Pensioni e riscatto contributivo, una possibilità da non sottovalutare. Che cos’è il riscatto della laurea ai fini INPS? In materia pensionistica il riscatto consente l’uscire dal lavoro, grazie al recupero dei buchi contributivi dovuti agli studi universitari. Spesso, si interviene nel recupero di periodo non contributivi per accedere a un piano pensionistico, oppure, per aumentare l’importo dell’assegno della pensione. Non sono pochi i lavoratori che per poter accedere alla pensione anticipata, versano un onere riscattando i contributi di uno specifico periodo. 

Nello stesso tempo, non tutto si può risolvere con un versamento. Il legislatore ha disposto delle regole ben precise, a seconda che si opti per un riscatto ordinario o agevolato. Prima di convertire gli anni universitari in contributi utili alla pensione. È importante stabilire i casi in cui è possibile aumentare il montante contributivo attraverso un onere, valutare l’aspetto economico, l’anticipo pensionistico e l’importo dell’assegno. 

Ecco perché, recuperare gli anni universitari per uscire dal lavoro e andare in pensione, potrebbe non essere un’utopia, ma una realtà considerevole per molti lavoratori. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura, vedremo insieme: come funziona il riscatto della laurea? Quali sono i requisiti, criteri e modalità di accesso della domanda all’INPS? Quanto costa nel 2020 il riscatto della laurea? Perché conviene riscattare gli anni di universitari?

Pensioni: come riscattare i contributi anticipando l’uscita dal lavoro?

Il lavoratore che si appresta a riscattare gli anni universitari, converte i 3 o 5 anni di studi in anni che rafforzano l’anzianità contributiva, contributi utili per il perfezionamento dei requisiti per l’accesso a un piano pensionistico anticipato. Ecco perché, come anticipato innanzi si tratta di una possibilità da non scartare a priori. Solo da un’attenta analisi formulata sui costi e benefici si può capire da che parte pende l’ago della bilancia; 

Pensioni: chi può riscattare gli anni di studi universitari?  

Il riscatto della laurea non è altro il potenziamento del percorso universitario trasformato in contributi. In poche parole, i lavoratori possono recuperare gli anni di studi universitari valorizzandoli per il raggiungimento dei requisiti ai fini pensionistici. Il requisito fondamentale, per il riscatto di laurea viene rappresentato dalla conquista del diploma di laurea. Ecco, perché chi non ha concluso il percorso universitario non può richiedere il beneficio del riscatto. Tra i titoli di studio riconosciuti ai fini del riscatto della laurea troviamo, quali:

  • diplomi universitari, durata corsi tra i 2 e fino a 3 anni; 
  • diplomi di laurea, durata tra 4 e 6 anni;  
  • diplomi di specializzazione post laurea durata corso minima di anni 2;
  • dottorati di ricerca, seguono le disposizioni specifiche della normativa; 
  • diplomi Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale. 

Rientrano nel riscatto della laurea anche i titoli ottenuti all’estero, ma con valenza legale italiana. Il lavoratore può riscattare più periodi che comprendono la durata legale del corso universitario, esclusi i periodi fuori corso. 

Attenzione! Nel caso di periodi in cui lo studente abbia anche esercitato un’attività lavorativa, non viene ammesso il riscatto della laurea. L’INPS, in questo caso si basa sulla premessa che il tempo impiegato in un’attività lavorativa parallelamente al corso di studi universitari viene coperto dalla previdenza obbligatoria e assicurativa riconducibile all’attività lavorativa svolta nel medesimo periodo. Pertanto, in questi casi specifici il lavoratore non può riscattare il periodo della laurea. 

Un presupposto dal quale scaturisce che il riscatto della laurea viene attribuito ai lavoratori sia del comparto pubblico che privato, regolarmente iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria, alla gestione separata INPS. Le Casse di previdenza riconoscono per i professionisti il riscatto della laurea, ma con modalità e criteri che diversi. 

Pensioni: quanto si paga per il riscatto della laurea?

In più occasioni abbiamo riportato il termine “onere” per il riscatto della laurea, questo per indicare in modo inequivoco, che i periodi relativi allo studio universitario si possono recuperare trasformandoli in contributi. Un’operazione che richiede cifre quantificate attraverso il sistema del calcolo retributivo o contributivo, oltre al periodo temporale di riferimento del riscatto. 

