Matteo Salvini, nel corso del suo tour elettorale ha portato al centro del dibattito politico il futuro delle pensioni e la Riforma Fornero. Quella che doveva essere una netta e spiccata presa di posizione, in un certo senso si è dimostrata una involontaria gaffe. Salvini ha, in un certo senso, minacciato il Governo, affermando che, nel caso in cui dovesse tornare la legge Fornero sulle pensioni, verrebbero immediatamente alzate delle barricate in Parlamento.

Molto probabilmente, nella foga del dibattito pubblico, Salvini ha dimenticato che la momento la Legge Fornero non è stata cancellata da alcun Governo. Né da quello attuale, né da quello precedente nato da un'alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega. Ad onor del vero sono stati approvati dei provvedimenti, che ne hanno limitato gli effetti, ma senza dubbio siamo ben lungi dall'averla cancellata.

Riforma delle pensioni: cosa è stato fatto in realtà!

Ma andiamo a vedere cosa è stato fatto in realtà fino a oggi per le pensioni degli Italiani. Il primo Governo Conte ha adottato due provvedimenti, che almeno in parte hanno superato quanto era contenuto all'interno della Riforma Fornero. Il primo, e sicuramente più famoso, è Quota 100: una misura di flessibilità che ha permesso e permetterà fino al 31 dicembre 2021 ai lavoratori di accedere alla pensione all'eta di 62 anni. Nelle intenzioni iniziali, la misura puntava da abbassare ulteriormente l'età della pensione, dopo l'innalzamento attuato proprio dalla riforma Fornero nel 2011. Tirando, però le somme del provvedimento, si può dedurre che abbia raggiunto gli obiettivi prefissati solo in parte.

Proviamo a dare un'occhiata un po' ai numeri. Nel 2019, su un totale di 535mila pensioni erogate, solo e soltanto 150mila si riferiscono a Quota 100. Numeri che sono in linea anche nel 2020, perché nei primi tre mesi dell'anno sono arrivate solo 30mila nuove domande di pensione con Quota 100. Questo vuol dire che i numeri non sono poi così tanto esaltanti: la maggior parte delle persone che accede alla pensione matura i requisiti per quella di vecchiaia o per quella anticipata.

Un altro provvedimento varato dal Governo Lega-M5S - il secondo - è il blocco dell'adeguamento dei requisiti per andare in pensione anticipata con la speranza di vita. Se non fosse stato introdotto questo blocco, i lavoratori avrebbero dovuto lavorare cinque mesi di più per poter andare in pensione. Anche questa, benché sia stata una decisione importante, non ha di fatto cancellato la Riforma Fornero. Al massimo ha dato la possibilità ai lavoratori di entrare in pensione con cinque mesi di anticipo.

Ma perché si parla di ritorno alla Fornero?

A questo punto la domanda è lecita. Perché Matteo Salvini parla di un ritorno della Fornero, se questa, fondamentalmente, non è mai andata via? Il Governo non ha mai provveduto a cancellarla. Molto probabilmente Salvini si riferisce alla fine di Quota 100: in quesro caso, comunque, non è stato l'attuale Governo a cancellare la misura, ma è stato lo stesso Decreto 4/2019, che prevedeva che Quota 100 fosse finanzata unicamente per tre anni. Come misura sperimentale.

Comunque vada, Quota 100 è una misura che il Governo intende sostituire alla sua scadenza. Per il momento si starebbero cercando delle misure che portino un po' di flessibilità e che possano anche essere sostenibili per le casse dello Stato. Una delle idee che stanno analizzando gli esperti del Governo prevederebbe un taglio dell'assegno per quanti decidano di anticipare l'accesso alla pensione all'età di 62 anni. Anche in questo caso, la Riforma Fornero rimarrà così come la conosciamo. Anche perché eliminarla rappresenterebbe un costo che l'Italia al momento non può sostenere.

Riforma delle pensioni: la Fornero non può essere superata!

L'Italia ha risparmiato qualcosa come 80 miliardi di euro in poco meno di dieci anni: questo è avvenuto grazie alla riforma delle pensioni attuata dal Governo Monti, mentre c'era Elsa Fornero come Ministro del Lavoro. Stando ai calcoli effettuati dalla Ragioneria di Stato, la Riforma Fornero da sola vale quanto un terzo dei risparmi che saranno accumulati da oggi fino al 2060. In estrema sintesi questo significa che ha dato un enorme contributo alla sotenibilità del nostro sistema prevvidenziale. Solo di quest'anno (il 2020) grazie a questa riforma si dovrebbe riuscire a risparmiare qualcosa come 22 miliardi di euro.

Questo significa che ancora oggi siamo nel pieno dei vantaggi economici generati dalla riforma: cancellandola si andrebbe a depotenziare l'intero impianto nel momento di maggiore efficacia. Oltretutto, andarla a cancellare proprio oggi, significherebbe buttare al vento tutti i sacrifici effettuati dai lavoratori in questi nove anni. Questo è il principale motivo per il quale non sembra fattibile un progetto che preveda la cancellazione dalla riforma Fornero.