A due settimane da novembre, con un Dpcm del 7 ottobre che proroga lo stato di emergenza sanitaria fino al 31 gennaio 2021 e la reintroduzione delle misure contenitive anti Covid-19, si può iniziare a credere con una buona dose di ragionevolezza che anche la prossima mensilità della pensione di anzianità verrà erogata dall’INPS in anticipo, come è accaduto negli ultimi mesi.

Nel mese di novembre però, in materia di pensioni, non si parla solo di trattamenti previdenziali per i lavoratori in quiescenza. Si tratta anche di rimborsi Irpef 730 2020, presumibilmente l’ultima tornata riguardante i ritardatari che hanno presentato la dichiarazione a fine settembre. E poi del famoso aumento al milione delle pensioni di invalidità, che finalmente a novembre dovrebbe venire erogato dall’Istituto di previdenza insieme agli arretrati. Non moltissimi in verità, ma 2 mila Euro totali circa dovrebbero arrivare.

E poi ancora, un paio di note dolenti, purtroppo: il conguaglio Irpef potrebbe anche riguardare un addebito e dunque comportare un assegno pensionistico di importo inferiore. Stessa decurtazione avverrà per restituire una rata della quattordicesima e dell’importo aggiuntivo degli anni 2017-2018. Ma andiamo per ordine e iniziamo dalle pensioni di anzianità. Quando verranno erogate dall’INPS?

Il pagamento di novembre 2020 delle pensioni INPS

La recrudescenza dei contagi Covid-19 a cui stiamo assistendo in queste settimane, quasi sicuramente condurrà l’INPS a confermare l’erogazione delle pensioni di anzianità in anticipo rispetto al calendario ordinario.

Già in questi giorni la Protezione Civile ha raccomandato a Poste Italiane una particolare sensibilità al fine di consentire ai titolari di pensione, l’accesso agli sportelli nelle modalità compatibili con le disposizioni sanitarie in vigore. Questo nel duplice intento di rispettare i diritti dei pensionati e gestire l’emergenza epidemiologica contenendo le possibilità di trasmissione del virus all’interno dei locali.

Analogamente a quanto avvenuto nei mesi precedenti, i primi pensionati che riceveranno la mensilità, saranno i titolari di carte Postepay Evolution, Postamat, Conto BancoPosta, Carta Libretto e Libretto di Risparmio, che troveranno l’importo disponibile il primo giorno di erogazione dell’INPS. Il denaro sarà prelevabile gratuitamente dagli oltre 7000 sportelli ATM. Gli ultimi pensionati a ricevere l’assegno saranno coloro che hanno optato per l’accredito del trattamento in banca. Per loro il prelievo sarà possibile presumibilmente dal primo giorno bancabile del mese, cioè il 2 novembre, il primo è infatti festivo.

Con molta probabilità il prelievo della mensilità in contante dallo sportello verrà gestita nelle solite modalità, seguendo l’ordine alfabetico della prima lettera del cognome. Lunedì 26 ottobre si partirà con le lettere A-B, per terminare il sabato 31 ottobre con la lettera Z.

Come ultima opzione di riscossione, Poste Italiane e l’Arma dei Carabinieri hanno siglato un accordo che prevede per l’intera durata dell’emergenza sanitaria, la consegna al domicilio della pensione. Il servizio, gratuito, è previsto per i pensionati ultra 75 enni che non hanno familiari nelle vicinanze che possano svolgere questa mansione. I carabinieri, muniti di delega, si occuperanno del ritiro in Posta e della consegna al domicilio del pensionato della mensilità in contanti. Il più vicino ufficio postale o la più vicina stazione dell’Arma dei Carabinieri saranno in grado di offrire tutte le informazioni per attivare il servizio gratuito.

Il rimborso Irpef 730 accreditato sulla pensione INPS di novembre

Ormai siamo agli sgoccioli. I rimborsi Irpef 730 2020 con anno di riferimento 2019 sono stati quasi interamente erogati e i cedolini online ne riportano l’accredito. Rimangono soltanto gli ultimi contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 730 nella seconda metà di settembre. L’emergenza Coronavirus ha fatto slittare il termine ultimo di presentazione delle dichiarazioni, prorogandolo al 30 settembre 2020. Le erogazioni dei conguagli Irpef 730 sono state così scaglionate secondo un calendario basato sul periodo di presentazione delle dichiarazioni stesse. Gli ultimi rimborsi, seguendo questo ordine, dovrebbero arrivare nella prossima mensilità di novembre, e i loro importi esatti, sul cedolino online, si leggeranno in corrispondenza della voce ‘SALDO IRPEF DICH. CRED. 730’.

A questo proposito, ricordiamo che l’INPS, in linea con le direttive di digitalizzazione degli enti pubblici, ha sostituito il vecchio cedolino cartaceo inviato per posta con il più funzionale cedolino online. Accedendo dal portale INPS, con le proprie credenziali, il nuovo strumento di consultazione offre la possibilità di avere sotto controllo l’intera propria posizione pensionistica con il dettaglio degli accrediti e delle trattenute.

