Dopo aver accusato ieri una flessione di oltre il 2% che lo ha riportato a poca distanza da area 25 dollari al barile, il petrolio si è riscattato quest'oggi con una seduta tutta in salita.

Petrolio in rally: cosa spinge gli acquisti?

Le quotazioni dell'oro nero si sono impennate nel pomeriggio, tanto da terminare gli scambi in area 21.5 dollari, con un volo di circa il 9%.

Gli acquisti sul petrolio sono stati sostenuti da un cauto ottimismo legato ad un progressivo allentamento del lockdown in vari Paesi del mondo.

Questo lascia sperare in una seppur timida ripresa della domanda, relativamente alla quale la stessa Agenzia Internazionale dell'Energia si è mostrata meno pessimista.

Petrolio: AIE meno pessimista sulla domanda

L'AIE infatti ha stimato che il calo della domanda di petrolio a maggio sarà nell'ordine di 8,6 milioni di barili al giorno, meno dei 9,3 milioni previsti, mentre la domanda per l'intero 2020 è stimata a 91,2 milioni di barili giornalieri, contro i 100 milioni dello scorso anno.

A sostenere intanto le quotazioni del petrolio è anche l'attesa per le prossime mosse dell'Opec+ che avrebbe intenzione di proseguire i tagli produttivi in vigore ad oggi, oltre la scadenza di giugno.

Petrolio: Opec+ potrebbe estendere tagli oltre giugno

Il cartello aveva concordato ad aprile di ridurre la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno a maggio e giugno, per poi scendere a 7,7 milioni fino alla fine del 2020.

Per cui il livello del taglio da 9,7 milioni di barili giornalieri potrebbe essere prolungato nella prossima riunione OPEC+ di giugno.

Lunedi scorso l’Arabia Saudita ha comunicato di voler ampliare i tagli il prossimo mese di 1 milione di barili al giorno.
I produttori dell’OPEC del Golfo, Emirati Arabi Uniti e Kuwait, si sono uniti all’Arabia Saudita e hanno promesso nuovi tagli per la loro produzione di giugno di un totale di 180.000 barili al giorno.

I tagli produttivi, insieme all’allentamento dei blocchi per il C-19 in alcuni paesi che hanno contribuito a far ripartire la domanda di carburanti, secondo gli analisti di Equita SIM dovrebbero allentare la pressione sulla capacità di stoccaggio del greggio e stabilizzare i prezzi.

Petrolio: Iraq taglia meno della quota prevista. Ecco perchè

La SIM milanese però si concentra anche su alcune notizie meno incoraggianti, con riferimento alle indiscrezioni secondo cui a maggio l’Iraq starebbe tagliando la sua produzione di petrolio di circa 700.000 barili al giorno, un terzo in meno di quanto richiesto dagli accordi OPEC+.

Questo dopo che l'Iraq non è riuscito a convincere le compagnie petrolifere internazionali che gestiscono i suoi campi, a concordare riduzioni più profonde.

L’obiettivo di taglio della produzione petrolifera del Paese, nell’ambito degli accordi OPEC+, è di 1,06 milioni di barili al giorno a maggio e giugno.

Per evitare le penali nei confronti delle compagnie petrolifere internazionali, l’Iraq non potrebbe raggiungere quindi la quota di taglio concordata.

Le compagnie petrolifere come BP, Exxon, Eni e Lukoil, che gestiscono i giacimenti petroliferi meridionali dell’Iraq, operano principalmente con contratti di servizio che rimborsano una quota fissa in dollari per la loro produzione e sono anche rimborsati in carichi di petrolio.

Questo tipo di contratto protegge le compagnie petrolifere da forti cali dei prezzi del petrolio.

Petrolio: come si muoverà secondo Equita SIM

A detta degli analisti di Equita SIM il taglio inferiore da parte dell’Iraq mostra la difficoltà dell’OPEC+ di raggiungere i tagli annunciati.

La SIM milanese continua in ogni caso ad aspettarsi un intervallo di 30-35 dollari al barile per il Brent nel breve termine, con un maggiore potenziale di recupero dei prezzi nel quarto trimestre di quest'anno.