L’INSP ha avviato il protocollo per il pagamento delle pensioni di invalidità civile. Molto probabilmente, gli arretrati e gli aumenti saranno pagati nel cedolino delle pensioni di novembre 2020. Si presume, infatti, che l’Istituto riesca a elaborare i pagamenti entro il 2 novembre facendo combaciare esattamente con la cadenza mensile di erogazione delle pensioni. 

Nella circolare, l’Istituto spiega che l’incremento al milione per le pensioni di invalidità civile totale è stato reso operativo con il giudizio emesso dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.152/2020 e con il riconoscimento della sentenza da parte del Governo. Sottolineiamo che la data di decorrenza dell’incremento al milione e della maggiorazione sociale parte dal 20 luglio 2020, pertanto l’INPS dovrà pagare arretrati e aumento sulle pensioni di invalidità civile totale. Tecnicamente i ritardi registrati fino ad oggi sono imputabili alla scarsa individuazione della platea degli aventi diritto che poneva l’Istituto nella difficoltà di non riuscire a elaborare le liste dei beneficiari. 

C’è da dire che gli aumenti non investiranno tutti gli invalidi civili, ma parliamo solo degli invalidi totali al 100%, rientrano nel beneficio anche i ciechi o sordomuti dal 18esimo di età. Esclusi, dall’aumento gli invalidi civili parziali, ma anche gli invalidi totali se privi o carenti dei requisiti reddituali previsti dalla circolare dell’Istituto. 

Pensioni invalidi civili: quale importo sarà presente nel cedolino di novembre?

 La Corte è intervenuta deliberando che agli invalidi civili totali o inabili al lavoro dovrebbe essere corrisposto un aumento che dal valore di 286,81 euro mensili passi a un incremento di circa 651,51 euro. Valore che potrebbe in ogni caso essere ricalcolato secondo scaglioni predefiniti dall’Istituto. Di conseguenza, l’importo del cedolino di novembre dovrebbe attestarsi sui 651,51 euro. In più l’INPS dovrebbe corrispondere gli arretrati sull’assegno.

Ora, considerando che l’aumento parte dal 20 luglio fino alla data del 31 ottobre, sempre valutando che l’aumento venga pagato nel cedolino di novembre 2020. Il totale degli arretrati dovrebbe ammontare a circa 1.231,69 euro con l’aggiunta del rateo della tredicesima mensilità dell’importo di 102,27 euro si ottiene un totale complessivo pari a 1.985,47 euro.

Ovviamente, si tratta di un puro calcolo approssimativo, nulla di certo, poiché potrebbero subentrare delle variabili che porterebbero in diminuzione l’assegno. Ad esempio, se viene a mancare il requisito reddituale non si percepisce l’aumento sulla pensione di inabilità e potrebbe saltare la maggiorazione sociale. 

Pensioni invalidità civile: le soglie reddituali per non perdere l’incremento al milione 

Come si legge dalla circolare n. circolare n. 107 del 23 settembre 2020, l’INPS ha chiarito i criteri reddituali per poter ottenere il beneficio sulla pensione di invalidità civile totale, quali:

  • se il titolare della pensione di invalidità risulti dal certificato di stato civile non coniugato, il reddito annuo non deve superare la soglia massima di 8.469,63 euro. Il medesimo limite viene preso in considerazione nel caso di separazione o non coniugato effettivamente;
  • nel caso di beneficiario coniugato il limite reddituale annuo cumulato tra i coniugi non deve superare il limite di 14.447,42 euro.

Rammentiamo che l’incremento al milione concorre a contribuire alla formazione del reddito. Nel caso in cui si raggiunga la soglia sopra indicata, l’aumento non spetta a entrambi i coniugi. In ogni caso, va considerato il valore del reddito cumulato, ivi compreso anche del valore dell’incremento riconosciuto a uno dei coniugi. 

Concorrono a rafforzare la stima del requisito reddituale i redditi Irpef, tassazione corrente o separata, gli esenti da Irpef, e così via.

Pensioni invalidi civili: quali sono i proventi esclusi dal calcolo reddituale?

Secondo quanto disposto dall’INPS non vengono presi in considerazione per la formazione del reddito annuo, i seguenti proventi, tra cui:

  • l’erogazione delle pensioni di guerra;
  • il pagamento dell’indennità di accompagnamento;
  • l’eventuale somma di 154,94 euro (300.000 lire) così come stabilito dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
  • eventuale presenza di trattamenti di famiglia;
  • l’erogazione dell’indennizzo riconosciuto da danni irreversibili dovuto dalle vaccinazioni obbligatorie, dall’eventuali trasfusioni, oppure dalla distribuzione di emoderivati (legge 25 febbraio 1992, n. 210), e così via.

Pensioni di invalidità civile: chi deve presentare la domanda?

Come riportato dalla circolare dell’INPS gli invalidi civili totali ciechi o sordi l’incremento al milione riconosciuto dal Governo dietro sentenza della Corte Costituzionale sarà erogato secondo la modalità d’ufficio. I beneficiari (invalidi civili totali) non dovranno presentare alcuna domanda per il riconoscimento dell’aumento e degli arretrati.

Chi, invece, percepisce i trattamenti previdenziali così come previsto dalla legge n. 222/1984 deve presentare richiesta. Pertanto, gli aventi diritto con un’età anagrafica inferiore ai 60 anni, per ottenere i benefici innanzi descritti devono esibire regolare istanza all’INPS.

Per ottenere il riconoscimento dell’aumento e della maggiorazione la domanda dovrà essere presentata entro il 9 ottobre 2020 con decorrenza dal 1° agosto 2020. Le precisazioni sono giunte dall’INPS attraverso la pubblicazione della circolare n. 107 del 23 settembre 2020.