Le pensioni sono state e sono uno dei temi cruciali di ogni riforma di governo. Quest'anno il consiglio dei ministri annuncia, con la nuova legge di bilancio 2021, grandi novità e l'ampliamento della platea di beneficiari per il contratto di espansione. 

Ma le novità non finiscono qui. Sarà infatti possibile per i lavoratori prossimi alla pensione, accedervi usufruendo della misura nominata "obiettivo pensione".  Si tratta di una particolare agevolazione che permetterebbe ad alcuni lavoratori di anticipare la pensione da 6 mesi a 3 anni. Poi ancora aumenti e ampliamento dei beneficiari di pensioni di invalidità.

Troppi pensionati, infatti, non sanno di avere diritto già oggi ad un aumento della loro pensione ma serve fare esplicita domanda altrimenti l’Inps non eroga nulla...

Per le pensioni si parla di integrazione al trattamento minimo. Maggiorazioni sociali e incremento al milione, importo aggiuntivo e quattordicesima mensilità. Ma come aumentare l’assegno pensionistico andando a far valere quelli che vengono chiamati diritti inespressi.

I diritti inespressi sono quelle maggiorazioni e aumenti cui avrebbero diritto migliaia di pensionati ma che vengono riconosciuti solo dietro apposita domanda.

Per le pensioni arriva la manovra definitiva 2021. La mini riforma prospettata nella legge di bilancio 2021 prevede aumenti, blocco della perequazione, flessibilità in uscita. Ma si parla ancora di Ape Sociale e opzione donna ma anche invalidità civile parziale.

Mai così frenetici gli ultimi giorni dell'anno 2020 segnato da difficoltà ed incertezze, arriva la nuova riforma delle pensioni. Un terremoto di cambiamenti sta per abbattersi sugli italiani, ma siamo sicuri che sarà davvero catastrofico come tanti giornali e riviste stanno palesando?

Il premier Conte, l'Inps e molti altri esponenti sono più volte intervenuti con affermazioni che si sono poi dimostrate più vantaggiose che deleterie. Cerchiamo allora di capire come fare per reclamare i diritti inespressi e ricevere gli aumenti previsti per la pensione.

Pensioni: come anticipare 5 anni nel 2021

Come anticipare la pensione 5 anni? Usufruendo del contratto di espansione. Una misura in vigore dal 2019 m solo per le grandi imprese, con un elevato numero di dipendenti. La novità è nell'ampliamento della platea dei beneficiari. Infatti dal 2021 potranno usufruire si questa misura agevolativa anche i lavoratori di imprese con 250 dipendenti.

Questo significa un enorme aumento della platea beneficiaria che consentirà al lavoratore a cui mancano 5 anni al pensionamento di stipulare l'accordo governativo ed anticipare la pensione.

Il contratto di espansione, introdotto in via sperimentale per gli anni 2019-2020 dall’articolo 41 del D.lgs n. 148/2015 p è stato non solo riconfermato ma anche come detto, ampliato a milioni di lavoratori.

L'Inps con una circolare del  3 settembre 2020, n. 98, specifica i profili normativi e operativi dell’Istituto circa il contratto di espansione.

In riferimento all’intervento straordinario di integrazione salariale che supporta il contratto di espansione sono chiariti, in particolare, i destinatari, la durata del trattamento, le modalità di determinazione del contributo addizionale, le modalità operative per il conguaglio delle prestazioni e il termine di decadenza delle stesse.

Con riferimento ai lavoratori destinatari, restano quindi esclusi dall’intervento:

  • i dirigenti;
  • i lavoratori a domicilio;
  • gli apprendisti con contratto differente da quello di tipo professionalizzante

I lavoratori beneficiari devono possedere, presso l'unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento, un'anzianità di effettivo lavoro di almeno novanta giorni alla data di presentazione della relativa domanda di pensione.

Pensioni come anticipare con obiettivo pensione

Altra misura di anticipo pensioni riguarda il cosiddetto "obiettivo pensione". Ovvero un prestito a condizioni agevolate per chi è vicino alla pensione ma non è in grado di pagare gli ultimi mesi di contributi. 

Coloro a cui mancano più di 6 mesi o meno di 3 anni per andare in pensione, possono accede ad un finanziamento in tranche trimestrali, utilizzabile solo per il pagamento dei contributi Inps.  

Iniziativa del gruppo Intesa San Paolo, che mette a disposizione dei lavoratori un prestito con condizioni straordinarie per versare i contributi mancanti alla pensione ed anticipare così l'uscita dal mondo del lavoro. Ne potranno usufruire solo i lavoratori a cui mancano dai 6 mesi ai 3 anni alla pensione di vecchiaia.

I requisiti per richiedere obiettivo pensione sono:

  • per la pensione di vecchiaia: almeno 17 anni di versamenti di contributi previdenziali
  • pensione anticipata, indipendentemente dall’età: se donna, abbia maturato almeno 38 anni e 10 mesi di contributi previdenziali, se uomo 39 anni e 10 mesi;
  • abbia interrotto o cessato l’attività lavorativa;
  • residenza in Italia;

I contributi volontari devono essere versati per raggiungere i requisiti per richiedere una pensione derivante da lavoro (non assegni di invalidità e inabilità o pensioni indirette).

