Il prezzo del petrolio torna a salire e aggiorna i record dell'anno, spinto da nuovi segnali positivi sulla domanda cinese e da una inaspettata discesa settimanale delle scorte americane.

Petrolio: quotazioni in rialzo

Sull'Intercontinental Exchange di Londra, i contratti sul Brent con scadenza giugno vengono fotografati negli ultimi minuti a 72,05 dollari al barile, in rialzo frazionale dello 0,43% dopo aver toccato questa mattina quota 72,1 dollari, nuovo massimo del 2019 e record dallo scorso 8 novembre.

Quotazioni in rialzo anche per il West Texas Intermediate (WTI): i futures sul benchmark americano in scadenza a maggio scambiano sul Nymex in rialzo dello 0,64% a 64,46 dollari al barile.

Petrolio: calo a sorpresa delle scorte USA

A fornire un nuovo supporto al rally dell'oro nero, che viaggia in rialzo di oltre il 30% da inizio anno, sono stati nelle ultime ore i nuovi dati forniti dall'American Petroleum Institute (API). L'associazione di settore ha infatti ieri indicato a sorpresa, in attesa delle stime ufficiali che saranno divulgate oggi pomeriggio dall'Energy Information Administration (EIA), un calo degli stock di greggio statunitensi di 3,1 milioni di barili a 452,7 milioni nella settimana terminata il 12 aprile: gli analisti si aspettavano un aumento ,di 1,7 milioni.

Segnali positivi da Pechino

Contribuiscono ad alimentare gli acquisti inoltre i dati sull'industria della raffinazione cinese, che secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino ha mostrato a marzo volumi in aumento del 3,2% anno su anno a 53,04 milioni di tonnellate; il dato è arrivato insieme a quello migliore del previsto sull'economia cinese, cresciuta nel primo trimestre del 6,4% rispetto all'analogo periodo del 2018.