allo stesso metallo con cui sono formate, e il valore numismatico legato al significato artistico che la moneta può acquistare nel tempo.

Le monete d’oro da investimento non hanno valore numismatico, anche se con il tempo potrebbero acquisirlo. Non sono soggette a imposte, né in fase di acquisto né durante il possesso, né sono necessarie dichiarazioni di possesso relative alla gestione o al quantitativo. Possiamo dunque dire che le monete d’oro sono al portatore e un’eventuale patrimoniale non potrebbe colpirne il possesso.

Emesse direttamente dalle zecche di stato sono molto richieste dagli investitori e facilmente acquistabili e rivendibili rivolgendosi a un operatore professionale, che dovrà fare riferimento alla quotazione ufficiale di Borsa del prezzo dell’oro. A questo valore andrà aggiunta la percentuale di guadagno dello stesso operatore (in genere il 3%). La quotazione dell’oro è in continua oscillazione, tuttavia le monete possono essere sicuramente considerate una forma di investimento e diversificazione, anche indipendentemente dalla volontà di salvaguardare il proprio capitale da una patrimoniale. Il loro formato permette, inoltre, di frazionare l’investimento rendendo semplice la smobilitazione anche di piccole somme in caso di necessità.

Nella fase di acquisto va tenuto presente come, per somme uguali o superiori ai 12.500 Euro, gli acquisti di oro vanno denunciati all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF), pertanto il nostro possesso non risulterebbe sconosciuto allo Stato e molto probabilmente verrebbe meno il discorso della tutela dalla patrimoniale. La soluzione a questa difficoltà sta nel procedere con una serie di acquisti di importo inferiore a questa soglia.

Uno svantaggio evidente dell’acquisto dell’oro per evitare la patrimoniale è la gestione delle monete. Conservarne in casa grandi quantitativi potrebbe essere rischioso. Una cassetta di sicurezza comporta spese ed è comunque un bene il cui possesso e gestione sono tracciati. L’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza potrebbero fare domande relative al suo contenuto e metterlo successivamente in relazione a versamenti su conto una volta smobilitata la liquidità.

Evitare la patrimoniale acquistando diamanti

Se l’impatto di un prelievo forzoso di una patrimoniale può essere attenuato riducendo la disponibilità liquida, l’acquisto di diamanti potrebbe riuscire in questo obiettivo.

Diciamo subito che fra tutti gli accorgimenti che stiamo trattando, forse questo è il più complesso e articolato da mettere in atto.

Il diamante sicuramente presenta indubbi vantaggi: è al portatore, consente l’anonimato al suo possessore, è esente da tassazione sia sul valore che sulle plusvalenze e non prevede obbligo di dichiarazione successoria. Il suo valore non risente di crisi economiche o politiche o guerre.

Come controparte il diamante ha una scarsa trasparenza nella determinazione del prezzo e una scarsa liquidità che ne rende la compravendita complicata. Inoltre, le alte commissioni richieste per l’atto di vendita, che possono raggiungere anche il 10-15% del controvalore, potrebbero vanificare gli sforzi di tutela dalla patrimoniale.

Come per le monete d’oro, anche per i diamanti valgono le stese considerazioni circa la conservazione del bene: in casa o in una cassetta di sicurezza?

Anche se con qualche riserva, tuttavia, il diamante può essere letto come uno strumento di conversione in forma anonima del capitale, anche in un ottica di diversificazione degli investimenti.

Evitare la patrimoniale con i soldi contanti

La soluzione più rapida e semplice, che chiunque può adottare senza possedere conoscenze specifiche o timori per investimenti errati. Si preleva, si custodisce. Stop. Il denaro contante è al portatore, e una volta in mano nostra non è più tracciabile in nessuna maniera. Questa è la maniera più sicura per nasconderlo alle maglie della patrimoniale. Nessuno verrà mai a chiederci quanto denaro possediamo.

Qualche inconveniente però questa soluzione lo presenta. Innanzitutto il denaro conservato al di fuori di qualunque tipo di investimento è destinato a perdere inevitabilmente valore nel tempo causa inflazione.

La questione dei prelievi e dei futuri versamenti da e su conto corrente, per somme di denaro importanti, potrebbe rivelarsi una questione di non poco conto. Partiamo dal presupposto che prelevare il nostro denaro contante dal nostro conto corrente è un nostro diritto. Da qualche anno, però, movimentare somme importanti in contanti è diventata un’operazione sempre più complessa. Già oltre i 10 mila Euro i movimenti comportano accertamenti e autocertificazioni antiriciclaggio e antiusura. Superati questi importi, i prelievi potrebbero diventare oggetto di indagine da parte dell’Agenzia delle Entrate o della Guardia di Finanza.

Per ovviare a questo problema, almeno fino a un certo punto, analogamente a quanto si è visto con l’acquisto delle monete d’oro, possiamo pianificare prelievi di importi più piccoli che passano inosservati. Ma anche su questo sono leciti alcuni dubbi.

Infine, una volta raggiunto il contante, dove conservarlo? Casa o cassetta di sicurezza? La prima soluzione presenta rischi legati a furti, la seconda mostra debolezze perché è una gestione tracciabile. Le autorità di vigilanza potrebbero chiederci spiegazione su movimenti e contenuti della stessa, magari in seguito a versamenti su conto corrente consistenti.

