Il tema delle pensioni non si accosta minimamente a tanti altri, ne può essere paragonato ad altre tematiche di Governo. Non sono pochi i lavoratori spaventati dalla curva del sistema pensionistico italiano. Nessuna certezza su quale misura potrebbe succedere a Quota 100. In tanti, cercano di capire come e quando uscire dal lavoro per accedere al un piano di pensionamento che non incida profondamente sull’assegno. 

In tutto questo, la rotta della politica italiana, di certo, non rassicura. Seppure è vero che la battaglia epidemiologica da Covid-19, continua ad avere conseguenze nefaste per il nostro Bel Paese. Non possiamo non constatare che le colonne che reggevano la società, quali: pensioni, lavoro e sostenibilità, barcollano già da diversi anni. Il colpo decisivo ai lavoratori è avvenuto con l’ingresso della riforma previdenziale lacrime e sangue (Legge Fornero). 

Vorremmo potere illustrare delle strade pensionistiche che appaghino i bisogni dei cittadini. Parlare dell’età pensabile come il ponte che allunga la vita, unendo più generazioni. Tuttavia, per il momento, non ci resta che fornire delle informazioni in materia pensionistica. Solitamente quando si parla di “pensione” in generale il discorso cade sulla pensione di vecchiaia, riconosciuta ai lavoratori in presenza di requisiti anagrafici abbastanza stringenti, con un’anzianità contributiva minima di 20 anni. Un argomento che approfondiremo nei paragrafi successivi. 

Se l’argomento ti interessa prosegui nella lettura, vedremo insieme: Quali sono le differenze tra: pensione di vecchiaia, pensione di anzianità e pensione anticipata? Quanti contributi servono per andare in pensione? Posso andare in pensione se ho totalizzato solo 15 anni di contributi? Quale accesso pensionistico tocca con 71 anni con 5 anni di contributi? 

Pensioni INPS: le differenze tra pensione di vecchiaia, pensione di anzianità e pensione anticipata

I lavoratori possono accedere alla pensione di vecchiaia con un’anzianità contributiva minima di 20 anni. Sotto il profilo dei requisiti contributivi l’accesso alla pensione sembra non aver paletti troppo ferrei. Tuttavia, prima di parlare bisogna valutare anche l’altra faccia della medaglia, rappresentata in questo caso dal requisito anagrafico. Nello specifico, il lavoratore che intende utilizzare l’uscita dal lavoro con la pensione di vecchiaia, deve aver raggiunto la tanto contestata età pensionabile. Per l’anno in corso e fino al 2022 resta stabile fissata a quota 67 anni di età anagrafica, indipendentemente dalla categoria di lavoratori. Nessuna differenza tra uomini e donne, ne tanto meno tra dipendenti e autonomi. 

L’INPS riconosce la pensione di vecchiaia al raggiungimento dei 67 anni di età con 20 anni di contributi. L'anzianità contributiva viene considerata fino al momento della richiesta della pensione. Ecco spiegato, il motivo perchè nel montante contributivo maturato, rientrano anche tutti i contributi accreditati a qualsiasi titolo, come: figurativi, volontari e nonchè da lavoro. 

Chiariamo un aspetto del requisito anagrafico che non sempre viene rilevato. Bisogna considerare che i requisiti anagrafici e retributivi, indicati per l’accesso alla pensione di vecchiaia fanno parte della linea generale da seguire. Ciò non esclude la presenza di eccezioni che possono portare a una variazione nei criteri di accesso alla pensione. Nel complesso possiamo tranquillamente affermare che per l’anno 2020 l’accesso alla pensione di vecchia può essere raggiunta dai 66 e fino ai 71 anni di età anagrafica. 

Pensioni INPS: posso andare in pensione se ho totalizzato solo 15 anni di contributi?

