Pensioni, cosa cambia con la finanziaria

Tra le novità, allungamento dell’età lavorativa e una sola finestra mobile d’uscita dal 2011. Di V.Baselli

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Tra le novità, allungamento dell’età lavorativa e una sola finestra mobile d’uscita dal 2011.Stampa ArticoloCopyrightCommentoAddThis Social Bookmark ButtonValerio Baselli | 01-06-10 | Invia Articolo via E-mailLa previdenza è uno dei temi caldi della manovra finanziaria varata dal governo la settimana scorsa. Rimangono ancora dei punti da definire nel dettaglio, ma il quadro generale è abbastanza chiaro. La parola d’ordine è “razionalizzare”.Molte le novità introdotte. Innanzittutto, è stato introdotto di fatto un allungamento dell’età lavorativa a partire dal 2011. Ufficialmente, il decreto legge sulla manovra non modifica il requisito di età per la pensione di vecchiaia, che resta fermo a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne. A queste ultime, però, nel settore pubblico viene chiesto un anno in più (61 anni nel biennio 2010-2011). Per uomini e donne che raggiungono tali limiti di età dal 2011 in poi cambia invece la decorrenza della pensione.Infatti, dal 2011, tutti i lavoratori per andare in pensione potranno usufruire di una sola uscita mobile. L’attuale sistema delle finestre di decorrenza della pensione verrebbe sostituito da un criterio più semplice ed uguale per tutte le tipologie di pensionati, ad eccezione di coloro che maturano i 40 anni di contribuzione, per i quali rimarranno in vigore i criteri attuali, in attesa di un successivo approfondimento.In sintesi, il trattamento pensionistico potrà essere erogato decorsi 12 mesi dal conseguimento dei requisiti (età e anzianità contributiva) per i lavoratori dipendenti privati e dopo 18 mesi per gli autonomi. Dovrebbero essere salvaguardate le posizioni di chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2010, dei lavoratori che maturano i requisiti durante il preavviso e di quelli in cassa integrazione e in mobilità