Una giornata a due facce quella odierna per il petrolio che da inizio anno sta catalizzando numerosi acquisti.
Dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un rally di circa il 3%, l'oro nero si è spinto in avanti anche oggi, arrivando a toccare un massimo a 64,7 dollari, salvo poi avviare un movimento a passo di gambero.

Petrolio in frenata dopo allungo iniziale: titoli oil in rialzo a Milano

Negli ultimi minuti il Wti viene fotografato a 63,1 dollari, appena sopra i valori del close di venerdì, offrendo comunque un sostegno ai titoli oil a Piazza Affari.

La migliore performance oggi è quella di ENI che sale dell'1,63%%, seguito da Tenaris e Saipem che avanzano rispettivamente dello 0,54% e dello 0,07%.

A spingere in alto le quotazioni del petrolio sono le crescenti tensioni geopolitiche, sulla scia dell'escalation di minacce registrate nel fine settimana tra Stati Uniti e Iran.

Petrolio: i timori del mercato. La view di ING

Gli investitori temono per la tenuta dell'offerta di oro nero, dal momento che nella crisi in Medio Oriente sono coinvolti Iran e Iraq, due tra i principali produttori di petrolio al mondo.

Il mercato è preoccupato per le conseguenze di un attacco iraniano all'infrastruttura di trasporto del petrolio nel Golfo Persico.

Gli analisti di ING fanno notare che il mercato petrolifero dovrebbe registrare un surplus di offerta nella prima metà del 2020 e ciò dovrebbe contribuire in qualche modo a contenere il rialzo dei prezzi.

Ogni difficoltà nell'attività di produzione e trasporto può cambiare la situazione molto rapidamente: ING spiega infatti che ogni deficit nella fornitura di petrolio significherebbe la fine dei tagli della produzione da parte dell'Opec e dei suoi alleati.