Martedì 8 settembre è fissato il primo appuntamento dopo le vacanze estive tra governo e sindacati per discutere della riforma delle pensioni. L’obiettivo è quello di prorogare l’Ape sociale e Opzione donna. Ma si guarda anche alle soluzioni che dovranno essere adottate nel 2022 quando Quota 100 andrà a scadenza. Vediamo quali sono le ipotesi di riforma sul tavolo.

Ipotesi riforma pensioni: Quota 100 ma con tagli

Una prima proposta sulle pensioni avanzata dal governo potrebbe essere quella di introdurre un meccanismo di flessibilità simile a Quota 100 per consentire le uscite già a partire da 62 o 63 anni di età anagrafica e 38, o forse 36, anni di contribuzione. L’aggancio col sistema contributivo sarebbe rispettato con dei tagli intorno al 2,8/3 per cento per ogni anno di anticipazione sull’età pensionistica ordinaria (67 anni).

Una flessibilità del genere potrebbe anche essere utilizzata per gestire le crisi aziendali insieme agli altri armonizzatori sociali, dando uno strumento in più ai lavoratori e alle imprese al momento in cui verrà interrotto il blocco ai licenziamenti.

La proposta dei sindacati per le pensioni: Quota 41

Il progetto dei sindacati è quello di portare il governo all’introduzione di Quota 41. Questo sistema pensionistico permetterebbe di andare in pensione una volta raggiunti i 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica. 

I due ostacoli per Quota 41 e il sistema di flessibilità pensato dal governo sono rappresentati dai costi per attuare le proposte in campo e il ripristino dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, che è stato bloccato fino al 2026 dall’esecutivo giallo-verde con l’introduzione di Quota 100.

Pensioni: proroga Ape sociale e Opzione donna

Oltre alla riforma delle regole di accesso al trattamento pensionistico si pensa ad un intervento sulle pensioni di Ape sociale e Opzione donna.

L’Ape sociale è un'indennità a carico dello Stato erogata dall'INPS a lavoratori in determinate condizioni di difficoltà previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all'estero. L'indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell'età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all'età per la vecchiaia.

Opzione donna è un trattamento pensionistico erogato, a domanda, alle lavoratrici dipendenti e autonome che, avendo maturato entro il 31 dicembre 2019 i requisiti previsti dalla legge, optano per il sistema di calcolo contributivo della pensione. Possono accedere alla pensione le lavoratrici che abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Si pensa ad una proroga di entrambi gli strumenti. Per quanto riguarda l’Ape sociale, si progetta anche un allargamento dei casi in cui si può accedere al trattamento pensionistico anticipato, includendo altre ipotesi di categorie impiegate in lavori gravosi. Per quanto riguarda Opzione donna, si dovrebbe introdurre una disciplina che tenga conto anche dei casi di part time verticale.

Al momento, sembra avere poche chances la richiesta dei sindacati di allargare la platea dei pensionati che beneficia della cosiddetta quattordicesima. Mentre potrebbe spuntare il ripristino dell’Ape volontaria o aziendale, chiusa l’anno scorso dopo il primo periodo di sperimentazione. Un’altra misura che potrebbe essere presa in considerazione per consentire una flessibilità in uscita in più a 63 anni con minimo 20 di contributi, anche perché è a costo zero per lo Stato e potrebbe tornare utile per gestire ristrutturazioni aziendali.

Come funziona Pensioni Quota 100

Pensioni Quota 100 è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 ed era, insieme al reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia del governo giallo-verde. La misura era finalizzata a mitigare gli effetti della tanto criticata Riforma Fornero.

I soggetti possono richiedere la pensione Quota 100 solo se in possesso, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, di un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e di un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni. Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Il requisito contributivo richiesto per la pensione Quota 100 può essere perfezionato, su domanda dell’interessato, anche cumulando tutti e per intero i periodi assicurativi versati o accreditati presso l’AGO, le forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché la Gestione Separata. La titolarità di una pensione diretta a carico di una delle suddette forme di assicurazione obbligatoria preclude l’esercizio della facoltà di cumulo dei periodi assicurativi.

La pensione Quota 100 non è cumulabile con altri redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, svolta anche all’estero, a eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui. Tale incumulabilità si applica per il periodo intercorrente tra la data di decorrenza della pensione e la data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di previsto nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione Quota 100. 

La percezione di redditi derivanti da attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale, ovvero la produzione di redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale oltre il limite dei 5.000 euro lordi annui comporta la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione di questi redditi e l’eventuale recupero delle rate di pensione indebitamente corrisposte.

A chi spetta Pensioni Quota 100

Pensioni Quota 100 si applica ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO). Questo significa che vengono ricompresi il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) e le gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri). Quota 100, inoltre, si applica anche alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Invece, alla prestazione non può accedere il personale appartenente alle Forze armate, il personale delle forze di Polizia e di Polizia penitenziaria, il personale operativo del corpo nazionale dei Vigili del fuoco e il personale della Guardia di finanza.