Il futuro delle pensioni italiane sarà targato Berlino? Passerà in qualche modo sotto la lente d'ingrandimento di Angela Merkel? La riforma delle pensioni, tanto odiata dai lavoratori nostrani, targata Elsa Fornero andrà un volta per tutte in cantina e ce ne potremmo dimenticare? Sicuramente siamo arrivati ad un punto di svolta: le strade di Roma si incrociano sempre di più con quelle di Bruxelles ed è arrivato il momento di capire dove vogliamo andare. Dobbiamo aspettarci un accordo sul Recovery fund? Per quale motivo Angela Merkel sta chiedendo rassicurazioni sul futuro delle pensioni in Italia.

La domanda che un po' tutti ci dobbiamo porre è cosa c'è da aspettarsi? Da Berlino arriva una domanda chiara a Palazzo Chigi: quali sono le vostre intenzioni con il pacchetto pensioni? Una domanda sicuramente non nuova, che era già stata rivolta a Giuseppe Conte nel 2018: in quell'occasione il Governo si stava preparando a varare Quota 100 e sarebbe stato promesso che non sarebbe stato prorogato oltre il 2021. Sicuramente quello che va agli occhi anche dell'osservatore meno accorto è che l'Italia sta attraversando una delle peggiori crisi degli ultimi 50 anni.

Pensioni: su tutto pesa l'angoscia del Pil

Quello che principlamente preoccupa tutti gli osservatori è sicuramenteo il Pil. La Commissione europea, in questi giorni, ha dovuto rivedere al ribasso la crescita nell'Ue rispetto a quanto era stato stimato questa primavera. Sono rimaste invariate, invece, le previsioni sull'inflazione. Nell'Eurozona il Pil dovrebbe crollare dell'8,7% contro il 7,7% stimato in precedenza; nell'Ue a 27 il calo si attesterà su un 8,3% contro il 7,4%. Brutte notizie anche sul fronte della crescita, che nel 2021 dovrebbe essere meno robusta. In Italia ci sarà la frenata più grave: -11,2% contro il 9,5% stimato la scorsa primavera, mentre la ripresa nel 2021 dovrebbe essere intorno al 6,1% (la precedente previsione la segnava su un 6,5%). Ci seguono:

  • Spagna: -10,9%;
  • Croazia: -10,8%;
  • Francia -10,6%.

L’impatto economico del lockdown è stato più severo di quanto inizialmente atteso - ha spiegato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue - queste previsioni sono una fotografia potente del perché c’è bisogno di un accordo sul nostro ambizioso pacchetto per la ripresa, Next Generation Eu, per aiutare l’economia.

Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia, ha spiegato che in tutta Europa la risposta politica ha permesso di ammortizzare i danni per i nostri cittadini, ma la situazione rimane caratterizzata da disparità, disuguaglianze e insicurezza crescenti. Ecco perché è così importante raggiungere rapidamente un accordo sul piano di ripresa proposto dalla Commissione.

Una crisi accentuata dal coronavirus!

Sicuramente a pesare sull'economia italiana ci ha pensato l'emergenza covid-19. Il lockdown ha portato il nostro humus industriale e finanziario ad una contrazione molto profonda. Nel corso del primo trimestre il Pil è calato del 5,3%, stando ai dati Istat, e nel corso del secondo trimestre il danno per le attività economiche è sempre più forte. L'economia ha iniziato a riprendersi, non appena le misure di contenimento sono state allentate. Nel caso in cui non ci fosse una seconda ondata di infezioni, molto probabilmente le attività produttive potrebbero iniziare a riprendersi nel terzo trimestre di quest'anno, sempre che continui a rimane l'appoggio sostanziale della politica nazionale. La nota dolente, comunque, è che le perdite di produzione di questi due trimestri saranno molto probabilmente maggiori rispetto a quanto era stato ipotizzato la scorsa primavera.

Il Pil reale dovrebbe tornare al livello del 2019 entro la fine del 2021. Nel frattempo i depositi delle famiglie sono aumentati considerevolmente. Il sostegno al reddito che dovrebbe arrivare grazie ai bonus sociali ed ai programmi di lavoro a breve termine dovrebbe compensare, anche se solo parzialmente, l'impatto negativo della pandemia.

Pensioni: il futuro di Quota 100 e della Riforma Fornero

Timori cancellati per quanti temevano che Quota 100 sparisse: per il momento non dovrebbe essere toccata. Almeno fino al 31 dicembre 2021. Comunque vada sul tavolino del Governo ci sarebbe l'ipotesi di rivederla, insieme ai sindacati. Si pensava già di farlo poco prima del lockdown: l'intenzione era quella di presentare una completa riforma delle pensioni, chiudendo Quota 100 un anno prima. Poi tutto è rimasto al palo.

Cgil, Cisl e Uil hanno comunque fatto capire che questo non è il momento adatto per presentare una riforma completa ed amplia delle pensioni. Il Covid 19 ha distrutto tutto il mondo produttivo e, in questo momento, sarebbe più utile pensare a forme più flessibili per entrare in pensione. Proprio per questo motivo, Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, ha promesso che i tavoli con i sindacati ripartiranno a breve.

Ho già inviato un messaggio alla presidenza del Consiglio e in breve tempo potremo riprendere il filo del discorso - ha spiegato la Catalfo -. C’è la volontà di affrontare il tema della flessibilità in uscita da dare ai lavoratori più anziani, implementare la staffetta generazionale o usare gli strumenti della solidarietà espansiva.

Ma cosa si devono aspettare oggi come oggi i lavoratori che devono andare in pensione? Quelli che stanno attraversando gli ultimi anni o mesi della propria vita lavorativa? Un nuovo rimescolamento delle carte in gioco? In un mondo in cui la pandemia ha ribaltato tutto il mondo del lavoro è tempo di mettere mano alla Riforma delle pensioni Fornero? E' tempo di cambiare tutto? Al momento sembrerebbero affacciarsi tre diverse ipotesi:

  • isopensione;
  • fondi bilaterali;
  • contratto di espansione.

In poche parole stiamo parlando di possibili uscite anticipate dal mondo del lavoro e nuovi modi per andarci.

Pensioni: la Merkel ci guarda!

In tutto questo marasma di ipotesi, tiene banco la richiesta di Angela Merkel che chiede lumi su come si muoverà il nostro mondo politico sul fronte delle pensioni. Cancelleranno la Riforma Fornero? Per il momento l'unica cosa che si sa di certo è che l'Inps ha bloccato l'età per andare in pensione. Stando a quanti ha rilevato l'Istat nel corso del mese di ottobre 2019, sarebbe stato registrato un incremento della speranza di vita della popolazione minimo, quindi pari a zero, ai fini dell’adeguamento dei requisiti pensionistici. Ma dal 2023 ci sarà un aumento dell’età pensionabile adeguato alla stima di vita dell’Istat.

E' stata proprio la riforma Fornero ad introdurre questa la regola di una valutazione periodica (triennale fino al 2019 e poi biennale) dell’incremento della speranza di vita a cui ricollegare l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia, ai fini di un contenimento della spesa pensionistica su livelli sostenibili a lungo termine. L’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni è scattato il primo gennaio 2019 e sarebbe in vigore fino alla fine del 2020.