RITA: pensioni anticipate fino a 10 anni

Il sogno di tutti è quello di andare in pensione prima dei 67 anni previsti dall'attuale legge. Ma c'è una soluzione per alcuni, anticipare 10 anni e trovarsi libero a 57 anni. Questa misura si chiama R.I.T.A., Rendita integrativa temporanea anticipata, pochi la conoscono ma esiste dalla legge di bilancio del 2017, modificata poi nel 2018.

E' una soluzione privata che da la totale libertà al lavoratore che ha sottoscritto un fondo pensione di anticipare l'uscita dal mondo del lavoro. Il titolare della forma di previdenza complementare, può avere flessibilità in uscita, cioè di decidere, entro certi limiti, di anticipare la pensione fino a un massimo di  10 anni.

Rita è una legge statale, non è pertanto un esodo volontario che consiste nel ritirarsi prima per attendere senza rendita lo scatto di età per accedere all'assegno pensionistico. E' un meccanismo di pensione anticipata vero e proprio, che da la possibilità a chi ha aderito ad un fondo privato pensionistico, o con il TFR o con versamenti volontari, di anticipare liberamente l'uscita dal lavoro.

Fino a 5 anni prima della pensione di vecchia si può decidere di utilizzare il proprio fondo pensione per un massimo di 5 anni per anticipare l'uscita dal mondo del lavoro. In sostanza, l'Inps erogherà la pensione dal momento in cui si giungerà all'età prevista per la pensione, ma negli anni necessari al raggiungimento sarà il fondo pensionistico che verserà una quota mensile integrativa.

Aumenti pensioni: per chi sono

E' ufficiale l'aumento delle pensioni di invalidità civile da novembre 2020. L'Inps provvederà d'ufficio, direttamente quindi, ad aumentare fino a 651€ le pensioni per invalidità civile al 100% per sordi, ciechi assoluti e inabilità come stabilito dalla ex lege 222/1984.

Tale aumento era già avvenuto a seguito di una sentenza della corte di cassazione per i pensionati con più di 60 anni di età. Allo stesso modo si procederà alla conversione degli importi anche per le invalidità civili al 100%.

L'aumento riguarderà molti cittadini che godranno della ricostruzione pensionistica già al compimento dei 18 anni senza dover aspettare i 60 anni. In caso si invalidità totale, infatti, la fascia di età è riparametrata alla maggiore età.

Si parla dei prossimi cedolini che possono arrivare anche a 2mila euro. Questo perché nel primo versamento, successivo alla ricostruzione della pensione, vengono pagati anche gli arretrati. La data da cui decorre la validità è il 20 luglio 2020, non è necessario presentare alcuna domanda. Infatti come specificato, per gli aventi diritto l'aumento avverrà in forma diretta.

In caso di pensione di inabilità, invece, sarà necessario, per usufruire dell'aumento, presentare domanda entro il 30 ottobre 2020 e in caso in cui sussistano i requisiti e la domanda venga accolta la decorrenza sarà dal 1 Agosto 2020.

Le altre novità per le pensioni 2021

Una proposta ancora in via di definizione è quella di anticipare di ben 3 anni le pensioni usufruendo della Naspi. Ovvero concedere al lavoratore la possibilità di andare in pensione tre anni prima percependo, per questo lasso di tempo, la Naspi anziché la pensione vera e propria. Difficile dire se tale provvedimento sarà reso effettivo nei prossimi mesi vista la forte perdita a carico del lavoratore a vantaggio di benefici maggiori per le aziende. Si studiano eventuali sussidi aggiuntivi per colmare questo Gap.

Una conferma arriva invece per quota 100 pensione anticipata. Misura pensionistica ormai famosa, era a rischio smantellamento per la legge di bilancio 2021. E' stata invece confermata anche per il prossimo anno. Consiste nel possesso di 2 requisiti: età anagrafica di 62 anni e contributi per 38 anni (62+38=100). Andando in pensione con quota 100 si deve rammentare che l'importo delle pensioni sarà diminuito per ogni anno fino al raggiungimento dell'età pensionistica per vecchiaia.

Confermata per il 2021 anche Ape sociale, ovvero l'anticipo pensionistico a carico dello Stato. Tale misura però è concessa solo ad alcune categorie di lavoratori. Ad esempio possono ricorrere ad ape sociale disoccupati di lungo periodo; chi assiste un familiare disabile; invalidi al 74% e chi svolge lavori usuranti.

Arriva invece la proroga per opzione donna. Tale misura prevede per le dipendenti pubbliche un'anticipo di pensione con 58 anni di età e 35 di contributi versati. Mentre per le lavoratrici autonome l'età è di 59 anni.

Conferma, infine, anche per la pensione di cittadinanza. Consiste in un aumento delle pensioni minime per gli over 67, che vedono già dal 2019 aumentare a 780€ la pensione in caso di invalidità civile; assegno sociale; reversibilità e importo minimo. Inoltre per la pensione di cittadinanza si deve produrre un ISEE massimo di 9.360 euro se si è in affitto; di massimo 7.560 euro se si possiede casa di proprietà.