L’APE sociale è un’indennità sperimentale a carico dello Stato erogata dall’INPS e introdotta dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016. Conosciuta anche come Anticipo pensionistico, non va intesa come pensione ma come una forma di prepensionamento senza oneri e destinata a specifiche categorie di lavoratori svantaggiati.

Studiata in forma sperimentale circa tre anni fa, si sarebbe dovuta esaurire il 31 dicembre 2018. Successive proroghe ne hanno tuttavia posticipato il periodo di sperimentazione, infine la Legge di Bilancio l’ha confermata per il 2020 stabilendo le nuove date di scadenza per la presentazione della domande per l’anno in corso.

La circolare n. 35 del 12 marzo 2020 dell’INPS ne illustra i termini di scadenza. La prima data utile è il 15 luglio 2020. Entro questa data va presentata la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso all’APE, alla quale l’istituto previdenziale risponderà entro il 15 ottobre 2020, comunicando l’esito delle verifiche condotte sulla richiesta e i requisiti. Per le domande presentate oltre il 15 luglio, ma non oltre il 30 novembre 2020, si otterrà risposta entro il 31 dicembre.

Ma chi può fare richiesta di questa forma di prepensionamento?

Pensione anticipata: chi può farne richiesta

L’APE può essere richiesta da soggetti che abbiano compiuto almeno 63 anni di età, possiedano almeno 30 anni di anzianità contributiva e non siano già titolari di pensione in Italia o all’estero. Inoltre, e qui si definisce nel dettaglio la vera specificità di destinazione dell’indennità, i soggetti richiedenti dovranno dimostrare di trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni di particolare svantaggio:

1. Stato di disoccupazione involontario a seguito di licenziamento, anche collettivo;

2. Assistenza al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap, da almeno 6 mesi al momento della richiesta;

3. Riduzione della capacità lavorativa (invalidità civile) riconosciuta almeno al 74%;

4. Svolgere un lavoro dipendente gravoso al momento della decorrenza dell’indennità, da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni o 6 negli ultimi 7, e con almeno 36 anni di anzianità contributiva (l’età in questo caso si alza rispetto al requisito di base, 30 anni). Le attività cosiddette gravose sono quelle il cui svolgimento continuativo è particolarmente rischioso e difficoltoso come per gli operai dell’industria estrattiva, siderurgici, conduttori di mezzi pesanti e convogli ferroviari, personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche con organizzazione in turni, braccianti agricoli, operatori ecologici. L’elenco completo è presente sulla Gazzetta Ufficiale, dal comma 179 al 186 della legge n 232/2016.

Pensione anticipata: decorrenza e durata

L’erogazione da parte dell’INPS dell’indennità APE ha inizio il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di indennità e viene corrisposta mensilmente per 12 mensilità all’anno. La sua durata è prevista fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia o al conseguimento del trattamento pensionistico diretto anticipato.

L’importo erogato non è reversibile ai superstiti, questo significa dunque che in caso di decesso del titolare dell’APE, il beneficio decade.

Pensione anticipata: Qual è l’importo

Una volta andati a buon fine i controlli sui dati forniti dal richiedente e la presenza dei requisiti necessari all’accesso all’indennità, l’INPS procede con l’erogazione dell’importo. Questo è pari all’importo della rata mensile di pensione determinata al momento dell’accesso all’APE, qualora sia inferiore ai 1.500 Euro, o pari a 1.500 nel caso la rata di pensione sia uguale o maggiore della stessa cifra.

L’importo dell’APE Sociale non è integrato al trattamento minimo né è rivalutato.

Pensione anticipata: come presentare domanda

Occorre precisare che la richiesta dell’indennità va preceduta da una domanda preliminare riguardante il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. Contestualmente al successivo riconoscimento dei requisiti, il soggetto può presentare domanda di accesso alla prestazione.

Entrambe le domande vanno indirizzate alle sedi territoriali dell’INPS in modalità telematica, nei termini di scadenza previsti (15 luglio e 30 novembre 2020). Il sito web INPS ha predisposto una pagina di accesso alla procedura con login tramite le proprie credenziali PIN, SPID o CNS. In alternativa all’inserimento diretto dei propri dati, ci si può rivolgere al proprio patronato che provvederà a inoltrare la domanda attraverso i canali dedicati.

Pensione anticipata: chi non può richiederla

L’accesso all’APE è vincolato alla cessazione dell’attività lavorativa. Il suo riconoscimento è tuttavia compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato inferiori a 8.000 Euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 Euro annui.

Il diritto all’APE Sociale decade qualora il beneficiario raggiunga durante l’erogazione i requisiti necessari al pensionamento anticipato. Lo stesso indennizzo è incompatibile con altre forme di sostegno al reddito come assegni di disoccupazione e indennizzi per cessazione di attività commerciale.

Un’ultima precisazione: l’APE Sociale, confermata dalla Legge Bilancio 2020, si differenzia sostanzialmente dall’APE volontaria non rinnovata dalla stessa Legge.

L’Ape volontaria, infatti, consisteva in un prestito bancario e relativo premio assicurativo cui il soggetto richiedente si impegnava alla restituzione in 20 anni. L’APE Sociale, la cui più vicina scadenza è fissata il prossimo 15 luglio, è invece un sussidio di accompagnamento alla pensione erogato dall’INPS senza obbligo di restituzione.