L'appuntamento è per domani, quando si terrà il primo tavolo di confronto tra Governo e sindacati per discutere della riforma delle pensioni.

Riforma pensioni: domani il 1° dei due incontri tra Governo e sindacati

Tra poche ore prenderà il via il primo dei due incontri previsti per questo mese, in occasione del quale si discuterà dei provvedimenti da adottare nel breve con la prossima legge di bilancio.

Il secondo appuntamento è fissato pe il 25 settembre, quando invece si affronterà il tema più generale di una riforma delle pensioni che consenta di superare l'attuale sistema.

Tutto nasce in primis dalla necessità di trovare una soluzione al problema che si verrà a creare con la fine di Quota 100 al termine della sperimentazione triennale che vedrà lo stop alla fine del prossimo anno.

Riforma Pensioni: Quota 100 in soffitta a fine 2021. Quale alternativa?

Come è noto Quota 100 al momento permette di andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.
A partire dall'1 gennaio 2022 si creerà il problema di uno scalone di ben 5 anni, visto che per accedere alla pensione di vecchiaia bisognerà raggiungere i 67 anni di età.

Per superare questo problema si sta pensando a delle soluzioni alternative, ma al momento non c'è nulla di definito.

Riforma Pensioni: Quota 41 invece di Quota 100. Come funzionerebbe

Ieri la stampa è tornata a parlare nuovamente di Quota 41, una soluzione che piace ai sindacati ma molto meno al Governo.

In pratica si tratta di un meccanismo che permetterebbe persino di anticipare l'età di accesso alla pension anche rispetto a Quota 100, visto che con Quota 41 sono necessari 41 anni di contributi versati, senza limiti di età.

In altre parole si tratterebbe di estendere a tutti il meccanismo attualmente valido per i lavoratori precoci che all'età di 19 anni potevano contare già almeno su un anno di contributi.

L'estensione di Quota 41 incontra però dei problemi di non poco conto, con particolare riferimento alla copertura, visto che già prima della nascita di Quota 100 si era stimato per questo meccanismo una spesa di 12 miliardi di euro già dal primo anno.

Proprio in virtù di ciò si stanno esplorando altre strade per valutare la percorribilità delle stesse a fronte di costi più contenuti.

Riforma pensioni: si torna a parlare di Quota 102. Cos'è?

Dalla pagine del Messaggero ritorna così in auge Quota 102 di cui si era già parlato all'inizio dell'anno.
Nella pratica si tratterebbe di un meccanismo simile a quello di Quota 100, con l'unica differenza per l'età anagrafica.

Quota 102 infatti permetterebbe di andare in pensione con 38 anni di contributi, come nel caso di Quota 100, ma con un'età anagrafica più alta, pari a 64 anni e non più a 62.

Riforma pensioni: buone e cattive notizie per Quota 102

Un'altra differenza non da poco è data dal taglio dell'assegno, visto che la pensione anticipata con Quota 102 potrà avvenire solo accettando una sforbiciata compresa tra il 2,8% e il 3% del montante contributivo per ciascun anno necessario al raggiungimento dei requisiti di età previsti per la pensione di vecchiaia.

Rispetto a Quota 41, c'è una buona notizia per Quota 102, la cui copertura sarebbe meno impegnativa per le casse dello Stato.

Stando alle prime indicazioni dei tecnici del Ministero, la formula di cui si parla in alternativa a Quota 100 avrebbe infatti un costo di 8 miliardi di euro, ben più contenuto rispetto ai 12 miliardi stimati per Quota 41.

Come spiegato da Il Messaggero, per lo Stato si tratterebbe di un flusso in uscita “per competenza” e non per cassa, destinato a diminuire nel corso degli anni a venire.

Dal punto di vista della cassa le uscite sarebbero pari a zero in quanto i pensionati si vedrebbero tagliare i trattamenti, mentre il capitolo competenza crescerebbe visto che ci sarebbe un aumento del numero dei pensionati.