L'attuale legislazione in vigore in Italia in materia previdenziale, stabilisce che per l'accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria  sia necessario avere 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati.

Pensione di vecchiaia a 67 anni: quali alternative a quella ordinaria?

Come è noto ci sono alcune opzioni per "accorciare" i tempi e ritirarsi dal lavoro prima del tempo, grazie ad alcune forme di pensione anticipata.

La più nota e chiacchierata di questi tempi è senza dubbio Quota 100 che offre la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni di età, a fronte però di 38 anni di contributi, ben più alti di quelli richiesti per la pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia: previsto anticipo per alcuni lavoratori

Ci sono però diverse altre situazioni in cui la legge prevede una serie di agevolazioni che permettono di anticipare l'uscita dal lavoro non solo con riferimento all'età anagrafica, ma anche ai contributi versati all'Inps, consentendo così di congedarsi anche ben prima di aver compiuto i 60 anni di età.

Condizioni particolarmente favorevoli sono previste per alcune categorie di lavoratori, come ad esempio quella degli invalidi, per i quali fortunatamente è previsto un accesso più rapido al trattamento previdenziale.

Una di queste situazioni è ad esempio quella relativa ai lavoratori non vedenti che, proprio in virtù della loro condizione, seguono una corsia ben diversa da quella prevista nel trattamento ordinario per l'accesso alla pensione.

Pensione di vecchiaia per i lavoratori non vedenti: si parte da 51 anni

In primis bene precisare che quando si parla di lavoratori non vedenti ci si riferisce a quanti sono colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione. 

Per quanti rientrano in questa categoria, è possibile richiedere l'accesso alla pensione di vecchiaia anticipata già a partire dai 51 anni di età.

Procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio i casi contemplati dalla legge e i requisiti richiesti in base anche alla tipologia dell'attività lavorativa svolta.

I lavoratori non vedenti, se ciechi assoluti dalla nascita o divenuti tali prima dell'inizio del rapporto assicurativo, che abbiano almeno 10 anni di contributi versati dopo il riconoscimento della cecità possono accedere alla pensione di vecchiaia nel modo seguente:

Lavoratori dipendenti

le donne con un minimo di 51 anni di età

gli uomini con un minimo di 56 anni di età

Lavoratori autonomi

le donne con un minimo di 56 anni di età

gli uomini con un minimo di 61 anni di età.

Pensioni non vedenti: prevista finestra di 12 o 18 mesi

Da evidenziare che per i lavoratori dipendenti bisogna aggiungere una finestra di 12 mesi, quindi la pensione decorre dal 13° mese successivo a quello della richiesta, mentre per i lavoratori autonomi la finestra è di 18 mesi, quindi bisognerà attendere il 19° mese per ricevere il primo assegno previdenziale dall'Inps.

Pensioni non vedenti: condizioni per chi non ha almeno 10 anni di contributi

I lavoratori non vedenti che non possiedono i requisiti indicati poc'anzi, o che non possono vantare almeno 10 anni di contributi versati dal riconoscimento della cecità, possono accedere al pensionamento a condizioni differenti.

Tutti devono avere almeno 15 anni di contributi e possono richiedere la pensione di vecchiaia secondo criteri differenti in base alla tipologia del loro inquadramento.

Lavoratori dipendenti

le donne a 56 anni di età

gli uomini a 61 anni di età

Lavoratori autonomi

le donne a 61 anni di età

gli uomini a 66 anni di età

Anche in questo caso vale la finestra di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e quella di 18 mesi per gli autonomi.