Scade il 30 novembre il termine per i lavoratori precoci per fare domanda di pensionamento con 41 anni di contribuzione, indipendentemente dall'età anagrafica. La domanda per questo tipo di pensione solitamente va presentata entro il 31 marzo di ogni anno, ma in caso di risorse che residuano, l'Inps accetta domande presentate anche dopo ma entro il 30 novembre. Per chi ha maturato i requisiti manca poco prima che l'ultima finestra dell'anno si chiuda. Ma vediamo chi e come poter accedere.

Lavoratori precoci: chi sono

I lavoratori precoci sono coloro che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età, e che hanno maturato oltre 40 anni di contributi. Dunque di stratta di persone che possono andare in pensione "giovani" anche prima dei 60 anni. La riforma Fornero aveva eliminato la pensione di anzianità che poteva essere richiesta con almeno 40 anni di contributi e nello stesso tempo non aveva previsto particolari benefici per i lavoratori precoci. Infatti anche per loro dal 2012 hanno potuto pensionarsi maturando 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne). Le cose cambiano dal 2017 quando si introduce nuovamente la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica, ma a determinate condizioni.

Pensioni lavoratori precoci: requisiti

La richiesta di un abbassamento del suddetto requisito è risultata, pertanto, una delle principali rivendicazioni della parte sindacale all'indomani dell'approvazione della Legge Fornero. Basti pensare che sin dal 2013 il disegno di legge Damiano sui pensionamenti flessibili ipotizzava la rientroduzione di un tetto massimo a 41 anni di contributi per tutti, uomini e donne. Dopo oltre quattro anni di discussione il legislatore ha finalmente riconosciuto la bontà di un simile intervento in favore almeno di quelle categorie di lavoratori che si trovano in condizione di particolare disagio lavorativo e/o economico. 

Dal 1° maggio 2017 è possibile andare in pensione con 41 anni di contributi ma solo per i cosidetti lavoratori precoci che hanno maturato almeno 12 mesi di lavoro in modo effettivo anche se non continuativo prima del compimento dei 18 anni. Questo canale è consentito purchè il lavoratore dimostri di avere un'anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Quindi chi alla fine del 1995 aveva 12 mesi di contributi ed aveva maturato 18 anni, potrà accedere alla pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica. Per la scadenza di novembre 2020, dunque potranno andare in pensione uomini e donne che hanno iniziato a lavorare nel 1979 e che a quella data avevano 18 anni e prima hanno potuto contare su 12 mesi di contributi versati. 

Gli altri requisiti per andare in pensione come lavoratore precoce, sia per il pubblico che privato, che per la gestione separata sono:

  • siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
  • assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Con la legge di bilancio 2018, il grado di parentela è stato elavato al secondo purchè convivente, a patto però che i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. 
  • abbiano una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento;
  • lavoratori dipendenti addetti alle attività gravose (categoria che dal 1° gennaio 2018 include 15 attività professionali) e che svolgono tali attività da almeno sette anni negli ultimi dieci o da almeno sei anni negli ultimi sette prima del pensionamento; l'elenco sempre aggiornato di questi lavori è disponibile presso il sito dell'Inps a questa pagina (sezione a chi è rivolto
  • siano lavoratori impiegati in mansioni usuranti o notturni.

Quota 41: lavoratori precoci

La possibilità di andare in pensione, indipendentemente dall'età anagrafica, con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci che hanno i requisiti sopra riportati è valida fino al 2026. Dal 2027 i periodi di contribuzione richiesti aumentano. Ogni 2 anni sono richiesti 2 mesi in più fino al 2036. Per il biennio 2037-38 saranno necessari 41 anni e 11 mesi. Per il biennio 2039-40 invece per andare in pensione come lavoratore precoce ci vorranno 42 anni ed 1 anno. Questa contribuzione è ridotta di 1 anno per le donne, che quindi nel biennio 2030-2040 potranno andare in pensione, se lavoratrici precoci, a 41 anni ed 1 anno.

Da ricordare che il requisito dei 41 anni di contribuzione può essere raggiunto anche cumulando i periodi assicurativi maturati nelle varie gestioni pensionistiche (ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228). Ai fini della pensione con quota 41 per i lavoratori precoci, sono validi sonl i contributi obbligatori derivanti da attività lavorativa o autonoma, anche per i 12 mesi di attività svolta prima del compimento dei 18 anni. Quindi la contribuzione volontaria, quella figurativa e quella derivante dai riscatti ad esempio della laurea, non sono utilizzabili per il computo dei 41 anni di contributi. Tuttavia possono sommarsi per rendere l'assegno un po' più pesante. Il cittadino che, pertanto, voglia produrre domanda per il pensionamento con i requisiti del lavoro precoce deve fare attenzione a cosa è riportato nell’estratto conto contributivo.

Pensione anticipata: contributi prima dei 18 anni

Ai fini della pensione con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci, si accede se sono stati svolti almeno 12 mesi di attività lavorativa anche non continuativa prima del compimento dei 18 anni. Per farli valere, è necessario verificare nell'estratto conto contributivo che quei 12 mesi sono stati versati dai tuoi datori di lavoro. Nel caso in cui mancassero, si da la possibilità, ed è unica come eccezione di poterli riscattare, versando il relativo onere economico ed ottenendo così la copertura contributiva necessaria ad acquisire lo status di lavoratore precoce.  La ratio di questa disposizione è chiara: essendo stati questi periodi lavorati, l’Inps ne consente il recupero con il riscatto ai fini del perfezionamento del requisito dei 12 mesi richiesto dalla norma.

Pensione anticipata: come presentare domanda 

La domanda per ottenere la pensione anticipata va presentata all’Inps entro il 30 novembre 2020. I canali da utilizzare sono solo telematici o tramite Contact Center e patronato. La presentazione della istanza di pensionamento è gratuita.

L’Inps comunicherà quindi l’accoglimento della domanda di pensione con l’indicazione della prima data utile di decorrenza della prestazione (nei limiti delle risorse stanziate) o il rigetto dell’istanza per il mancato possesso dei requisiti. La risposta dovrà arrivare entro il 31 dicembre 2020.

Chi matura i requisiti il prossimo anno potrà presentare l’istanza di verifica nel 2021 con le consuete scadenze (31 marzo, 15 luglio e 30 novembre).

Decorrenza della pensione

I lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019 conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico decorsi tre mesi dalla maturazione degli stessi, secondo le disposizioni previste dai rispettivi ordinamenti.

I lavoratori che perfezionano i prescritti requisiti dal 1° gennaio 2019, anche cumulando i periodi assicurativi ai sensi della legge 228/2012, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal primo giorno del mese successivo all’apertura della relativa finestra.

Pensioni per lavoratori precoci: quando si perde

La pensione anticipata con requisito ridotto per i lavoratori cosidetti precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero per il periodo di anticipo rispetto ai requisiti vigenti per la generalità dei lavoratori.

Il beneficio della riduzione del requisito contributivo minimo per la pensione anticipata per i lavoratori precoci non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per lo svolgimento delle medesime attività lavorative. È cumulabile invece con le maggiorazioni riconosciute a determinate categorie di lavoratori previsti dalla legge; in particolare ai sordomuti, nonché agli invalidi per qualsiasi causa, ai quali è stata riconosciuta un'invalidità superiore al 74 per cento, agli invalidi di guerra, civili di guerra e agli invalidi per causa di servizio è riconosciuto, a loro richiesta, per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell'anzianità contributiva; il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa.