L'incontro dell'Opec in agenda il 30 novembre, ha un ostacolo in più. Trump. Le quotazioni del greggio, dopo aver toccato l'apice a metà ottobre con 52 dollari, arrivano a 45,26 dollari per il Brent e 44,35 per il WTI, facendo temere un escalation verso i minimi di agosto con il barile poco sopra i 40 dollari (40,8) per la precisione anche se, vista la perdita a due cifre sulla quotazione registrata in 3 settimane, Forbes non esclude un ritorno ai minimi di inizio anno, minimi che oscillavano tra i 25 e i 30 dollari al barile.

L'effetto Trump

Intanto gli analisti si interrogano sul fatto che il petrolio possa ricevere una spinta dall'arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump e delle sue politiche energetiche. Che ci sia in futuro una spinta sul settore è indubbio, anzi, in realtà saranno più di una, quello che resta da capire è quale trend, tra tutti quelli che si stanno formando in questo momento, sarà quello determinante per una risalita o un ulteriore crollo delle quotazioni.

Il fattore Trump, infatti, ha molteplici valenze. Prima di tutto è bene valutare gli effettiderivanti dalla scelta politica preminente, quella di incrementare la produzione petrolifera sia on shore che off shore. Questo porterebbe a scombussolare tutte le previsioni dell'Opec che sperava, con un crollo dlle quotazioni da oltre 2 anni, di aver elimintato o almeno fortemente indebolito, la grande concorrenza a stelle e strisce esplosa con la rivoluzione dello shale oil. Purtroppo l'arrivo di Trump, cambia le carte in tavola, ancora di più se si guarda alle numerose defezioni di paesi come Iran, Iraq, Nigeria e Libia che non hano alcuna intenzione di partecipare al programma di tagli sulla produzione. E per dimostrarlo hanno deciso di aumentare la loro produzione facendo perciò lievitare anche quella complessiva dell'Opec, Con il paradosso che un accordo sui tagli dell'output porterebbe a far crescere il prezzo del petrolio proprio mentre Trump riattiva e incentiva il settore estrattivo e l'Arabia Saudita diinuisce la sua produzione perdendo inevitabilmente quote di mercato.