Deciso calo in avvio di settimana per le quotazioni del petrolio, che nel clima di avversione al rischio causato dalle nuove tensioni sui dazi tra Stati Uniti e Cina scontano quest'oggi le preoccupazioni del mercato sulla tenuta sulla domanda globale di greggio in conseguenza della disputa commerciale.

Petrolio di nuovo in calo con le tensioni sui dazi

A New York il West Texas Intermediate (WTI) scambia al momento a quota 54,52 dollari al barile, in ribasso del 2%, mentre il Brent del Mare del Nord torna in area 61 dollari al barile (-2,1%) riavviando la sua discesa dopo il parziale rimbalzo messo a segno venerdì scorso: nella sessione di giovedì, i due benchmark avevano segnato un crollo del 7%, la peggiore contrazione giornaliera degli ultimi quattro anni, dopo che il presidente USA, Donald Trump, ha annunciato su Twitter la decisione di applicare da settembre ulteriori tariffe del 10% su beni d’importazione cinesi del valore di 300 miliardi di dollari. Una minaccia che ha ora già fatto scattare le prime reazioni della Cina sul fronte valutario.

Petrolio allunga le perdite dopo i tweet di Trump

Oggi, le autorità di Pechino hanno consentito che lo yuan scendesse sotto il livello chiave di 7 sul dollaro per la prima volta in più di un decennio, segno che il gigante orientale potrebbe essere disposto a tollerare una maggiore debolezza della sua divisa per attenuare l'impatto dei nuovi dazi, alimentando così ulteriormente il conflitto con gli Stati Uniti e aprendo un nuovo fronte di scontro con il rischio che si inneschi la spirale di una guerra valutaria.