In seguito alla nuova comunicazione numero 3960 del 28 ottobre 2020, l’INPS ha reso note nuove indicazioni e tutte le novità riguardo il tema delle pensioni di invalidità. A tal proposito, attraverso il messaggio pubblicato sul sito ufficiale, l’Istituto ha voluto fornire le istruzioni in merito all’aumento delle pensioni e le modalità di ricezione degli arretrati, conseguenti al piano dell’incremento al milione e del diritto delle maggiorazioni sociali per tutte le persone con disabilità che hanno compiuto diciotto anni. 

Tale decisione era stata presa dalla Corte Costituzionale durante la sentenza del 22 giugno 2020, in cui era stato dichiarato incostituzionale il requisito anagrafico dei 60 anni per poter accedere alla pensione di invalidità.

Prima con la circolare INPS n. 107 pubblicata lo scorso 23 settembre, e ora con il nuovo messaggio n.3960 del 28 ottobre, l’Istituto ha fornito nuove indicazioni e linee guida in merito alla necessità di inviare la domanda di accesso per le pensioni di invalidità. A tal proposito è stato specificato che le persone che hanno un’invalidità totale quali ad esempio ciechi civili assoluti, sordi, invalidi civili totali, non dovranno effettuare alcuna richiesta per poter accedere sia all’aumento della propria pensione che anche agli arretrati. Dunque, arretrati e aumenti saranno riconosciuti in maniera automatica ogni mese a coloro che hanno determinati requisiti necessari per accedere alle maggiorazioni sociali. Tuttavia, nei casi di variazioni in riferimento al reddito personale durante l’anno, anche gli invalidi civili totali dovranno necessariamente effettuare una comunicazione all’INPS, al fine di ottenere la verifica dei requisiti. 

Ecco tutti i dettagli e le indicazioni fornite dall’Istituto INPS nei vari messaggi e comunicati relativi alle pensioni di invalidità e quali sono le modalità di accesso per gli aumenti e gli arretrati. 

Quali sono le novità INPS per le pensioni

La decisione della Corte Costituzionale ha segnato una novità fondamentale per milioni di cittadini italiani con disabilità gravi. Effettivamente, la Corte ha dichiarato insufficiente l’importo delle pensioni di invalidità precedentemente stabilito, pari a 286,81 euro. Tale cifra è stata considerata troppo bassa per permettere alle persone di soddisfare tutte le necessità primarie di cui hanno bisogno. Ma non solo, con la sentenza di giugno 2020, è stato avviato un ampliamento notevole della platea dei beneficiari delle pensioni destinate alle persone invalide. Non sarà più fatto riferimento all’età anagrafica come requisito essenziale per poter accedere all’assegno pensionistico, bensì potranno richiederlo tutte le persone che hanno compiuto la maggiore età, purché abbiano effettivamente un’invalidità grave.

Come espresso all’interno della circolare INPS n.107/2020, l’aumento delle pensioni d’invalidità civile avverrà già nei mesi di novembre e dicembre di quest’anno. Insieme alle due mensilità aumentate, verranno corrisposti anche gli arretrati che sono dovuti a partire dal 20 luglio 2020. 

Come funziona l’aumento delle pensioni di invalidità

La maggiorazione degli assegni pensionistici destinati agli invalidi civili variano sulla base delle invalidità delle persone disabili richiedenti. 

A tal proposito, secondo le nuove indicazioni INPS, agli invalidi civili con un’età compresa tra i diciotto e i cinquantanove anni compiti, è stato disposto l’aumento di 264,40 euro. In questo modo, complessivamente la pensione di invalidità per gli appartenenti a questa categoria, arriverà ad essere pari a 651,51 euro. 

Anche per i sordomuti, la pensione aumenterà fino ad arrivare a 651,51 euro, grazie ad una maggiorazione pari a 3564,70 euro. 