Aumento al milione delle pensioni di invalidità INPS

Novembre è anche il mese del tanto atteso aggiornamento al milione delle pensioni di invalidità. La circolare dell’INPS n. 107 di settembre ha reso operativa la sentenza della Corte Costituzionale di giugno 2020 che riconosceva i 286,81 Euro mensili dell’assegno di invalidità, non sufficienti a garantire il soddisfacimento delle più elementari esigenze di vita quotidiana. L’assegno passa quindi a 651,51 Euro mensili per tredici mensilità, per tutti gli invalidi civili totali, sordomuti e ciechi civili assoluti, a partire dai 18 anni di età (non più quindi dai 60).

L’aggiornamento al nuovo importo sarà automatico, senza la necessità di integrazione da inoltrare all’INPS. In novembre l’Istituto dovrebbe erogare il nuovo assegno comprensivo anche degli arretrati che, secondo quando indicato sulla circolare INPS, decorrerebbero a partire dal 20 luglio 2020. Il primo assegno di invalidità, aggiornato a quanto il Decreto Rilancio ha recepito dalla sentenza della Corte Costituzionale ammonterà a circa 2.000 Euro complessivi.

Esistono, tuttavia, alcuni paletti reddituali che danno acceso all’aumento dell’assegno di invalidità. In assenza di questi requisiti, l’importo dell’assegno rimarrà invariato ai 286,81 Euro mensili. I requisiti sono: un reddito non superiore a 8.469,63 Euro per i beneficiari non coniugati, e per i beneficiari coniugati, un reddito personale non superiore a 8.469,63 Euro e 14.44,42 Euro di reddito cumulato con il coniuge.

I titolari di pensione di inabilità di tipo previdenziale di cui alla legge n. 222/1984, per accedere all’aumento devono presentare domanda all’INPS. Per coloro che hanno inoltrato istanza entro il 9 ottobre 2020, l’aumento sarà riconosciuto retroattivamente con decorrenza dal 1° agosto 2020. Per tutte le altre domande presentate oltre questo termine, il beneficio sarà riconosciuto con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Non va assolutamente dimenticato che per ottenere l'erogazione degli arretrati, occorre farne esplicita richiesta in sede di domanda.

Per i titolari di pensioni di inabilità di tipo previdenziale, l’incremento previsto porterà l’assegno a 516,46 Euro mensili per tredici mensilità. I paletti reddituali, invece, sono 6.713,98 Euro di redditi annui per i beneficiari non coniugati, e per i coniugati un reddito non superiore a 6.713,98 euro, nè redditi, cumulati con quello del coniuge, per un importo annuo pari o superiore a 6.713,98 euro incrementati dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Conguaglio Irpef 730/2020 sulla pensione INPS di novembre

Dalla dichiarazione Irpef 730, con anno di riferimento 2019, potrebbe risultare che si sono pagate meno imposte di quante dovute, e il contribuente essere in debito nei confronti dello Stato. Il conguaglio di questa incongruenza, per i beneficiari di trattamenti pensionistici, analogamente a quanto sta avvenendo per i rimborsi, è legata al momento di presentazione della dichiarazione stessa. L’inoltro dalla data del 15 settembre e non oltre il 30 dello stesso mese, della dichiarazione dei redditi, comporterà la trattenuta sull’assegno mensile del mese di novembre, secondo quanto previsto dalle tempistiche INPS.

La scelta di presentare la dichiarazione Irpef 730 2020 negli ultimi giorni prima della scadenza dei termini, potrebbe rivelarsi una scelta saggia. In presenza di un debito nei confronti del Fisco, un conguaglio nel mese di novembre ha garantito la piena disponibilità degli importi delle rate di pensione in tutti i mesi precedenti, senza decurtazione.

La restituzione della quattordicesima con la pensione INPS di novembre

A partire dal mese di ottobre è iniziata la restituzione delle quattordicesime e degli importi aggiuntivi riferiti agli anni 2017 e 2018, erogati a favore dei pensionati.

L’INPS eroga i due benefici in via provvisoria, specificando contestualmente che saranno oggetto di successiva verifica e di eventuale restituzione. Se dopo successivi accertamenti incrociati con i dati dell’Anagrafe Tributaria, l’INPS rileva che il contribuente, negli anni di riferimento, ha percepito un reddito superiore ai limiti prestabiliti, ne richiederà la restituzione attraverso una decurtazione sull’assegno mensile. Il superamento del doppio del trattamento minimo previdenziale (515,07 Euro mensili) è il limite oltre il quale l’INPS può richiedere la restituzione della quattordicesima già erogata. L’importo aggiuntivo, invece, prevede come limiti reddituali un importo non superiore a 6.659,91 Euro per l’erogazione di 154,94 Euro, che avviene solitamente nel mese di dicembre, e un reddito compreso fra 6.695,91 e 6.850,85 Euro per ricevere la differenza fra 6.850,85 e l’importo della pensione. Con un reddito annuale superiore a 6.850,85 Euro il pensionato non avrà diritto all’importo aggiuntivo.

La restituzione avviene con trattenute sull’assegno in 24 rate mensili per la quattordicesima, e in 12 rate mensili per l’importo aggiuntivo. Per i benefici erogati in via provvisoria negli anni 2017 e 2018, la restituzione è iniziata dal mese di ottobre e proseguirà per uno o due anni, a seconda del beneficio, riducendo anche se in minima parte l’importo del trattamento previdenziale.