Leggero rimbalzo dopo il brusco affondo della vigilia per le quotazioni del petrolio, ieri precipitate sui minimi degli ultimi cinque mesi in scia ai dati sulle scorte USA. 

Petrolio in bear market:

A metà mattinata il Brent risale a quota 61,2 dollari al barile, in progresso dello 0,9% dopo essere dopo sceso nelle scorse ore a quota 59,45 dollari, minimo da metà gennaio; poco sopra la parità anche il WTI statunitense, fotografato a 51,87 dollari (+0,3% dal record negativo di 50,60 dollari toccato ieri).

Petrolio in bear market: le quotazioni oggi

Entrambi i benchmark erano ieri entrati in territorio "orso", ossia in calo di oltre il 20% dai massimi raggiunti poche settimane fa, dopo che le stime settimanali sulle riserve statunitensi hanno riacceso i timori per la tenuta della crescita mondiale, minacciata dalla rottura dei negoziati commerciali tra Usa e Cina e dagli annunciati dazi americani contro le importazioni dal Messico.

Petrolio: pesano le scorte USA

Secondo le rilevazioni dell'Energy Information Administration, nella settimana terminata il 31 maggio le riserve di greggio sono salite di 6,77 milioni di barile, a 483,26 milioni di barili, smentendo le attese di un calo di 0,85 milioni di barili. 

In aumento molto oltre le aspettative anche gli stock di benzina e di altri prodotti petroliferi, che hanno mostrato il maggior incremento settimanale dal 1990. 

Petrolio in bear market, ms: pesano tensioni commerciali

Gli analisti di Morgan Stanley scrivono in una nota che le crescenti tensioni commerciali e un rallentamento economico, insieme con il calo della domanda di greggio che si sta indebolendo "molto più rapidamente" di quanto si aspettassero, supererà gli ammanchi dal lato dell'offerta e condurrà a una riduzione delle quotazioni dell'oro nero.