Una seduta da dimenticare quella odierna per il petrolio che cade pesantemente sotto una pioggia di vendite come non accadeva da tempo.

Petrolio in caduta libera sotto 60 $: la peggiore seduta del 2019

Dopo aver chiuso la sessione di ieri con un ribasso del 2,6%, l'oro nero oggi subisce un affondo ben più pesante, vivendo la peggiore seduta di quest'anno. Negli ultimi minuti le quotazioni dell'oro nero vengono fotografate a 58,3 dollari, con un tracollo del 5,08%, dopo aver toccato un minimo intraday a 57,95 dollari.

Come detto poc'anzi si tratta della peggiore performance giornaliera di quest'anno e per trovare un precedente peggiore a quello odierno bisogna risalire alla sessione del 24 dicembre 2018, quando la sessione si era conclusa con un tracollo del 6,71%.

Per la prima volta da marzo i prezzi del petrolio scendono sotto quota 60 dollari, riportandosi su valori che non si vedevano dalla fine della prima metà dello stesso mese.

Petrolio: un cocktail esplosivo alimenta le vendite

Un mix di fattori sta contribuendo ad alimentare i forti flussi in vendita sul petrolio, a partire dalle incertezze sulle prospettive dell'economia, intensificatesi dopo i deludenti dati macro diffusi questa mattina in Europa, mentre hanno battuto le attese quelli resi noti negli Usa, dove però le vendite di nuove case hanno registrato un netto calo ad aprile.

In secondo luogo il ribasso del petrolio è da ricondurre anche al report sulle scorte strategiche Usa che ha restituito un forte rialzo. Quelle di oro nero sono infatti balzate di 4,7 milioni di barili, a fronte della previsione di un calo di 1,3 milioni, spingendosi sui livelli più alti da 22 mesi a questa parte.