ll sogno degli italiani è da sempre quello di andare in pensione il prima possibile. Con l’attuale Legge Fornero l’età pensionabile è stata fissata a 67 anni. Tuttavia, la stessa disciplina della Fornero, insieme ad altri strumenti di flessibilità introdotti negli ultimi anni dal legislatore (Pensioni Quota 100, Ape Sociale o Opzione donna), permette di ottenere un trattamento pensionistico anticipato. Vediamo con quali modalità è più conveniente accedere alla pensione anticipata.

Pensione: Legge Fornero e Quota 100

La riforma Fornero delle pensioni ha cambiato radicalmente il sistema pensionistico italiano innalzando l’età pensionabile a 67 anni e introducendo dei correttivi per rendere la spesa previdenziale compatibile con le finanze del paese. La riforma ha permesso di risparmiare circa 80 miliardi in meno di dieci anni e, come spiegato dalla Ragioneria di Stato, da sola vale un terzo dei risparmi che saranno accumulati da qui al 2060. La Legge Fornero permette l’accesso ad un trattamento pensionistico anticipato al raggiungimento di 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le lavoratrici e di 42 anni e 10 mesi di contribuzione per i lavoratori.

Quota 100 è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2019 ed era, insieme al reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del governo giallo-verde. La misura è finalizzata a mitigare gli effetti della Riforma Fornero.

I soggetti possono richiedere la pensione Quota 100 solo se in possesso, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni. Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Il requisito contributivo richiesto per la pensione Quota 100 può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso l’AGO, le forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché la Gestione Separata. La titolarità di una pensione diretta a carico di una delle suddette forme di assicurazione obbligatoria preclude l’esercizio della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi.

Pensione anticipata: cosa conviene tra Fornero e Quota 100?

Una volta raggiunti i 62 anni si potrà accedere alla disciplina di entrambe le riforme solo se si è in possesso di 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne). In una situazione del genere cosa conviene fare? A parità di anni di contribuzione non vi è differenza fra Quota 100 e Legge Fornero da un punto di vista economico dal momento che l’importo dell’assegno pensionistico rimarrà invariato.

Tuttavia, bisogna tener conto anche del fatto che le finestre di attese sono differenti nelle due discipline. Optando per la disciplina della Legge Fornero, è necessario attendere una finestra di attesa di 3 mesi dal raggiungimento del requisito contributivo. Mentre con Quota 100 la finestra di attesa è di 6 mesi dal compimento dei 62 anni.

Infine, con la pensione quota 100 è vietato il cumulo tra redditi da pensione e redditi da lavoro (con l’esclusione di quelli derivanti da rapporti di lavoro autonomo occasionale e nel limite annuo dei 5mila euro). Al contrario, con la pensione anticipata prevista dalla Legge Fornero non viene applicato alcun limite del genere. Per cui a parità di anni contribuzione potrebbe convenire optare per la disciplina Fornero sia alla luce della finestra di attesa più breve, sia per l’assenza di un limite per il cumulo dei redditi.

Nel caso di un numero di anni di contribuzione inferiori a quello previsto dalla pensione anticipata della Legge Fornero, sarà possibile andare in pensione a 62 anni solo optando per Quota 100 la quale, comunque, richiede un numero di anni di contribuzione non inferiore a 38. Inoltre, l’assegno pensionistico viene ridotto in maniera proporzionale ai minori anni di contribuzione versati rispetto all’applicazione della disciplina ordinaria.

Le altre forme di pensione anticipata: Ape sociale e Opzione donna

Gli altri due strumenti previsti dal nostro sistema previdenziale per accedere ad una pensione anticipata sono l’Ape sociale e Opzione donna.

L’Ape sociale è un'indennità a carico dello Stato erogata dall'INPS a favore di lavoratori, non titolari di pensione diretta in Italia o all'estero, che soffrono di determinate condizioni di difficoltà previste dalla legge e che abbiano compiuto almeno 63 anni. L'indennità è corrisposta, a domanda del richiedente, fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all'età per la vecchiaia.

L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L'importo dell'indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

Opzione donna è un trattamento pensionistico erogato, a domanda, alle lavoratrici dipendenti e autonome che, avendo maturato entro il 31 dicembre 2019 i requisiti previsti dalla legge, optano per il sistema di calcolo contributivo della pensione. Possono accedere alla pensione le lavoratrici che abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti. I mesi diventano 18 nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Il governo sta pensando ad una proroga di entrambi gli strumenti. Per quanto riguarda l’Ape sociale, si progetta anche un allargamento dei casi in cui si può accedere al trattamento pensionistico anticipato, includendo altre ipotesi di categorie impiegate in lavori gravosi. Per quanto riguarda Opzione donna, si dovrebbe introdurre una disciplina che tenga conto anche dei casi di part time verticale.