Secondo gli analisti di Morgan Stanley, i prezzi del greggio hanno margine per proseguire ulteriormente la robusta risalita degli ultimi mesi, e potrebbero quindi spingersi nel corso del terzo trimestre di quest'anno fino quota 75 dollari al barile, grazie agli effetti di riequilibrio del mercato prodotti dai tagli della produzione Opec e dalle sanzioni americane contro Iran Venezuela. 

Morgan Stanley: petrolio a 75 dollari in estate

La banca americana ha segnalato in un nuovo report che il robusto rally della materia prima sta trovando un forte supporto nelle aspettative sul prossimo meeting Opec: in vista della riunione di giugno, infatti, i Paesi del cartello petrolifero e i loro alleati appaiono determinati a prendere tutte le misure necessarie per rimuovere l'eccesso di offerta di greggio, e non è escluso che possano persino essere adottate ulteriori riduzioni degli output.

Opec vuole prezzi più alti

"Conversazioni con parecchi rappresentanti dell'OPEC ci hanno lasciato l'impressione che a un livello intorno ai 65 dollari al barile il Brent non è dove l'organizzazione vorrebbe vederlo", scrivono i due autori del report, Martijn Rats e Amy Sergeant, commentando gli umori registrati la scorsa settimana a Houston, in Texas, durante la conferenza sull'energia CERAWeek.

Sanzioni Iran e Venezuela spingono i prezzi

A favore dell'oro nero giocano inoltre il crollo della produzione venezuelana, ridottasi intorno ai 600-700 mila barili giornalieri, e le sanzioni all'Iran, con l'amministrazione USA intenzionata a non estendere parte delle deroghe, in scadenza a inizio maggio, concesse agli acquirenti di petrolio iraniano.