Con la fine della quota 100, misura sperimentale per il pensionamento anticipato, dal 2021, o forse pure prima, potrebbero aprirsi nuovi scenari per chi si trova ad un passo dal ritiro dal lavoro, e non è da escludere che questi scenari, se non da incubo, siano comunque da notti insonni.

Pensione quota 100 addio nel 2021, Sindacati e Governo troveranno l'intesa?

Al riguardo c'è un tavolo che il Governo italiano ha aperto con i Sindacati prima della pandemia di coronavirus, e dal quale dovrà uscire una proposta condivisa che tenga conto dell'equilibrio dei conti pubblici ma senza penalizzare troppo chi vuole andare in pensione prima della maturazione dei requisiti di vecchiaia

Incubo pensione anticipata con il sistema di calcolo totalmente contributivo

In merito il sito notizieora.it riporta che lo scenario peggiore per il lavoratore è che dopo l'addio alla pensione con quota 100 la prestazione previdenziale venga calcolata con il sistema totalmente contributivo.

L'impressione è che dal 2022 non sarà più possibile andare in pensione anticipata con 62 anni di età e con 38 anni di contributi così come è previsto dalla quota 100 ad oggi in vigore fino e non oltre il 2021

Pensione anticipata da 62 a 64 anni tra le ipotesi sul tavolo

Nello stesso tempo, forse non si arriverà ad una pensione Inps anticipata totalmente contributiva, ma la quota 100 potrebbe diventare quota 101, o più probabilmente quota 102 innalzando il requisito relativo all'età, da 62 a 64 anni, sebbene al momento si tratti solo di una tra le tante ipotesi sul tavolo.

Pensioni 2022, rischio scalone fino a 5 anni

Pure il sito fanpage.it, prima che il tavolo Governo-Sindacati si fermasse a causa del Covid-19, ha riportato quota 102 tra le possibili ipotesi a mediare tra l'attuale quota 100 ed il rischio di andare a creare uno scalone fino a 5 anni.