L'art. 37 del Decreto Semplificazioni 'complica' la vita alle imprese con la PEC obbligatoria. O, meglio, concede loro poco tempo per mettersi in regola.

Dal 1 ottobre, le aziende dovranno disporre di posta elettronica certificata. Chi non sarà in regola per quella data (siamo agli sgoccioli) rischierà pesanti sanzioni. Mancano due giorni allo scadere del termine per organizzarsi con il domicilio digitale e comunicarlo al Registro delle imprese per via telematica.

L'obbligo della PEC risale al 2008 per le società ed al 2012 per le ditte individuali: non prevedeva multe bensì la semplice sospensione temporanea del servizio. Ora spuntano fuori le sanzioni e che sanzioni.

Secondo quanto riporta l'Agid (Agenzia per l'Italia digitale), ad aprile 2020 risultavano configurati 11 milioni e 290 mila account di posta elettronica certificata. Il Sole24Ore fa sapere che sono ancora 1,7 milioni le imprese che ancora non dispongono di PEC. Entro il 2022 si stimano oltre 15 milioni di caselle attive.

PEC obbligatoria: le sanzioni

Unioncamere rivela il quantum delle sanzioni amministrative per gli inadempienti:

- fra i 30 euro ed i 1.548 euro per le ditte individuali;

- tra i 206 euro ed i 2.064 euro per le società.

Il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell’11 settembre 2020 esclude dall'obbligo soltanto le aziende alla prima iscrizione al Registro delle imprese. Per loro, in mancanza di PEC, la domanda in corso verrà sospesa senza incorrere in sanzioni.

Domicilio digitale: cosa comprende

Al momento, in Italia, il domicilio digitale è sinonimo di PEC. In realtà, comprende anche i Sercq (Servizi elettronici di recapito certificato qualificato) che, però, nel nostro Paese non sono ancora operativi.

Le imprese inadempienti, oltre a pagare la multa, si vedranno assegnare d'ufficio un domicilio digitale dalla Camera di Commercio.

Comunicare il domicilio digitale al Registro delle imprese non comporta il pagamento né di un'imposta di bollo né di diritti di segreteria. Il titolare dell'impresa (o il legale rappresentante) non deve far altro che inviare la comunicazione seguendo le indicazioni sul sito della Camera di Commercio di competenza oppure dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it.

Per accedere al domicilio digitale è necessario lo Spid (sistema gratuito di identità digitale) o Cns/token wireless.

Che succede se l'impresa non accede al domicilio digitale assegnato dalla Camera di Commercio? Si accumulerebbero notifiche con effetto legale di atti e documenti inviati da privati e pubbliche amministrazioni con tutti i rischi che comporta.

Dal canto loro, le Camere di Commercio, le associazioni di categoria ed i professionisti supporteranno le imprese fornendo loro l'assistenza tecnica necessaria per avviare il nuovo sistema entro il 1° ottobre.

Perché conviene utilizzare la PEC

La posta elettronica certificata conviene per almeno 5 buoni motiivi.

Innanzitutto, semplifica i rapporti con la Pubblica Amministrazione.

In base a certe stime di luglio, in Italia grazie alla PEC nel periodo compreso tra il 2008 e il 2019 sono stati risparmiati 2,2 miliardi di euro. Per il periodo 2020-2022 si prevede un ulteriore risparmio di 1,8 miliardi.

Dal rapporto Idc emerge un dato interessante: la PEC consente non solo risparmi economici notevoli ma anche di ridurre tempi di attesa, inquinamento e spazi di archiviazione fisici ingombranti.