Una brevissima considerazione sugli assegni circolari: non sono una buona idea per evitare prelievi forzosi da patrimoniale. Innanzitutto hanno una scadenza di tre anni, che ne rende l’utilizzo limitato nel tempo. Secondariamente, niente ci porta a pensare che un’eventuale futura patrimoniale non possa incidere anche sulle somme congelate negli assegni circolari.

Evitare la patrimoniale acquistando orologi

Altro potente bene rifugio: l’orologio di lusso. Al portatore, non è tassabile, non è soggetto a dichiarazione successoria. Nessuno ci chiederà mai quanti orologi di lusso abbiamo in casa. Il bene perfetto per ridurre la disponibilità su conto corrente e rendere più morbido l’impatto di una patrimoniale.

Pensiamo subito al Rolex, e facciamo bene, perché il marchio è capace a mantenere il prezzo nel tempo. Ma non si tratta solo di lusso, ciò che conta in questo settore è investire in oggetti che riescono a conservare il proprio valore con il trascorrere degli anni. L’orologio che ci serve per fare fronte a una patrimoniale è quello la cui quotazione si mantiene negli anni e anzi, aumenta quando l’orologio diventa oggetto di ricerca da parte dei collezionisti. Il semplice bene di lusso non è sufficiente a ricoprire questo ruolo, e lo possiamo verificare leggendo le quotazioni di molti marchi cosiddetti di lusso: le quotazioni dell’usato sono notevolmente inferiori al nuovo già dopo brevissimo tempo dall’acquisto.

L’acquisto di un orologio a scopo di investimento è un impegno economico di livello medio-alto, l’ideale per ridurre in maniera consistente il capitale proteggendolo da una patrimoniale.

Orologi con queste caratteristiche possono essere costruiti anche in semplice acciaio, se prodotti in serie limitata o possiedono caratteristiche di interesse collezionistico. I metalli preziosi (oro, argento, titanio) con cui sono progettati rappresentano comunque un valore intrinseco capace di resistere e incrementarsi nel tempo.

Svantaggi dell’acquisto di orologi per sfuggire la patrimoniale? Occorre documentarsi approfonditamente sul tema, o affidarsi a un intermediario fidato per evitare acquisti non adeguati o di subire raggiri. Infine, si ripresenta la solita questione relativa alla conservazione del bene: casa o cassetta di sicurezza?

Evitare la patrimoniale : comprare auto d’epoca

L’auto d’epoca è capace di sfuggire alle aggressioni di una patrimoniale. L’investimento in questa tipologia di bene è pertanto un ottimo sistema per ridurre legalmente la liquidità disponibile soggetta all’imposta, pur essendo nominativo e iscritto a pubblici registri.

È un bene che risulta nei registri dedicati alle auto d’epoca o al PRA, se auto di interesse storico, e pertanto l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza in qualsiasi momento possono venirne a conoscenza. È soggetto ad accertamenti fiscali, in quanto ritenuto alla stregua di bene di lusso. Se possiamo permetterci un’auto d’epoca e tutte le spese che questa comporta, e questa capacità contributiva non trova riscontro in una dichiarazione dei redditi correlata a questa evidente ricchezza, per l’Agenzia delle Entrate qualcosa non funziona. È evidente dunque che da questo punto di vista sono necessarie alcune accortezze, che abbiamo visto superflue per le opzioni esaminate sopra.

L’auto d’epoca richiede manutenzione, bolli (anche se mini), ricovero, e soprattutto una conoscenza approfondita dell’argomento.

L’investimento in un auto d’epoca deve tenere in considerazione molte variabili legate alle caratteristiche tecniche e estetiche, alla stagionalità (decapottabile o no?), alle mode che possono fuorviare la scelta, alla presenza o meno di documenti originali, al chilometraggio veritiero, alla cronologia dei proprietari, e mille altre questioni che soltanto un appassionato del settore è in grado di gestire in maniera omogenea e efficiente.

L’auto d’epoca è sicuramente un bene che, se scelto in maniera coerente e accurata, conserva e aumenta il proprio valore nel tempo, senza offrire a un'eventuale patrimoniale la possibilità di prelievi forzosi.

Conclusioni: è possibile evitare la patrimoniale?

La patrimoniale è uno spettro che prima o poi si rivelerà al cittadino. Per ora l’abbiamo scampata, nonostante la crisi economica da Covid-19 i cui effetti devono ancora manifestarsi nella loro piena virulenza.

Le opzioni presentate sopra rappresentano alternative alla passiva attesa di un aggressione forzosa da parte dello Stato al nostro patrimonio.

La mattina del 10 luglio 1992, gli italiani la ricordano ancora benissimo: il Governo Amato, durante la notte, prelevò da tutti i loro conti correnti lo 0,6%. In altri termini, ci colse di sorpresa nel sonno.

La patrimoniale quando arriverà sarà rapida e dolorosa. Non lascerà spazio a nessuno per organizzarsi all'ultimo momento mettendo in sicurezza i propri risparmi attraverso una o più forme di investimento alternative.

Forse è bene partire con un po’ di anticipo, magari documentandosi sugli investimenti appena esaminati e approfondendo quelli che maggiormente si adattano alle nostre abitudini e al nostro stile di vita.