L'Opec abbassa le sue previsioni sulla crescita della domanda di petrolio nel medio e lungo periodo, citando condizioni del mercato problematiche ed i "segnali di stress" dell'economia mondiale, ma allontana i timori sul raggiungimento di un imminente picco per i consumi della materia prima in coincidenza con la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico.

Petrolio: Opec taglia stime sulla crescita della domanda 

Nel suo consueto report World Oil Outlook (WOO), in cui esamina annualmente le condizioni dei mercati energetici e le proiezioni sull'espansione dell'economia globale, l'Organizzazione dei Paesi esportatori prevede ora che la domanda crescerà a 104,8 milioni di barili giornalieri entro il 2024, e a 110,6 milioni entro il 2040.

Il cartello petrolifero sottolinea che gli ultimi dodici mesi sono stati in generale ancora una volta "sfidanti" per il mercato dell'energia, in un contesto in cui "segnali di stress sono comparsi nell'economia globale, e l'outlook sulla crescita globale, almeno nel breve e medio termine, è stato ripetutamente rivisto al ribasso nel corso dell'ultimo anno”.

Petrolio: crescita domanda ancora buona nei prossimi 5 anni

Al netto di queste premesse, l'Opec scrive di aspettarsi che la domanda continuerà comunque a crescere a ritmi "relativamente buoni" nei prossimi 5 anni, prevedendo un aumento di 6,1 milioni di barili giornalieri rispetto ai livelli del 2018. "A livello globale", recita il report, "la crescita è prevista rallentare da un livello di 1,4 milioni di barili giornalieri nel 2018 a circa 0,5 milioni di barili verso la fine del prossimo decennio”.