Pensioni lavoratori precoci con Quota 41. Dopo la Riforma Fornero con la soppressione della pensione di anzianità, i lavoratori precoci si sono trovati nelle condizioni di dover rientrare nei requisiti previsti per la pensione anticipata, ossia 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva (uomini), mentre 41 anni e 10 mesi di contribuzione (donne). 

Solo dopo estenuanti dibattiti sindacali si è ottenuto il reinserimento del requisito contributivo che porta a Quota 41 (un’anzianità contributiva 41 per uomini e donne) introdotta dalla Legge di Bilancio 2017. Dando via libera alla pensione anticipata flessibile per i precoci con un’anzianità contributiva minima di 41 anni. Un canale agevolato riservato ai lavoratori che possiedono minimo 12 mesi di contribuzione effettiva prima dei 19 anni di età e un’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995.

Ecco spiegato, il motivo per cui viene chiamata pensione anticipata lavoratori precoci Quota 41. Cosa cambia rispetto alla pensione anticipata ordinaria? La prima differenza investe l’anzianità contributiva, per i precoci Quota 41 vengono richiesti alle lavoratrici 10 mesi in meno, mentre, per i lavoratori parliamo di una differenza in minore di 1 anno e 10 mesi di contribuzione. Altro tassello investe il requisito anagrafico. I lavoratori possono accedere all'agevolazione contributiva senza nessun il vincolo anagrafico, ossia senza requisiti sull’età del richiedente. 

Negli ultimi giorni, molti lettori hanno richiesto maggiori informazioni sull'accesso alla pensioni con Quota 41 precoci. Le domande giunte in redazione sono tantissime, così riassunte: Pensioni lavoratori precoci con Quota 41 per tutti? Esiste una categoria di lavoratori che beneficiano della pensione anticipata precoci? Come si calcola la pensione precoci? Qual è l’ultima scadenza Quota 41 per il 2020? Se l’argomento ti interessa prosegui nella lettura vedremo insieme la risposta a ogni quesito e molto altro ancora. 

Pensioni: Quota 41 precoci criteri e modalità

I lavoratori precoci possono accedere a Quota 41. Una prestazione previdenziale che garantisce l’accesso alla pensione anticipata particolarmente flessibile, in cui non è previsto alcun requisito anagrafico, ma occorrono 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del 19° anno. L’accesso alla Quota 41 viene regolamentata da diverse condizioni normative. 

La pensione anticipata Quota 41 precoci, non è soggetta a proroga a differenza, ad esempio come accade con Opzione donna, ma parliamo di una misura strutturale. Cosa significa? Una misura che permane nel tempo. I lavoratori precoci in possesso dei requisiti contributivi possono inviare la domanda all’INPS rispettando le scadenze dell’istanza di verifica, nel 2021 come nel 2022 e sino al 2026. 

Il decreto Legge n. 4/2019 articolo 17 ha bloccato l’adeguamento previsto alla speranza di vita. In altri termini,  l’accesso alla pensione anticipata flessibile con il requisito contributivo pari a 41 anni, resta in vigore dal 1° gennaio 2019 e sino al 31 dicembre 2026. L’assegno pensionistico ai precoci con Quota 41 segue il calcolo misto. 

Pensioni Quota 41 precoci: chi può accedere alla pensione anticipata?

Alla pensione anticipata precoci Quota 41 possono accedere i lavoratori regolarmente registrati presso: assicurazione obbligatoria (dipendenti), gestioni speciali (autonomi), gestione separata e forme previdenziali sostitutive dell'Assicurazione generale obbligatoria AGO. In breve, possono richiedere il beneficio contributivo Quota 41 i lavorati del comparto pubblico e privato, rientrano anche gli artigiani, commercianti e i coltivatori diretti. Per accedere alla misura i lavoratori devono aver maturato un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, con un minimo di 12 mesi di contribuzione reale riconducibile all’età anagrafica antecedente al 19° anno compleanno. Inoltre, per poter beneficiare della prestazione previdenziale occorre rientrare in una delle seguenti condizioni, tra cui:

  • lavoratore con uno stato di disoccupazione (documento dal quale si evince che il lavoratore è disoccupato) per cause riconducibili a conclusione del rapporto di lavoro per motivi di licenziamento, prevista la forma collettiva, in presenza di disoccupazione per motivi di dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale (articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604). Inoltre, che il lavoratore risulti privo della prestazione di disoccupazione da un minimo di 3 mesi;
  • invalidità civile riconosciuta al 74%;
  • lavoratori che all’atto della domanda e da un minimo di 6 mesi, assistono un familiare con handicap grave (coniuge o un parente affino di primo grado) convivente ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104. Possono accedere al beneficio contributivi anche nel caso in cui l’assistenza sia rivolta al familiare affine di secondo grado convivente, nel caso in cui i genitori, oppure, il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto 70 anni di età anagrafica. Rientrano anche i casi in cui siano colpiti da patologie invalidanti, deceduti o mancanti; 
  • lavoratori che rientrano nelle attività ritenute faticose e pesanti così come disposto dal decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.  Come appunto i lavoratori notturni, conducenti alla catena e così via;
  • lavoratori dipendenti con un’attività lavorativa gravosa o usurante eseguita da un minimo di 7 anni rapportati negli nei termini degli ultimi 10 anni, oppure, un minimo di 6 anni nei termini di 7 anni dell’esercizio impiego lavorativo, tra cui: operai, edilizia, industria estrattiva; conduttori di gru; conduttori di mezzi pesanti e camion; professioni sanitarie; insegnanti (infanzia e asili nido); personale servizi di pulizia; operatori ecologici; operai agricoltura, zootecnia e pesca; lavoratori siderurgici e così via. 

Ammesso il cumulo di più periodi assicurativi (Legge del 24 dicembre 2012, n. 228).

Attenzione! Non possono accedere al prepensionamento flessibile anticipato precoci Quota 41, i lavoratori inseriti nelle liste delle gestioni previdenziali private, esclusi gli iscritti delle Casse professionali. Non rientrano, quindi, i professionisti come: avvocati, giornalisti e così via. Esclusi anche i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Pensioni Quota 41 precoci: quali sono le incompatibilità?

La pensione anticipata precoci non è cumulabile con altro trattamento pensionistico, con redditi derivanti da lavoro (dipendente o autonomo) sia in Italia che all’estero. Quota 41 precoci è cumulabile con eventuali  incrementi o maggiorazioni previsti dall’articolo 80, comma 3, legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Pensioni Quota 41 precoci: come e quando presentare la domanda all’INPS?

I lavoratori che intendono avvalersi dell’uscita anticipata precoci devono produrre una doppia istanza. La prima domanda viene gestita dall’INPS come base di verifica dei requisiti innanzi indicati. Se il lavoratore dispone delle credenziali di accesso, può inoltrare online la domanda all’INPS avvalendosi del portale dedicato all’Istituto.

L’istanza per l’accesso a Quota 41 può essere presentata attraverso il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento), oppure, avvalendosi del supporto degli enti di patronato e intermediari dell'Istituto. 

Precisiamo che la domanda può essere presentata in varie date, ossia 1° marzo (invio tempestivo), ovvero dal 2 marzo e sino alla data del 30 novembre (invio tardivo). Tra il diritto alla pensione e la decorrenza è prevista una finestra minima di 3 mesi. 

Il lavoratore presenta la seconda domanda quando ha maturato tutti i requisiti necessari per accedere alla prestazione previdenziale Quota 41 precoci.