Didier Anthamatten, Executive Director, Senior Portfolio Manager di Unigestion, spiega che da metà gennaio, i mercati finanziari sono stati in gran parte guidati dalle notizie relative all'epidemia di Coronavirus. La portata dell'impatto che il virus avrà sull'economia globale e sui mercati finanziari è impossibile da prevedere in questa fase iniziale. La reazione dei mercati del reddito fisso, delle materie prime e delle valute è stata guidata dalla paura e dall'elevata incertezza. A gennaio, il rame è calato per 12 giorni consecutivi - la più lunga serie di perdite mai registrata - e il greggio ha perso il 25% rispetto al suo picco, i rendimenti statunitensi sono scesi di 40pb e le valute difensive hanno registrato un rally aggressivo rispetto a quelle rischiose (AUDUSD -4,9%, JPYKRW +4%).

D'altra parte, gli investitori azionari sembrano aspettarsi che l'epidemia abbia un effetto ampio, ma di breve durata sulla Cina, con scarse ricadute sull'economia globale. Il sostegno della Banca Centrale Cinese, che ha ridotto il reverse repo rate, iniettando la scorsa settimana 1,7 trilioni di CNY nel sistema bancario del paese, attraverso operazioni di mercato aperto, unita all'ampia liquidità offerta dalle banche centrali di tutto il mondo e alla loro disponibilità ad agire, stanno incoraggiando gli investitori azionari ad acquistare ogniqualvolta il mercato cala. Sembra che i temibili investitori macro stiano correndo verso luoghi più sicuri, mentre gli avidi investitori azionari si bagnano in un oceano di liquidità.

L'epidemia rappresenta un'opportunità di acquisto?