Avvio del mese in rally per le quotazioni del greggio, che dopo i pesanti ribassi di novembre mette oggi a segno il miglior rialzo giornaliero da mesi grazie alla combinazione di tre notizie positive arrivate nel fine settimana: la sospensione della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina durante il vertice del G20; l'intesa raggiunta al vertice argentino tra Arabia Saudita e Russia su una possibile estensione dei tagli produttivi del gruppo Opec+; e infine la decisione dell'Alberta di ridurre a sua volta l'output per reagire alla crisi dell'industria petrolifera della provincia canadese innescata dalla caduta dei prezzi dell'ultimo mese.



Petrolio in rally...

Sul New York Mercantile Exchange, i futures con consegna luglio sul West Texas Intermediate si sono spinti in mattinata fino a 53,85 dollari al barile, segnando il maggior incremento percentuale da giugno (+5,7%); forte rimbalzo anche per il Brent del mare del Nord, con i contratti di febbraio che alle 10.30 avanzano del 4% a 61,9 dollari al barile dopo aver toccato un massimo intraday a 62,60 dollari: venerdì scorso, le quotazioni del greggio avevano archiviato la peggiore performance mensile degli ultimi dieci anni, calando di oltre il 30% nei trenta giorni in scia ai timori che la forte crescita della produzione USA e un mancato accordo sui tagli tra Mosca e Ryadh, due delle maggiori potenze esportatrici di greggio al mondo, potessero condurre a un nuovo eccesso di offerta nel 2019.