La pensione di reversibilità è quel trattamento previdenziale che viene riconosciuto dall'Inps ai familiari superstiti in caso di decesso del pensionato o dell'assicurato, ma in quest'ultimo caso si parla di pensione indiretta.

Pensione di reversibilità: cos'è e a chi spetta

La legge prevede il riconoscimento di quota percentuale della pensione ad una platea di beneficiari piuttosto ampia.
Hanno diritto alla pensione di reversibilità il coniuge o la persona unita civilmente, il coniuge divorziato a patto che abbia diritto all'assegno divorzile.

La pensione di reversibilità spetta anche ai figli minorenni, a quelli inabili al lavoro e ai figli maggiorenni fino a 21 anni se studenti delle scuole superiori e fino a 26 anni se studenti universitari.

In assenza del coniuge e dei figli, ad avere diritto al trattamento pensionistico sono i genitori che al momento della morte del pensionato o dell'assicurato non abbiano compiuto i 65 anni di età, o i fratelli e le sorelle nubili, segnalando che in entrambi i casi i destinatari non devono essere titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto.

Pensione di reversibilità: in quale percentuale è riconosciuta

La pensione di reversibilità è riconosciuta nella misura del 100% solo nel caso in cui tra i superstiti ci siano il coniuge e due o più figli o quando ci sono tre o più figli.

In tutti gli altri casi per il trattamento pensionistico scatta una percentuale inferiore al 100%, fino ad arrivare ad un minimo del 15%.

Pensione di reversibilità: taglio assegno in base a età matrimonio

Ci sono poi dei casi in cui la pensione di reversibilità subisce un'ulteriore riduzione e uno di questi è legato all'età in cui il defunto ha contratto il matrimonio.

Se le nozze sono avvenute quando il defunto aveva oltre 70 anni, con una differenza di età tra i coniugi superiore a 20 anni, allora il 60% previsto per la pensione di reversibilità al coniuge è ridotto del 10% in ragione di ogni anno di matrimonio mancante a 10 anni.

Come specificato dall'Inps nella circolare n.84/2012, la norma prevede che la decurtazione del 10% non si applica ai superstiti quando ci sono figli minorenni, studenti o inabili.

Pensione di reversibilità: riduzione se superstite ha redditi propri

Oltre al caso del matrimonio appena trattato, la pensione di reversibilità subisce un'altra riduzione quando il beneficiario possiede redditi propri.

In primis c'è da chiarire, come previsto dall'Inps, che gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del superstite.

Ci sono però dei limiti reddituali che bisogna rispettare e non superare, pena un taglio dell'assegno in base alla fascia di reddito in cui rientra il beneficiario della pensione di reversibilità.

Pensione di reversibilità: ecco di quanto è tagliato l'assegno

Tenendo conto degli importi aggiornati in base alla circolare Inps 46/2020, non vi è alcune riduzione della pensione di reversibilità se il beneficiario ha un reddito fino a 20.107,62 euro.

Se invece il reddito è compreso tra questa soglia i 26.810,16 euro scatta un taglio del 25% dell'assegno.

La decurtazione aumenta al 40% per la fascia di reddito tra 26.810,16 e 33.512,7 euro, e oltre quest'ultima soglia arriva al 50%.

I tagli di cui abbiamo appena parlato non si applicano nel caso in cui il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.

In presenza di questi soggetti la pensione di reversibilità non subisce alcuna decurtazione e viene corrisposta per intero secondo la percentuale prevista.