Dopo il forte ribasso accusato nella sessione di venerdì, conclusa con un affondo di quasi il 3%, il petrolio continua ad indietreggiare oggi. Nel corso della mattinata le quotazioni dell'oro nero sono scese fino ad un minimo in area 62,5 dollari.

Petrolio ancora in difficoltà dopo l'affondo di venerdì

Da questo livello è partito un recupero che ha permesso di ripianare quasi interamente le perdite, con il petrolio che ora viaggia a 63,15 dollari, in ribasso dello 0,24% rispetto al close di venerdì.

Il forte arretramento dell'oro nero è partito sulla scia delle dichiarazioni del presidente Trump che prima del week-end ha fatto sapere di aver chiamato l'Opec, con la richiesta di far scendere i prezzi dell'oro nero.

Immediato l'effetto sulle quotazioni dell'oro nero che dopo l'affondo di venerdì oggi stanno riuscendo a contenere i danni, ma gli effetti della discesa sono stati vistosi sui titoli del settore oil a Piazza Affari.

L'unico a salire è stato Saipem che ha guadagnato l'1,37%, mentre Tenaris ed ENI hanno ceduto rispettivamente lo 0,76% e l'1,59%, posizionandosi nelle retrovie del Ftse Mib.

Segno meno anche per i titoli a minore capitalizzazione con Saras in flessione dello 0,99%, seguito da Maire Tecnimont che ha invece registrato un ribasso dell'1,23%.

In tanti si chiedono se questa flessione del petrolio e di conseguenza dei titoli oil possa rivelarsi un'interessante opportunità per nuovi acquisti.

A giudicare dalle indicazioni delle banche d'affari la risposta è in molti casi affermativa, visto che gli analisti segnalano diverse occasioni buy tra i protagonisti del comparto petrolifero a Piazza Affari.