Fino a quale età devo aspettare per poter andare in pensione? E' la domanda che si pongono ultimamente molti lavoratori. C'è qualche speranza per poter uscire dal mondo del lavoro un po' in anticipo? Chi ha iniziato a lavorare molto giovane, può iniziare a godersi la pensione qualche anno prima? Tutte domande lecite, alle quali proviamo a dare una risposta in questo articolo.

Attualmente la legge permette di andare in pensione anticipatamente. Chi ha iniziato a lavorare molto giovane può sperare, se risponde ad alcuni requisiti, di andare in pensione a 57 anni. In alcuni casi anche a 54 anni. Vediamo quando.

Pensione a 57 anni: quando un sogno diventa realtà!

Quando è possibile accedere alla pensione prima dei 60 anni? Rispondiamo subito: le persone che abbiano iniziato a lavorare in giovanissima età e che, quindi, siano riusciti ad accumulare un determinato numero di anni di contributi, hanno la possibilità di accedere alla pensione in modo molto semplice, senza complicarsi la vita.

Iniziano ad analizzare alcuni casi specifici, nei quali sia possibile uscire al lavoro qualche anno prima. Nel caso in cui il lavoratore sia invalido al 70% e nel caso in cui abbia iniziato a lavorare a 15 anni, quali speranze avrebbe per entrare in pensione anticipatamente? Questo, in un certo senso, sarebbe un caso da manuale: avendo iniziato a lavorare a 15 anni, a 57 anni avrebbe maturato 42 anni di contributi. Sfortunatamente, però, l'invalidità al 70% non permette di accedere ad alcun tipo di agevolazione previdenziale. In questo caso, comunque, non inciderebbe molto sulla possibilità di andare in pensione: non appena avrà maturato i 42 anni e 10 mesi di contributi potrà accedere alla pensione anticipata prevista dalla Legge Fornero. Ovviamente sarà necessario attendere i tre mesi di finestra per la decorrenza del trattamento.

Proviamo ad analizzare un'altro caso ipotetico.  Nel caso in cui il lavoratore abbia compiuto 57 anni ed abbia maturato 41 anni di contributi previdenziali, quando potrà andare in pensione? Lasciamo perdere, per un attimo, le ipotesi di stampa che parlano di una riforma del sistema previdenziale: attualmente sono solo e soltanto delle ipotesi e non è entrata in vigore alcuna legge. Nel caso che abbiamo ipotizzato il lavoratore nel 2020 ha maturato 41 anni di contributi e, al momento, ha due ipotesi: utilizzare Quota 41 - nel caso in cui rientrasse in uno dei profili di tutela per disoccupati, invalidi, caregiver, gravosi o usuranti - o può optare per la pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero al raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi.

I più fortunati: in pensione a 54 anni!

Un caso particolare da analizzare sarebbe quello del lavoratore che ha iniziato la propria attività a 14 anni, in regola con i contributi e che a 54 anni abbia maturato almeno 40 anni di contributi. Anche in questo caso potrebbe accedere alla pensione anticipatamente. Il suo sarebbe un caso da manuale, perché rientrerebbe nella Quota 41, dato che è un lavoratore precoce e potrebbe accedere alla pensione nel momento in cui raggiungesse i 41 anni di contributi. E' necessario, però, che rientri in uno dei profili tutelati: disoccupati, caregiver, invalidi, usuranti e gravosi.

Nel caso, invece, che non dovesse rientrare in uno dei profili appena menzionati, dovrà attendere il raggiungimento di almento 42 anni e 10 mesi di contributi. Maturati questi ultimi requisi potrà tranquillamente entrare in pensione.

Riforma delle pensioni: cosa dobbiamo aspettarci adesso?

Che cosa ci dobbiamo aspettare, invece, per il futuro delle nostre pensioni? Forse è troppo preso per dirlo adesso, anche perché stanno circolando unicamente delle opinioni e delle proposte. A dare un parete autorevole, comunque, ci ha pensato Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali, che ritiene sia necessario eliminare l'indicizzazione sulle pensioni anticipate, che si basano sull’anzianità contributiva e non sull’età.

Le proposte che vedo dovrebbero essere più meditate - spiega Brambilla - anche perché si parla di riformare una riforma che è stata fatta nove anni fa, e che ovviamente ha dimostrato di non funzionare bene, se no non avremmo fatto otto sanatorie, l’anticipo pensionistico, l’APE Social, Opzione Donna, le pensioni per i lavoratori precoci e per i lavori gravosi, (definizione di cui peraltro non c’è traccia nella letteratura giuslavoristica o medica). Una giungla di norme per non toccare la Riforma Fornero.