Con la prima seduta della nuova settimana e del mese di luglio riparte la corsa al rialzo del petrolio che dopo la pausa di venerdì torna a guadagnare terreno con decisione.

Petrolio in buon rialzo dopo l'esito del G20

Prima del week-end le quotazioni dell'oro nero hanno ceduto l'1,2%, al termine di un'ottava comunque positiva, e oggi da subito hanno imboccato la via dei guadagni.

Nel corso della seduta il petrolio si è spinto anche oltre i 60 dollari al barile, salvo ritracciare leggermente e presentarsi ora a 59,8 dollari, con un rialzo del 2,27%.

A favorire lo shopping sull'oro nero è in primis l'esito positivo dell'incontro di sabato tra il presidente Usa e il suo omologo cinese che in occasione del G20 hanno concordato una tregua, decidendo di riavviare i negoziati sul tema del commercio.

Tanto basta per sostenere le quotazioni del petrolio, grazie al venir meno dei timori di una possibile escalation tra Cina e Stati Uniti che avrebbe indubbie ripercussioni sulla crescita economica e di conseguenza sulla domanda di materia prima.

Petrolio in attesa del responso Opec. Verso estensione tagli output?

L'oro nero intanto è spinto al rialzo anche dall'attesa per le decisioni che saranno prese dall'Opec, al termine del meeting che ha avuto inizio oggi a Vienna e che proseguirà nella giornata di domani.

Gli analisti di Equita SIM ricordano che a dicembre scorso l'Opec, la Russia e altri produttori non membri, un'alleanza nota come Opec+, hanno accettato di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno dall'1 gennaio di quest'anno.

L'accordo, della durata di sei mesi e quindi scaduto proprio ieri, era finalizzato a ridurre le scorte nel sistema.
Ora la discussione dell'Opec è incentrata proprio sulla possibilità di una estensione di questi tagli, dopo che l'Arabia Saudita e la Russia hanno segnalato il loro sostegno in questa direzione.