Prosegue in maniera inarrestabile il recupero del petrolio che dopo aver vissuto gli ultimi mesi del 2018 in forte ribasso, sta risalendo la china in questo primo scorcio del nuovo anno. L'oro nero, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un incremento di quasi mezzo punto percentuale, oggi sta mettendo a segno la nona giornata consecutiva in rialzo.

Mentre scriviamo il petrolio passa di mano a 53,1 dollari, con un progresso dello 0,97%, portando avanti così il recupero partito da inizio anno, basti pensare che rispetto alla fine del 2018 le quotazioni hanno registrato un rialzo di oltre il 15% fino ad oggi.

I fattori che hanno alimentato il sell-off sul petrolio negli ultimi mesi

Negli ultimi mesi dello scorso anno le quotazioni del petrolio hanno pagato pegno ai timori sulla frenata dell'economia globale e allo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Proprio gli stessi fattori che avevano provocato il sell-off su questa materia prima stanno favorendo una risalita dei corsi.

Da una parte sembrano in parte attenuate le preoccupazioni sulle prospettive dell'economia, grazie agli ultimi dati sul lavoro Usa che confermano una congiuntura ancora in salite sull'opposta sponda dell'Atlantico, sebbene continuino ad arrivare indicazioni poco incoraggianti dalla Cina.

Dall'altra l'ottimismo dei mercati sui recenti colloqui tra Pechino e Washington sul tema del commercio, in vista di ulteriori incontri che lasciano ben sperare, sta favorendo una risalita dei prezzi del petrolio.

Meno tensioni su rapporti Cina-Usa: titoli oil ancora in rialzo

Un sostegno arriva anche dalla recente decisione dell'Opec di tagliare la produzione a partire dall'inizio di quest'anno, cui si è aggiunta nelle ultime ore la notizia arrivata dall'Arabia Saudita, che taglierà le sue esportazioni di oltre 7 milioni di barili al giorno.