Dopo aver inaugurato il nuovo anno con un frazionale rialzo dello 0,2% ieri a 61,18 dollari, il petrolio già nel corso della notte ha registrato una decisa impennata al rialzo, spingendosi subito verso la soglia dei 64 dollari al barile.

Petrolio sui top di maggio 2019 dopo il raid Usa a Baghdad

Nelle prime ore della giornata si è avuto un ritracciamento dai top con un ripiegamento poco sotto i 63 dollari, cui ha fatto seguito però un nuovo incremento degli acquisti.

Negli ultimi minuti l'oro nero viene fotografato a 63,6 dollari, con un rally del 3,96% che vede le quotazioni sui top di maggio scorso, oltre i massimi raggiunti a settembre scorso dopo l'attacco subito dalle strutture dell'Arabia Saudita.

A scatenare l'ondata di acquisti sul petrolio è l'escalation delle tensioni geopolitiche alimentata dall'attacco Usa a Baghdad, dove all'aeroporto è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, insieme al quale hanno perso la vita altre 7 persone.

Il Dipartimento della Difesa Usa ha confermato che l'esercito a stelle e strisce ha condotto un'azione difensiva per proteggere il personale degli Stati Uniti all'estero, uccidendo Soleimani.

Petrolio: Mediobanca vede ulteriori pressioni al rialzo

Immediata la reazione dei mercati finanziari, con un calo diffuso delle Borse, unitamente ad un indebolimento del dollaro sul fronte valutario e ad un deciso rialzo dell'oro, complice la fuga degli investitori dagli asset più rischiosi.

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