Se il mercato globale del greggio dovesse vedersi sottrarre i 2 milioni di barili della produzione venezuelana, ne deriverebbe "un grave choc per il sistema".

Gli effetti della crisi venezuelana

A dirlo, Dan Yergin, esperto di materie prime e vice-presidente di IHS Markit, che intervistato dalla CNBC in occasione della Abu Dhabi Petroleum Exhibition and Conference ha fornito una analisi sulle conseguenze di un eventuale aggravamento della crisi finanziaria del Paese latinoamericano.

La produzione di petrolio di Caracas è già calata e le difficoltà economiche hanno prodotto un impatto negativo sugli investimenti nel settore: un ulteriore deterioramento della situazione finanziaria potrebbe adesso causare nuovi tagli produttivi e limitare ulteriormente la presenza di Caracas sul mercato.

Alle prese col debito

Il Venezuela, appartenente all'OPEC e tra i principali produttori di petrolio al mondo, è alle prese da lunedì con il tentativo di rinegoziare con gli investitori stranieri il suo debito.

Standard & Poor’s ha da poco declassato il rating sul debito a lungo termine del Paese latinoamericano al livello di “default parziale” dopo che il governo non è riuscito a pagare gli interessi su obbligazioni per un valore di 200 milioni di dollari, ma ammontano a oltre 60 miliardi di dollari le obbligazioni che il presidente Maduro sta cercando di ristrutturare.

Le incognite sulla ristrutturazione del debito

Le notizie dell'ultim'ora dicono che Caracas ha siglato oggi un accordo con la Russia riguardante la ristrutturazione una porzione di debito da 3 miliardi di dollari.