Nel caso di calcolo con il sistema retributivo il periodo viene calcolato con il procedimento della riserva matematica. Ciò significa che, l’onere di riscatto dipende da vari elementi, come: età anagrafica, sesso, il tempo riconducibile alla laurea da riscattare, nonché, viene presa in considerazione anche la paga percepita evidenziando quella dell’ultimo periodo o riferita agli anni passati.  

Viceversa, se il riscatto della laurea segue il sistema di metodo contributivo, il procedimento adottato segue l’applicazione dell’aliquota contributiva attiva alla data di presentazione dell’istanza di riscatto. 

In entrambi i casi, le quote versate per riscattare gli anni di studi universitari sono interamente deducibili

Il lavoratore può versare la quota per il riscatto in una sola rata, oppure in 120 rate mensili addebitate sul conto corrente. Ammesso il pagamento tardivo per non più di 30 giorni e per un numero non superiore a 5 volte. L’INPS in presenza di un omesso pagamento deduce la rinuncia alla domanda. In questo caso, il lavoratore dovrà ripresentare l’istanza per il riscatto della laurea. In ogni caso il lavoratore può interrompere il pagamento, il periodo contributivo accreditato si riferisce a quanto versato. Non è ammessa la richiesta di restituzione delle somme pagate a titolo di riscatto della laurea. 

Pensioni: gli inoccupati possono riscattare gli anni di laurea? 

Il legislatore ha disposto due forme di riscatto del corso di anni universitari, accessibili in presenza di specifiche condizioni, quali: 

  • lavoratori inoccupati ex L. 247/2007, consente il riscatto della laurea a un prezzo forfettario. Il computo del riscatto segue il calcolo sul reddito minimo imponibile riferito alla Gestione Artigiani e Commercianti. Se ha pagare il contributo è l’assicurato l’onere è deducibile. Viceversa, diventa un contributo detraibile al 19% quanto l’assicurato si trova nella figura di soggetto fiscalmente a carico. Previsto una rateizzazione del pagamento in 120 rate mensili senza la maggiorazione degli interessi; 
  • forma agevolata (ex D.L. 4/2019). In questo caso, il riscatto della laurea segue il calcolo con il sistema contributivo. Viene applicata l’aliquota contributiva del 33% sul reddito minimo delle gestioni di riferimento. 

Riscatto contributivo si applica ai soli periodi che coincidono nell’ambito del sistema contributivo. Con aliquota al 33% sul reddito minimo, un anno di riscatto della laurea corrisponde a un importo pari a 5.264,49 euro. Calcolo che deriva dall’ammontare fissato per il 2020 che corrisponde a 15.953,00 euro moltiplicato per l’aliquota del 33%. Per i periodi anteriori al 1996 può essere applicato il riscatto meno oneroso, solo se il computo della pensione segue per intero il sistema contributivo (circolare INPS n. 6/2020)

Pensioni: riscattare gli anni di studio universitario è davvero la scelta giusta?

Il riscatto della laurea conviene, oppure, no? L’aspetto oneroso spinge a procedere con cautela. Prima di attivare la procedura per riscattare gli anni di studio universitario, bisogna valutare diversi elementi, tra cui:

  • periodo di conclusione del percorso universitario;
  • collocazione lavorativa;
  • storico contributivo;
  • periodi di riscatto degli anni di studio antecedenti il 1996 solo contributivo, rinuncia al sistema contributivo misto;
  • riscatto per accesso a pensione anticipata, come ad esempio, Opzione donna o Quota 100. 

Va detto, che i contributi riscattati hanno la medesima valenza della contribuzione da lavoro. Ciò significa che riscattando un determinato periodo si maturano non solo i requisiti contributivi necessari per accedere a un piano pensionistico, ma nello stesso momento concorrono alla quantificazione dell’assegno della pensione.  Un principio applicabile nei limiti della normativa a cui si riferisce. 

Pensioni: come presentare la domanda all’INPS per il riscatto della laurea?

Il lavoratore che intende rafforzare i requisiti contributivi avvalendosi del riscatto della laurea deve presentare un’istanza all’INPS nelle seguenti modalità, quali:

  • dal sito dell’INPS se in possesso delle credenziali di accesso;
  • contact center al 803 164 (numero gratuito per chi chiama da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (numero per chi chiama da rete mobile);
  • Enti di patronato e intermediari dell'Istituto.