Pensioni di invalidità. Ci siamo. Martedì tocca alla Consulta. E forse, dopo, toccherà al governo. Perché Giuseppe Conte, sostanzlaimente, lo ha promesso a conclusione degli Stati Generali: "Le pensioni d'invalidità sono anticostituzionali? Le aumenteremo. E prenderemo nuovi provvedimenti per non lasciare indietro nessuno, soprattutto chi ha più bisogno".

Pensioni di invalidità, quando la Consulta potrebbe definirle anticostituzionali

Potrebbero diventarlo davvero, "anticostituzionali". Perché secondo la Corte d'Appello di Torino i 286 euro mensili previsti dalle pensioni di invalidità sono insufficienti a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita chi ha diritto a ricevere l'assegno. E così, la Corte Costituzionale si esprimerà martedì 23 giugno. Ma sul tavolo non c'è soltanto l'adeguatezza dell'importo, ma anche il mancato incremento della maggiorazione sociale per chi ha meso di 60 anni e percepisce la pensione di invalidità. 

Pensioni di invalidità, da Giuseppe Conte arriva una promessa

Settimana chiave dunque, quella che prende il via oggi. Anche perché, aspettando la Consulta, è sceso in campo, per così dire, il premier Giuseppe Conte. Lo ha fatto durante gli ultimi giorni degli Stati Generali che si sono conclusi domenica a Villa Pamphili. Il Presidente del Consiglio non solo ha aperto alla possibilità di aumentare le pensioni di invalidità fornendo rassicurazioni importanti a riguardo, ma ha anche rilanciato l'idea di un pacchetto di provvedimenti che prevde un graduale inserimento sociale degli aventi diritto.

Pensioni di invalidità, per Conte chi ne ha diritto non sarà lasciato solo

 

"Un piano di rilancio rivolto al nostro paese non può essere realizzato senza tenere conto delle persone con disabilità e senza pensare all'inclusione a tutti i livelli -ha detto Giuseppe Conte-. Tra gli obiettivi strategici riteniamo prioritario quello per un'Italia più equa e più inclusiva".

Così il presidente del Consiglio, che nel fine settimana ha incontrato i presidenti della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish) e della Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand). Servono interventi mirati all'inclusione delle persone con disabilità, è l'appello delle due federazioni. Appello a cui Palazzo Chigi ha risposto così: misure ad hoc in arrivo. E non solo.

Conte: nuove misure di inserimento per le persone con invalidità

Il premier ha anche parlato dell’importanza di un codice da realizzare proprio a favore delle persone con disabilità, in grado di restituire l’attenzione per i loro bisogni materiali e non soltanto.

"Chi necessita di pensione di invalidità ha anche bisogni esistenziali, realazionali, formativi, culturali, da esaudire attraverso percorsi di vita indipendente".

Con una promessa: per i caregiver, esiste un progetto ben avviato in Parlamento, un progetto che sarà portato a termine. L'obiettivo? Tutti coloro che necessitano della pensione di invalidità saranno al centro di un percorso di inclusione scolastica e universitaria. Poi, successivamente, il programma di inserimento sarà allargato al mondo del lavoro.

Pensioni di invalidità, Conte: le aumenteremo, me ne occuperò io stesso

E poi c'è il tema dell’aumento delle pensioni di invalidità. Continua Giuseppe Conte:

"La questione reclama una reazione immediata e incisiva. Ho voluto conservare la delega alla disabilità per dare il massimo segnale di attenzione. Credo al vostro motto 'nulla su di noi, senza di noi’. Ecco perché sarò io stesso ad occuparmene".

Insomma, il campanello di allarme lanciato dalla Corte di Appello di Torino è stato ascoltato, così come verrà ascoltata la Consulta che dovrà esprimersi martedì. Il premier si è espresso durante gli Stati Generali, momento in cui la task force di riferimento per le misure a sostegno della ripresa italiana ha messo a punto le strategie per rimettere in moto l’economia del paese.

Pensioni di invalidità, ecco perché potrebbero essere anticostituzionali 

La Consulta dovrà esprimersi martedì in merito alla legittimità costituzionale degli assegni riconosciuti agli invalidi civili.

I principi tutelati dalla nostra costituzione potrebbero scontrarsi con un importo valutato eccessivamente basso delle pensioni di invalidità, pari a 286 euro al mese in tredici mensilità, cifra che spetta ai mutilati e agli invalidi civili di età superiore ai 18 anni, per i quali è stata stabilita l'inabilità lavorativa totale dietro visita medico sanitaria. Prima che subentrasse la moneta unica, la somma era di 234.000 lire, sempre in 13 mensilità.

Inoltre, l'invalido civile riceve meno benefici rispetto a quanto viene versato a chi riceve l'assegno sociale, incassato dai cittadini di età superiore a 66 anni con determinati requisiti reddituali: secondo il giudice della Corte d'Appello di Torino, c'è sostanziale similitudine tra le due condizioni. C'è infine la questione dell'incremento di benefici riconosciute a invalidi civili titolari di pensione e età superiori ai 60 anni. "Irragionevole", per il giudice, perché penalizzerebbe gli invalidi civili che anteriormente al compimento del 60esimo anno di età, si trovano in condizioni di gravissima disabilità e privi della benché minima capacità di guadagno".

Pensione di invalidità: a chi spetta

Un assegno ordinario di invalidità è riconosciuto a chi presenta un'invalidità superiore al 67%. Inoltre, è necessario aver versato almeno 5 anni di contributi, tre dei quali nel corso del quinquennio che precede la domanda di pensione di invalidità, riservata esclusivamente ai dipendenti delle aziende private. Il richiedente dall'età compresa tra i 18 e i 67 anni può trasmettere tutte le informazioni socio economiche tramite il modello Inps AP 70.