Nella Riforma pensioni non è previsto il rinnovo della misura sperimentale Quota 100. Governo e sindacati sono impegnati su più fronti per trovare l’alternativa allo scalone che subentra con la chiusura triennale della misura anticipata Quota 100. È possibile che si tenti di stabilizzare l’Ape sociale rafforzandola strutturalmente al fine di ampliarne la platea dei beneficiari, ma non è escluso anche un’uscita facilitata per i lavoratori usurai con Quota 41. Non è stata neanche scartata l’ipotesi di una uscita flessibile concordata con un sistema che vada a incastonarsi con i 64 anni. Vediamo quali le possibili uscite dal lavoro prima dell’innesto della Riforma pensioni. 

Pensioni: Quota 100 misura sperimentale 2019/2021 

Inserita come strumento di pensionamento Quota 100 (requisiti 62 anni e 38 contribuzione più finestra mobile di 3 mesi per i privati e 6 per i lavoratori pubblici). Ben presto terminerà il ciclo naturale triennale 2019/2021. Una misura anticipata pensata per poter connettersi con la pensione di vecchiaia (requisiti 67 anni e 20 contributivi) e, per agganciarsi al pensionamento anticipato (requisiti uomini 42 anni e 20 mesi, mentre per le donne 41 anni e 10 mesi).  

In presenza di requisiti maturati per l’accesso al pensionamento Quota 100 entro il 31 dicembre 2021 si prevede l’attivazione dei fondi di solidarietà bilaterali.

Rientrano tra gli esclusi alla misura anticipata i seguenti lavoratori, tra cui:

  • lavoratori in isopensione;
  • tutto il personale militare Forze di polizia, Forze armate, polizia penitenziaria, Corpo nazionale vigili del fuoco e Finanza. Per queste categorie di lavoratori vengono applicate le disposizioni presenti nel Dlgs 165/97.

Chi accede alla misura di pensionamento non può cumulare pensione reddito, un divieto in vigore fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Non rientrano nel veto i redditi occasionali prodotti da lavoro autonomo fino alla soglia massima di 5mila euro annui (lordi).

In vigore fino al 31 dicembre l’accesso ad APE sociale e Opzione donna. Molto probabilmente, quest’ultime misure potrebbero essere differite per un altro anno nella prossima Legge di bilancio. In vista, la possibilità di accedere ad un canale extra di uscita dal lavoro con requisito contributivo di anni 41, senza alcuna indicazione per l’età anagrafica. In un primo momento Quota 41 non sembrava fattibile. Tuttavia il progetto non è stato del tutto accantonato. Sul piano di lavoro si discute su una misura che preveda un canale d’uscita per i lavoratori che hanno iniziato prima degli anni 19, con un minimo di 12 mesi reali anche se non sempre svolti in modo continuativo, ma con un’anzianità contributiva che rientri nel sistema misto, ossia al 31 dicembre 1995. 

Pensioni: quell’evoluzione che sfugge nella Riforma

L’Esecutivo pensa d'incentrare la Riforma pensioni sui lavori usuranti. Ecco perché, si presuppone di stabilizzare l’Ape sociale rafforzandola al fine di ampliarne la platea degli aventi diritto e di strutturare Quota 41 per il pensionamento dei lavori usuranti. Non è esclusa l’ingresso di una doppia flessibilità d’uscita dal lavoro. Per consentire ai lavoratori l’accesso alla pensione con un minimo di 62 o (forse) 63 anni e almeno 36 o 37 anni contributivi. Il quadro penalizzazioni per la questa categoria di lavoratori non dovrebbe essere particolarmente oneroso.  

Per le altre categorie di lavoratori si presuppone un’uscita dal lavoro con 64 anni di età e 37 o (forse) 38 anni di contributi. La misura delle penalità varia in base al metodo contributivo (abbastanza onerose) e, dipendono anche dalla proporzione dell’anticipo in considerazione dei 67 anni di età per la pensione di vecchiaia. 

Pensioni: i possibili canali di uscita dal lavoro 2020/2021 

Pensione di vecchiaia

Possono accedere i lavoratori che hanno maturato il requisito contributivo di 20 anni e almeno 67 anni di età anagrafica. Il requisito anagrafico resterà invariato fino al 2022. Nessuna finestra mobile. Per i lavoratori addetti alle mansioni gravosi possono accedere alla vecchiaia con almeno 66 anni e 7 mesi di età. Previsto un accesso con un minimo contributivo di 5 anni con 71 anni di età (regime contributivo). 

Per chi rientra nel sistema misto previsto un assegno previdenziale di 1,5 volte quello sociale. 

Pensione anticipata

I lavoratori possono accedere alla pensione anticipata con il requisito contributivo per gli uomini di 42 e 10 mesi, mentre per le donne gli anni di contributi diventano 41 e 10 mesi. Non è presente il limite anagrafico. Prevista una finestra mobile trimestrale. Ricordiamo che i requisiti restano fissi fino alla data del 31 dicembre 2026. 

Quota 100

La misura anticipata sperimentale 2019/2021 prevede un accesso con un’anzianità anagrafica pari a 62 anni. Mentre per  i contributi occorre aver maturato almeno 38 anni di contributi. Presenti le finestre mobili di 3 mesi per i dipendenti, che diventano 6 per i lavoratori pubblici.  

Opzione donna

La misura è riservata alle lavoratrici e consente l’accesso alla pensione con un’anzianità anagrafica di 58 anni per le lavoratrici dipendenti, che aumenta a 59 per le autonome. Prevista un’età contributiva di 35 anni. Presenti le finestre mobili d’uscita dal lavoro pari a 12 mesi per le dipendenti, mentre per le autonome diventano 18 mesi. Le lavoratrici possono presentare la domanda entro il 31 dicembre 2020. Sistema di calcolo della pensione metodo contributivo. 

Ape sociale

Si tratta di un prestito pagato dall’INPS dietro richiesta del lavoratore fino alla maturazione dei requisiti della pensione di vecchiaia. Possono richiedere l’Ape sociale i lavoratori che hanno maturato un minimo di 63 anni di età anagrafica e con 30 anni contributivi. I lavoratori possono presentare la domanda entro il 31 dicembre 2020. L’INPS per questa prestazione paga un assegno del valore di circa 1.500 euro mensili. Non è prevista la tredicesima, di conseguenza le mensilità erogate dall’Istituto saranno in tutto 12.  

Lavori gravosi

Fino alla data del 31 dicembre 2020 possono accedere alla pensione i lavoratori con 66 anni e 7 mesi di età e almeno 30 anni anzianità contributiva. Calcolo pensioni sistema misto 

Lavori precoci 

Ai lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima degli anni 19 con almeno 12 mesi di anzianità contributiva. Possono richiedere l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi senza il vincolo dell’età anagrafica. Requisito richiesto per le categorie tutelate. Prevista una finestra mobile di tre mesi. Calcolo assegno sistema misto. 

Lavori usuranti 

Per i lavoratori che rientrano nell’elenco previsto col decreto legislativo n. 67/2011 che hanno svolto l’attività lavorativa usurante per un minimo di sette anni rapportato agli ultimi dieci anni, possono accedere alla quota 97,6 con un minimo di 61 anni 7 mesi di età anagrafica e un’anzianità contributiva di 35 anni.