La maggiorazione sociale della pensione di invalidità non potranno però essere riconosciute a tutti coloro che rientrano nella categoria di invalidi civili (sordi, ciechi, sordo-muti, mutilati, cittadini affetti da talassemia o drepanocitosi). È stato infatti stabilito un requisito reddituale per poter accedere all’aumento degli assegni delle pensioni. A tal proposito, potranno avere un aumento delle pensioni, i cittadini invalidi che hanno già compiuto almeno diciotto anni e il cui reddito personale non risulta superiore all’importo di 8.469,63 euro. Nei casi in cui l’invalido, avente diritto della pensione di invalidità, è coniugato, allora il limite del reddito personale è fissato alla cifra di 14.447,42 euro. 

Nei casi in cui il reddito personale supera tale importi, non potranno essere richiesti gli aumenti definiti dalla maggiorazione sociale. 

Come ricevere l’aumento e gli arretrati per le pensioni 

Secondo quanto specificato dalla circolare dell’INPS n. 107/2020, la maggiore economica sociale spettante alle persone invalidi civili totali, ciechi e sordi assoluti, titolari della pensioni di invalidità, è riconosciuta automaticamente d’ufficio. Ciò significa che per queste categorie di persone non sarà necessario effettuare alcuna domanda per poter accedere all’aumento. 

Per i contribuenti italiani aventi diritto della pensione di invalidità e del relativo aumento, questo verrà corrisposto con le mensilità di novembre e dicembre di quest’anno. Insieme all’aumento, con le due mensilità verranno corrisposti anche gli arrestati dovuti a partire dal 20 luglio 2020. 

L’aumento delle pensioni sarà pari all’importo di 651,51 euro che sarà corrisposto per tredici mensilità, a condizione che non vengano superati i limiti del reddito personale e coniugale.

Come effettuare la domanda di ricostituzione 

Secondo quanto disposto dalla circolare dell’INPS n. 3960 del 28 ottobre 2020, nei casi in cui i redditi personali subiscano una variazione durante il corso dell’anno che potrebbero andare ad incidere sul diritto dell’invalido all’aumento, questa variazione dovrà essere necessariamente comunicata all’INPS

Per la comunicazione della variazione del reddito personale attraverso la cosiddetta “domanda amministrativa di ricostituzione reddituale”, è possibile osservare le modalità tradizionali previste dall’Istituto. Dunque, gli aventi diritto all’aumento della pensione di invalidità dovranno effettuare apposita domanda attraverso il servizio online sul portale tematico dell’INPS, o in alternativa rivolgersi ad un qualsiasi Istituto di Patronato (purché abilitato ai servizi di assistenza) o alla Struttura territoriale di competenza. 

È bene specificare che la domanda amministrativa di ricostituzione reddituale potrebbe andare a bloccare temporaneamente e dunque ritardare l’arrivo degli aumenti previsti per la mensilità di novembre. In quanto, come specificato anche dalla nuova comunicazione INPS, se i redditi personali non saranno comunicati all’Istituto secondo le modalità di invio previste, non si potrà procedere d’ufficio al riconoscimento e dunque all’invio della maggiorazione sociale. 

IBAN obbligatorio per i pagamenti superiori ai 1.000 euro 

La maggiorazione sociale prevista per le pensioni di invalidità comporterà per un’ampia platea di beneficiari un ulteriore cambiamento, relativo questa volta alle modalità di accredito degli stessi assegni pensionistici. 

infatti, nei casi in cui gli importi della pensione di invalidità risulteranno superiori ai 1.000 euro, il pagamento potrà essere corrisposto soltanto su un conto corrente (sia postale che bancario), su una carta prepagata abilitata o su un libretto postale. 

È per questo motivo che nella comunicazione del 28 ottobre, l’INPS ha specificato che i pensionati che ius seguito alla maggiorazione sociale potranno ricevere un assegno superiore ai 1.000 euro, dovranno preventivamente essere in possesso di uno degli strumenti di pagamento prima citati intestati al soggetto titolare della prestazione. Inoltre, il pensionato dovrà anche procedere con la comunicazione  immediata dell’IBAN della carta, sia attraverso una richiesta direttamente all’ufficio postale o allo sportello bancario, o in alternativa in via telematica accedendo con le proprie credenziali all’interno della sezione online “Variazione dell’ufficio pagatore per prestazioni pensionistiche” o rivolgendosi ad un intermediario abilitato.