Tra i tanti effetti negativi del lockdown anti-COVID-19 della scorsa primavera troviamo anche l'aggravamento dei ritardi delle visite per il riconoscimento dell'invalidità o della conferma della stessa.

Il lockdown del periodo marzo-maggio 2020 ha aggravato la situazione delle visite propedeutiche al riconoscimento dell'invalidità o della conferma della stessa (seconde visite), che già accusava pesanti ritardi dovuti a criticità pregresse. Il totale delle domande in attesa della prima visita è di ben 1.187.045, mentre le domande in attesa di revisione sono 408.912. L'intero percorso si chiude in media in 120 giorni. Si pensi che a fine 2019 i beneficiari di pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento ed entrambe superavano i 3,2 milioni.

Pensioni invalidità e visite: chi gestisce il sistema

La gestione dell'iter autorizzativo all'erogazione delle prestazioni può essere affidato all'INPS tramite una convenzione con le Regioni, oppure direttamente da queste ultime tramite le Asl ma con validazione definitiva ad opera dei centri medico legali dell’INPS. Delle 1.187.045 domande di prima visita in lista d'attesa 922.931 sono gestite dalle Asl e 264.114 dall'INPS. Le 408.912 domande in attesa di revisione sono gestite dall'INPS.

Pensioni invalidità, il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza INPS lancia l'allarme

L'accumulo delle domande e il rischio di allungamento dei tempi affinchè i cittadini ricevano le prestazioni rischia di creare un allarme sociale concreto, ipotesi che nelle ultime settimane è divenuta sempre più presente a causa dell'inattesa seconda ondata COVID-19 e delle misure restrittive decise dal governo nel fine settimana. Per questo il Consiglio d’Indirizzo e Vigilanza INPS lo scorso 21 ottobre ha proposto il varo di un piano straordinario per ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni. Tra i rimedi suggeriti la riorganizzare l’area medico legale INPS e del contenzioso (assicurando la presenza dei medici INPS); l'ampliamento dell’accertamento documentale che attesta lo stato invalidante, per evitare la visita alla persona interessata.

(Simone Ferradini)