Come anticipato innanzi, i requisiti anagrafici e contributivi nella pensione di vecchiaia possono subire delle variazioni. Nello specifico, la soglia dell’anzianità contributiva può ridursi da 20 a 15 anni, nei seguenti casi, tra cui:

  • se il lavoratore non rientra nel minimo contributivo di 20 anni, può accedere alla pensione di vecchiaia contributiva, con 71 anni di età anagrafica e almeno 5 anni di contributi. Esclusi i contributi figurativi;
  • per i contributivi puri, ossia quando il montante contributivo decorre dalla data dell’1° gennaio 1996, dopo la riforma Dini. In questo caso, è previsto un paletto aggiuntivo legato all’ammontare dell’assegno pensionistico, che in ogni caso, non deve discendere di un importo inferiore a 1,5 volte del valore dell’assegno sociale. Considerando che quest’ultimo corrispondente a 459,83 moltiplicato per 1,5, il totale è pari a 689,75 per l’anno 2020. In mancanza dei requisiti non si può accedere alla pensione. In questo caso, per accedere alla pensione occorre aspettare il compimento dei 71 anni di età;
  • lavoratori con un minimo di 15 anni di anzianità contributiva maturata alla data del 31 dicembre 1992 se rientrano anche con il requisito anagrafico possono richiedere l’accesso alla pensione di vecchiaia; 
  • lavoratori impiegati nelle categorie “gravose”, possono andare in pensione con 66 anni e 7 mesi di età anagrafica e un minimo di 30 anni di anzianità contributiva, resta il vincolo relativo all’importo della pensione che non ogni caso deve risultare non inferiore a 1.5 volte l’assegno sociale;
  • con la totalizzazione dei contributi, il requisito anagrafico per richiedere la pensione di vecchiaia si attesta sui 66 anni e 7 mesi di età anagrafica. Con una finestra mobile di 18 mesi. 

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Pensioni INPS: requisiti e modalità di accesso della pensione di anzianità

La vecchia cara pensione di anzianità con 35 anni di contributi e 57 anni di età anagrafica è stata falciata dalla legge Fornero. Solo pochi lavoratori con requisiti maturati entro la data del 31 dicembre 2011, in via del tutto eccezionale sono stati salvaguardati (norme di salvaguardia). I lavoratori dopo una catena di dibattiti estenuanti, sono riusciti a mantenere stabili i requisiti di accesso alla pensione con le norme disposte prima della Fornero. 

Pensioni INPS: requisiti e modalità di accesso della pensione anticipata

I lavoratori che maturano i requisiti contributivi possono fruire di un’uscita flessibile dal lavoro, andando in pensione prima del raggiungimento del requisito anagrafico fissato per la pensione di vecchiaia (età pensionabile). Attiva dal 1° gennaio 2012, che per certi versi ha rimpiazzato la pensione di anzianità. 

Si precisa, che i lavoratori dalla data del 1° gennaio 2019 e fino all’anno in corso 2020, possono accedere alla pensione anticipata con l’uscita flessibile nei seguenti casi, tra cui: 

  • possono fruire dell’uscita flessibile i lavoratori senza distinzione tra dipendenti o autonomi con un minimo di anzianità contributiva fissata a 42 anni e 10 mesi. Senza il vincolo dell’età anagrafica
  • per le lavoratrici l’accesso all’uscita flessibile è consentito con un minimo di 41 anni e 10 mesi di contributi. Senza il vincolo dell’età anagrafica. 

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Pensioni INPS: si può andare in pensione a 64 anni di età anziché 67 con 20 anni di contributi?

Una delle prerogative dei lavoratori con i contributivi puri, riguarda il poter vantare l’accesso alla pensione anticipata contributiva valutando più alternative, tra cui un piano pensionistico anticipato su calcolo contributivo.  I lavoratori con i contributi effettivi dopo la data del 31 dicembre 1995 possono fruire dell’uscita flessibile anticipata al raggiungimento dei 64 anni di età anziché 67 e con un’anzianità contributiva pari a 20 anni. 

Le condizioni indispensabili per accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età anagrafica sono diverse, tra cui occorre soddisfare i seguenti requisiti, quali:

  • anzianità contributiva minima di 20 anni;
  • occorre, anche in questo caso, rispettare il paletto legato assegno pensionistico, che in ogni caso, non deve discendere di un importo inferiore a 2,8 volte del valore dell’assegno sociale. Considerando che l’assegno sociale corrisponde a 459,83 euro, va moltiplicato questo importo per 2,8 per un totale di 1.287,52 euro per l’anno in corso (2020).